Una notte di fuoco e raid incrociati riaccende la tensione lungo il fronte orientale, portando la guerra nel cuore delle rispettive capitali. Oltre seicento droni ucraini sono stati lanciati nelle ultime ore contro la regione di Mosca, in quello che si configura come uno dei più imponenti attacchi aerei a lungo raggio condotti da Kiev dall’inizio del conflitto. Il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, ha confermato il sorvolo di oltre seicento velivoli non pilotati sull’area metropolitana, riferendo l’abbattimento e la distruzione di oltre duecento vettori da parte delle difese aeree regionali. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre persone rimaste ferite a causa della caduta di frammenti ed esplosivi, con le squadre dei servizi di emergenza prontamente dispiegate nei diversi punti di impatto per domare i focolai e mettere in sicurezza i quartieri interessati. L’escalation risponde alla precisa strategia ucraina di colpire le infrastrutture logistiche, industriali e militari situate in profondità nel territorio nemico, con l’obiettivo dichiarato di interrompere le catene di approvvigionamento di Mosca e rispondere ai sistematici bombardamenti subiti dalle città ucraine.
Raid russi su Kryvyi Rih e Kiev: morta una donna e città sotto le bombe
Mentre Mosca calcolava i danni dell’ondata di velivoli remoti, la risposta russa non si è fatta attendere, investendo diverse regioni ucraine con missili e droni e causando almeno un morto e sette feriti. Nel mirino delle forze armate russe è finita in particolare Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, colpita duramente da un “attacco combinato di missili balistici e droni”, secondo quanto dichiarato da Oleksandr Vilkul, capo del consiglio di difesa locale. Nel raid ha perso la vita una donna e altre sei persone sono rimaste ferite, mentre due impianti industriali della città hanno riportato gravi danni strutturali. Situazione ad alta tensione anche a Kiev, dove le sirene d’allarme antiaereo sono scattate poco prima delle due di notte. Diverse esplosioni hanno scosso la capitale dopo l’allerta per raid balistici, spingendo il sindaco Vitali Klitschko a confermare che la città si trovava “sotto attacco missilistico balistico” e a invitare la popolazione a ripararsi d’urgenza nei rifugi. I bombardamenti hanno provocato il ferimento di una persona e innescato roghi in aree non residenziali nei distretti di Obolonsky e Holosiivskyi. Ulteriori attacchi hanno infine preso di mira la località di Kremenchuk, nella regione centrale di Poltava, confermando una pressione militare russa costante che si protrae ormai dall’invasione su vasta scala avviata nel 2022.












