Il drammatico caso di Aurora, la giovane trovata senza vita a Milano, riapre il dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione della recidiva nei reati sessuali. In risposta alla vicenda, la Lega ha rilanciato il proprio disegno di legge sulla castrazione chimica, con l’obiettivo di intervenire subito nei confronti dei condannati per violenza sessuale.
Il ddl Bizzotto
La senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente del gruppo leghista a Palazzo Madama e prima firmataria del disegno di legge n. 839, ha ribadito la necessità di intervenire rapidamente: “Se fosse confermata la responsabilità dell’uomo fermato per la morte di Aurora, ci troveremmo davanti a un atto di inaudita gravità. Non possiamo più tollerare che chi ha precedenti per violenza sessuale resti libero di nuocere. È il momento che il Parlamento approvi senza indugi il nostro disegno di legge sulla castrazione chimica”.
Appello all’azione immediata
Il deputato Igor Iezzi sottolinea come la Lega abbia già ottenuto parere favorevole su precedenti ordini del giorno in questa direzione: “La strada da percorrere è chiara. Serve rapidità nell’approvazione della norma per garantire sicurezza e tutela delle potenziali vittime”.
Il disegno di legge prevede l’introduzione di un trattamento farmacologico di blocco androgenico totale per i condannati a sentenza definitiva per reati sessuali gravi, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. La vicenda di Aurora ha riacceso il dibattito politico sulla necessità di strumenti più incisivi contro la violenza sessuale in Italia.








