Clamorosa svolta nel panorama bancario italiano. Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera alla proposta presentata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per l’avvio di un’operazione di consolidamento di portata storica. L’istituto senese ha annunciato ufficialmente “il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro”. Nello specifico, la proposta formulata su Banco Bpm esprime un controvalore pari a circa 25,3 miliardi di euro, mentre quella indirizzata a Banca Generali si attesta attorno agli 8,7 miliardi. L’iniziativa si configura come una diretta contromossa e una solida alternativa rispetto all’opas promossa da Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni lo scorso giugno. Le due operazioni “sono state comunicate in data odierna mediante due distinte comunicazioni diffuse ai sensi dell’articolo 102 del Tuf e dell’articolo 37 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999”. Il voto del board ha tuttavia evidenziato spaccature interne: a fronte del voto favorevole espresso da Corrado Passera, si sono registrate le astensioni di quattro dei cinque consiglieri indipendenti, nello specifico Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra (eletti nella lista del cda) e Paola De Martini (eletta nella lista Assogestioni).
L’ambizione industriale e il razionale strategico del nuovo polo
Attraverso la nota ufficiale diffusa dalla banca, i vertici dell’istituto senese hanno delineato la portata trasformativa del piano. Le Offerte promosse da Mps “sono finalizzate alla creazione di un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell’advisory e nel wealth management, attraverso l’unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali”. L’unione delle tre realtà punta a costituire un gruppo integrato ad elevata marginalità e presenza capillare. “Il progetto industriale – si spiega – si traduce nella combinazione di franchise complementari all’interno di un gruppo finanziario integrato, con un modello di business vincente e posizionato per accompagnare famiglie, imprenditori, PMI e grandi imprese lungo l’intero ciclo della loro vita finanziaria. Il razionale strategico è particolarmente convincente: una MPS rafforzata e profondamente trasformata rappresenta il partner naturale sia per Banco BPM, che apporta scala, competenze di prodotto e forza commerciale nelle aree a maggiore ricchezza del Paese, sia per Banca Generali, che contribuisce con una piattaforma leader nel wealth management, ricavi commissionali ricorrenti di elevata qualità e capacità distributive basate sul modello advisor-led. Le competenze distintive di Mediobanca nel corporate e investment banking, nei capital markets e nel wealth management beneficeranno inoltre della maggiore scala del nuovo gruppo, ampliando al contempo la gamma di prodotti e servizi a disposizione della clientela”.












