La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la premier definisce la condanna “spropositata” e annuncia di aver chiesto personalmente al ministro della Giustizia Carlo Nordio di avviare l’iter per una possibile grazia.
“Trauma e paura non possono essere ignorati”
Meloni invita a considerare le condizioni psicologiche vissute dal commerciante durante quei drammatici momenti. “Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?”, afferma la presidente del Consiglio, sostenendo che sia difficile stabilire con certezza il momento esatto in cui una minaccia possa considerarsi terminata. La premier si chiede inoltre se Roggero fosse realmente nelle condizioni di intendere pienamente le proprie azioni, ricordando come l’adrenalina possa alterare percezione e capacità di valutazione anche in persone addestrate a gestire situazioni di emergenza.
Il tema della proporzionalità delle pene
Nel colloquio con il quotidiano, Meloni affronta anche il tema della proporzionalità delle condanne. Secondo la presidente del Consiglio, esiste una disparità tra la pena inflitta a Roggero e quelle previste in altri procedimenti per reati particolarmente gravi, sostenendo che il sistema debba garantire un equilibrio maggiore nella risposta sanzionatoria.
“Sono stata io a chiedere a Nordio di attivarsi”
Meloni conferma inoltre di aver sollecitato il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad avviare la procedura per la richiesta di grazia. La premier precisa che l’eventuale concessione del provvedimento resta una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica, ma sottolinea che nulla impedisce al Guardasigilli di istruire formalmente il procedimento previsto dalla legge.











