Un monito chiaro ed esplicito sulla tenuta democratica dei Paesi europei e un invito ad alzare al massimo la guardia contro i tentativi di disinformazione e condizionamento elettorale orchestrati dall’esterno. Giungendo alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea (Gymnich), il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha espresso forte preoccupazione per le possibili ingerenze della Federazione Russa nei processi democratici e nelle scadenze elettorali che interesseranno il Paese e gli altri Stati membri.
Il rischio di interferenze di Mosca sui processi elettorali
Il capo della diplomazia italiana ha evidenziato come l’azione destabilizzante non rappresenti un fenomeno circoscritto, bensì una minaccia sistemica estesa all’intera comunità europea.
“È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo”, lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Gymnich rispondendo ad una domanda sul fatto che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni in Italia.
“Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con questa attività deprecabile la volontà popolare”, ha precisato Tajani. “Questo sarebbe veramente inaccettabile, si è già parlato in più di un’occasione, bisogna vigilare, bisogna impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra”.
Cybersicurezza e prevenzione alla Farnesina
Nel delineare la strategia di risposta di Palazzo della Farnesina, Tajani ha ricordato i recenti cambiamenti organizzativi introdotti all’interno del Ministero per contrastare l’offensiva cibernetica e salvaguardare la rete diplomatica nazionale.
“Quindi – ha sottolineato – noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero”.
“Ricordo che in occasione della prima visita di Zelensky, nel moment in cui l’aereo toccò la pista dell’aeroporto di Ciampino, ero lì ad accogliere il presidente ucraino, ci fu un attacco contro il sito del ministero degli Esteri. I precedenti ci sono e noi vigiliamo perché possa essere garantita sempre comunque la vita democratica nei nostri Paesi”.
La replica all’articolo del Financial Times su Vannacci
Sollecitato dai cronisti sulle recenti indiscrezioni pubblicate dal quotidiano finanziario britannico Financial Times, che ha definito il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci come un potenziale elemento di influenza filorussa, il titolare della Farnesina ha invitato alla cautela e al rigoroso riscontro dei fatti.
“Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Gymnich a proposito dell’articolo del quotidiano della city di Londra che bolla Vannacci come “un cavallo di Troia della Russia”.












