× Sponsor
9 Gennaio 2026
10.2 C
Calabria
spot_img
spot_imgspot_img

Morte Matilde Baldi: arrestato il conducente della Porsche. Sorpreso mentre cercava di “Inquinare le prove”

Franco Vacchina è finito ai domiciliari: è stato sorpreso a "curiosare" sull'auto sotto sequestro. La ventenne morì in un tamponamento a 212 km/h causato da una presunta gara clandestina.

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

La morte di Matilde Baldi, la ventenne rimasta vittima di un terribile schianto lo scorso 11 dicembre, segna una nuova e inquietante svolta giudiziaria. Franco Vacchina, commerciante di pneumatici di 64 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di aver tentato di inquinare le prove relative all’indagine per omicidio stradale. L’uomo è stato infatti “pizzicato” mentre si aggirava con fare sospetto all’interno del deposito dove è attualmente custodita la sua Porsche 911 GT3, sequestrata subito dopo l’incidente.

La dinamica: una sfida a 212 km/h sulla Asti-Cuneo

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera della tragedia Vacchina stava percorrendo l’autostrada Asti-Cuneo a una velocità folle, stimata in circa 212 chilometri orari. L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che l’uomo stesse partecipando a una gara di velocità illegale con un altro bolide, condotto da Davide Bertello, 47 anni.

In questo contesto di estremo pericolo, la Porsche di Vacchina avrebbe tamponato violentemente la Fiat 500 su cui viaggiava Matilde insieme alla madre, non lasciando scampo alla giovane. Attualmente, Vacchina deve rispondere di omicidio stradale, mentre per Bertello l’ipotesi di reato è di cooperazione colposa. A entrambi viene inoltre contestata la violazione dell’articolo 9 ter del Codice della strada, che proibisce categoricamente di gareggiare in velocità.

Indagini e perizie: il lavoro della Procura

Mentre le misure cautelari vengono eseguite, l’attività investigativa coordinata dalla PM Sara Paterno prosegue senza sosta. Gli inquirenti hanno già acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della tratta autostradale per ricostruire con esattezza le fasi della presunta sfida e l’impatto fatale.

Per cristallizzare la dinamica cinematica dello schianto, la Procura ha affidato un incarico peritale all’ingegner Roberto Bergantin. La famiglia di Matilde, determinata a ottenere giustizia, segue da vicino ogni passo della vicenda tramite l’avvocato Pierpaolo Berardi; i familiari hanno già annunciato la nomina di un proprio consulente di parte, l’ingegner Giuseppe Cresta, che affiancherà i tecnici della Procura nell’analisi dei dati tecnici del sinistro.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE