1 Novembre 2026
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Manovra, scontro totale su scuola e pensioni. Il governo sotto tiro, Tajani e Salvini aprono a modifiche in Parlamento

Il provvedimento taglia circa 7.000 posti tra docenti e ATA per un risparmio di 252 milioni all'anno. Stretta sulle indicizzazioni per 14 miliardi in dieci anni, mentre resta aperto il dossier sulla tassazione del settore bancario

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La pubblicazione del testo ufficiale della Legge di Bilancio accende una dura contrapposizione politica e sindacale,posizionando le misure sull’istruzione al centro del dibattito nazionale. Il provvedimento stabilisce una riduzione strutturale di 4.925 posti nelle dotazioni dell’autonomia scolastica e di 2.049 unità tra il personale ATA, per una contrazione complessiva di 6.974 posizioni organiche. Un intervento destinato a generare risparmi di spesa stimati in quasi 252 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2028, che si affianca al ricalcolo delle risorse destinate agli asili nido alla luce del trend demografico.

Le disposizioni hanno provocato la reazione immediata dei partiti d’opposizione e delle rappresentanze dei lavoratori.”Quando c’è da fare cassa, il governo sa sempre dove colpire: sulla scuola”, va all’attacco il Pd, mentre il M5s definisce la misura “una vergogna assoluta” e Avs la liquida come “la finanziaria dei ricchi”. Sul fronte del sistema d’istruzione infantile, la responsabile scuola del Pd Irene Manzi osserva: “Il governo non apre asili, aspetta che nascano meno bambini”. Parallelamente, la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola sollecita l’apertura immediata di un tavolo di confronto: “Di fronte al disagio delle nuove generazioni, alle povertà educative e alle crescenti difficoltà del lavoro scolastico, servono investimenti e personale, a partire da docenti e ATA e non certamente tagli”. Ancora più severo il giudizio espresso dalla Cgil guidata da Maurizio Landini in vista dello sciopero generale del 20 novembre, denunciando che la manovra “sembra scritta dal governo di un altro Paese, per non dire di un altro pianeta” e avvertendo che “qui siamo al di là delle peggiori aspettative” poiché “si accelerano declino e impoverimento”.

Stretta sulle pensioni, nodo banche e il dibattito parlamentare

Accanto ai capitoli sulla scuola, la quantificazione finanziaria definisce una rimodulazione del meccanismo di perequazione delle pensioni. Il mantenimento dell’adeguamento pieno all’inflazione per le sole prestazioni previdenziali fino a quattro volte il minimo garantisce alle casse dello Stato un recupero complessivo quantificato in 14,2 miliardi di euro nell’arco di un decennio (8,5 miliardi al netto del prelievo fiscale). “Per distribuire mance e finanziare la propaganda,il governo taglia sulla scuola e sulle pensioni”, contestazione formulata dal capogruppo Dem al Senato Francesco Boccia.

In replica alle sollecitazioni emerse, il vicepremier Matteo Salvini prende la parola per difendere l’operato del ministro dell’Istruzione Valditara, non escludendo tuttavia l’ipotesi di interventi migliorativi nel corso dell’iter parlamentare: “se ci fossero delle variazioni e delle migliorìe, il Parlamento è lì apposta”. Il leader leghista mantiene alta la pressione sul comparto creditizio, ribadendo: “Se il Parlamento riterrà che si possa chiedere, fare, ottenere anche qualcosa in più, il Parlamento è sovrano”. Sul versante della maggioranza, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani spinge per l’inserimento delle tutele destinate al comparto difesa e sicurezza: “Faremo di tutto perché venga inserita già nell’articolato. Se necessario presenteremo un emendamento durante l’esame parlamentare”.

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