L’avvicinarsi dei giorni più caldi per i viaggi d’estate coincide con una nuova fiammata dei listini dei carburanti lungo tutta la penisola. I dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy disegnano un quadro di aumenti diffusi sia sulla rete ordinaria sia lungo le arterie autostradali. Sulla rete stradale nazionale, la media in modalità self service tocca quota 1,949 euro al litro per la benzina, in salita rispetto all’1,942 euro del giorno precedente, mentre il gasolio si attesta a 2,124 euro al litro, superando il valore di 2,107 euro registrato nelle rilevazioni precedenti. La situazione appare ancora più gravosa lungo la rete autostradale, dove la benzina in modalità self si fissa a 2,040 euro al litro rispetto ai 2,032 euro di ieri, mentre il prezzo del diesel sfiora la soglia dei 2,20 euro raggiungendo una media di 2,196 euro al litro, contro i 2,181 euro della rilevazione passata.
Le reazioni del governo e il quadro comunitario
Sulle tensioni che attraversano i distributori è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il quale ha commentato: “I colleghi Urso e Giorgetti sicuramente ci staranno lavorando soprattutto per lavoratori e pendolari. Le compagnie aeree non segnalano problemi”.
La situazione italiana si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da forti pressioni inflazionistiche su base annua, ma con dinamiche differenziate. Secondo le rilevazioni diffuse da Eurostat, a giugno 2026 il costo dei carburanti e dei lubrificanti per il trasporto privato nell’Unione Europea ha registrato una crescita del 13,7% rispetto al giugno 2025. Tale dinamica fa seguito ai rincari su base annua del 20,8% ad aprile 2026 e del 20,7% a maggio. Nel mese di giugno 2026 gli aumenti tendenziali più marcati si sono verificati in Bulgaria con un +26,0%, Lituania con un +23,5%, Romania con un +23,1%, Finlandia con un +22,0% e Lussemburgo con un +20,7%. Al contrario, gli incrementi più contenuti sono stati rilevati in Ungheria con un +2,3% e in Polonia con un +5,8%, mentre nei restanti Stati membri le variazioni sono oscillate tra il +7,9% della Spagna e il +18,6% di Cipro.
L’anomalia italiana nell’andamento mensile dei prezzi
Se si analizza l’andamento congiunturale su base mensile, emerge un’evidente difformità tra il trend dell’Unione Europea e quello del mercato italiano. Tra maggio e giugno 2026, i consumatori dei paesi UE hanno beneficiato di una flessione media dei prezzi del diesel pari al -6,4% e della benzina pari al -4,2%. Il calo del gasolio ha interessato tutti gli Stati membri dell’Unione, guidato da contrazioni consistenti in Repubblica Ceca con un -11,3%, Polonia con un -9,7% e Bulgaria con un -9,4%, a fronte di flessioni più contenute registrate in Ungheria con il -0,6%, Italia con il -1,4% e Slovenia con il -1,6%. Sul fronte della benzina, invece, l’Italia con un +0,5% e Cipro con un +0,7% sono stati gli unici due Paesi dell’Unione Europea a registrare un incremento dei listini tra maggio e giugno 2026. Tutti gli altri Paesi membri hanno mostrato cali di prezzo congiunturali, guidati dai ribassi rilevati in Svezia con un -7,8%, Belgio con un -7,0% e Polonia con un -6,6%.











