10 Settembre 2026
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Dalla Germania a Catanzaro con 120mila in auto e addosso ad una donna: il sistema di Mellea, Mercurio e Abramo per riciclare danaro

Fallita l'idea del bonifico sarebbero scattati due viaggi per trasferire 70 mila e 50 mila euro in contanti. Per il gip danaro illecito confluito nelle società degli indagati

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Non sarebbero riusciti a far arrivare i soldi con un bonifico dalla Germania all’Italia. Troppi controlli, paura dei sequestri alla frontiera e avrebbero deciso di andarseli a prendere, effettuando due viaggi di andata e ritorno Catanzaro-Germania. Centoventimila euro in contanti, in due tranche, di 70 più 50 mila, nascosti in macchina e addosso a una donna e poi versati nelle società dell’avvocato Gennaro Pierino Mellea e degli imprenditori Danilo Abramo e Roberto Mercurio, destinatari di una misura cautelare agli arresti domiciliari, disposta dal gip distrettuale Andrea Odierno, nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro che conta 54 indagati.  

L’affare


Dalle intercettazioni emerge che Danilo Abramo discute con Marcello Magro di investimenti che lui e il fratello Alberto vogliono fare in Italia. Quest’ultimo vuole comprare e rivendere un immobile, Abramo propone un capannone da 166.000 euro, anche se ha bisogno di liquidità per chiudere un’operazione immobiliare e chiede aiuto proprio a Marcello Magro, l’intermediario con il fratello Alberto. Parte il tentativo di bonifico da conto tedesco a conto italiano. Roberto Mercurio, 44 anni di Catanzaro, socio della Crd Immobiliare Srl, si muove per aprire un conto corrente in Italia nell’interesse dei Magro. Ma ci sono difficoltà. Le controparti hanno paura di un possibile sequestro, visto che si tratta di portare 120 mila euro in contanti oltre frontiera. 

I viaggi e i soldi nascosti sul corpo di una donna 

Abramo va in Germania e torna con la prima tranche: 70mila euro in contanti e partono, secondo le ipotesi accusatorie, i versamenti sui conti intestati a società sulla Crd Immobiliare S.r.l., sulla Grd e su persone di fiducia.  Il totale versato dopo il primo viaggio è di 42.560 euro in contanti, in più operazioni. Poi il secondo viaggio, con Elena Reale, compagna di Mercurio. Vanno in Germania da Alberto Magro e prelevano una seconda tranche: 50mila euro, occultati in auto o nel corpo della Reale. Questa volta al controllo di frontiera vengono fermati. Abramo riferisce alle autorità di avere 50mila euro con sé, perché vuole comprare un immobile in Germania. Una giustificazione che non regge e le autorità  applicano una sanzione del 15% sulle somme eccedenti i 10mila euro: su 40mila euro la multa è di seimila euro. Solo parte della somma viene introdotta in Italia dopo il controllo, poi versata su conti riconducibili ad Abramo, Mellea, Mercurio. Per il gip, firmatario dell’ordinanza il denaro è di provenienza illecita, non si tratta solo di violazione valutaria. 

 L’identikit dei Magro

Nell’ordinanza, l’identikit dei fratelli Magro, Alberto di Catanzaro ed emigrato in Germania, è stato coinvolto nell’indagine “Nera” della LKA Renania Settentrionale Vestfalia per ricettazione e frode delle carte di credito. Indagato nel 2003 dalla polizia Gelsenkirchen per traffico esseri umani, dal 2008 al 2015 per vari reati, lesioni personali pericolose. Il fratello Magro è stato condannato nel 1994 a un anno per falso monetario, nel 2001 per truffa, nel 2010 per lesioni e violenza privata, nel 2011 e 2013 per associazione a delinquere e rapina aggravata e nel 2016 arrestato per associazione a delinquere finalizzata al furto. 

“Faceva l’usuraio, più che altro il delinquente”

Inoltre dagli esiti intercettivi emergerebbe la consapevolezza di Mercurio sul fatto che le controparti tedesche avevano un passato un po’ burrascoso: “Faceva l’usuraio, diciamo che più che altro faceva il delinquente. Quanto ti fotti i soldi illegali li perdi”. Per il gip precedenti di polizia per reati contro patrimonio provano, a livello di gravità indiziaria, che il denaro fosse di provenienza illecita. “Il possesso di un’ingente somma prova di per sé l’esistenza del delitto presupposto, riferibile a unico centro interessi famiglia Magro”. E il riciclaggio si radica anche rispetto a coloro che hanno recuperato il denaro: il mero trasporto di denaro da un luogo ad un altro luogo è riciclaggio se idoneo a disperdere somme illecite. E il reato si configura, secondo il gip per Gennaro Pierino Mellea, Danilo Abramo, Roberto Mercurio, i fratelli Magro, a vario titolo coinvolti nel trasporto o consapevoli del recupero delle somme all’estero per portarle in Italia: somme che “in base a quanto riferito dallo stesso Abramo sarebbero servite a finanziare le attività dei sodali nel settore immobiliare”. 

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