24 Agosto 2026
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Report senza Ranucci, ora l’ipotesi è concreta: i colleghi pensano alla conduzione a rotazione

Una parte dei giornalisti avrebbe chiesto un passo indietro al conduttore. Sul tavolo una guida affidata ai volti già presenti nella squadra

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Il futuro di Sigfrido Ranucci e quello di Report sembrano ormai sempre più intrecciati. Mentre la Rai si prepara a decidere quale sarà il ruolo del conduttore, all’interno della redazione sarebbe maturata l’idea che il programma debba poter andare avanti anche senza il suo storico volto. Secondo quanto emerso, una parte dei giornalisti di Report avrebbe chiesto a Ranucci di fare un passo indietro, in modo spontaneo, per tutelare la trasmissione. Una richiesta che sarebbe stata descritta come un “atto di gentilezza” verso una squadra che vuole continuare a lavorare e a realizzare inchieste senza che le vicende personali del conduttore finiscano per condizionare il programma.

La redazione vuole salvare Report

Il punto centrale del ragionamento sarebbe la necessità di separare il futuro della trasmissione da quello del suo conduttore. La soluzione che starebbe raccogliendo maggiore consenso tra i giornalisti non prevederebbe l’arrivo di un nuovo conduttore dall’esterno. L’ipotesi sarebbe invece quella di una conduzione a rotazione, con diversi professionisti già appartenenti alla squadra chiamati ad alternarsi davanti alle telecamere.

Un modello che permetterebbe di conservare l’identità editoriale costruita negli anni e, allo stesso tempo, di evitare che un unico nuovo volto venga immediatamente identificato con l’intero programma. Il principio, secondo le ricostruzioni, sarebbe semplice: Report deve continuare anche oltre Ranucci.

Lucarelli: “Dovrebbe lasciare spontaneamente”

Nel dibattito interviene anche Selvaggia Lucarelli, con una posizione ancora più netta. La giornalista sostiene che Ranucci dovrebbe lasciare volontariamente la conduzione perché, a suo giudizio, la sua presenza sarebbe diventata un ostacolo per il lavoro degli inviati. “Al di là di ciò che si pensi sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati”, ha scritto Lucarelli sui social.

Il ragionamento riguarda soprattutto il tipo di giornalismo realizzato da Report. Gli inviati, secondo Lucarelli, rischierebbero di trovarsi a porre domande su collusioni, amicizie, frequentazioni e rapporti tra potere e criminalità esponendosi immediatamente a una possibile replica legata alle vicende del loro stesso conduttore. “Ogni risposta sarebbe una provocazione sul conduttore della serie ‘perché non guardate in casa vostra?'”, sostiene la giornalista.

E, secondo Lucarelli, non sarebbe decisivo stabilire se un’obiezione del genere sia fondata oppure strumentale: “L’argomento diventerebbe uno scudo. Cosa che Report non può permettersi”.

“È ormai troppo ingombrante per Report”

Da questa premessa arriva la conclusione di Lucarelli. “Ranucci dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è ormai troppo ingombrante per Report e renderebbe difficile lavorare alla sua redazione”, scrive.

La giornalista va poi oltre, sostenendo che il conduttore non avrebbe interesse a compiere autonomamente questo passo perché, nella sua lettura, un’eventuale rimozione gli consentirebbe di rafforzare una narrazione personale da “martire”. “Per la sua auto narrazione, quella del martire, la cacciata è molto più efficace e funzionale”, afferma Lucarelli.

Lucarelli boccia la conduzione a rotazione

Se sulla necessità di un cambiamento alla guida Lucarelli converge, almeno in parte, con l’ipotesi attribuita alla redazione, la distanza emerge sulla soluzione concreta. La proposta di affidare Report a più giornalisti a turno viene infatti respinta senza mezzi termini. “L’idea della conduzione ‘a rotazione’ è una scemenza”, scrive Lucarelli, sostenendo che “i programmi hanno bisogno di volti, di riconoscibilità”.

La sua posizione è quindi quella di un cambio di conduzione, ma con un nuovo volto riconoscibile. “Ranucci non è insostituibile, nessuno lo è”, conclude.

Il caso politico e lo scontro sul servizio pubblico

La discussione sul futuro di Report arriva in un momento nel quale la trasmissione è anche al centro di un forte scontro politico. Fratelli d’Italia ha scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, contestando l’impostazione di alcune inchieste del programma e definendola “faziosa” nei confronti del centrodestra.

Nella lettera viene inoltre richiamato l’European Media Freedom Act, con la richiesta di valutare la questione rispetto ai principi di indipendenza e pluralismo dell’informazione nel servizio pubblico.

Il confronto politico aggiunge così un ulteriore livello alla partita che la Rai dovrà affrontare: non soltanto decidere chi guiderà Report, ma anche preservare la credibilità di una trasmissione che rappresenta uno dei principali programmi di giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico.

L’attentato e l’inchiesta su Lavitola

Sul caso pesa inoltre la vicenda giudiziaria legata all’attentato contro Ranucci. Secondo le indagini, Valter Lavitola sarebbe il presunto mandante dell’attentato. Il faccendiere ha ammesso di avere commissionato l’azione, sostenendo però che le sue indicazioni fossero differenti da quanto poi effettivamente avvenuto.

Secondo la sua versione, avrebbe chiesto che venissero esplosi alcuni colpi di pistola in aria davanti all’abitazione di Ranucci, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sulla sua sicurezza. L’azione sarebbe invece stata compiuta utilizzando un ordigno esplosivo. Lavitola è inoltre atteso davanti ai giudici del Riesame tra il 25 e il 26 agosto, nell’ambito degli sviluppi dell’inchiesta.

Ranucci, nei giorni scorsi, ha ribadito pubblicamente di non accettare quello che considera un discredito nei suoi confronti e ha lasciato alla Rai la decisione sul proprio futuro. “Decide l’azienda”, aveva dichiarato a Lavarone, aggiungendo di non accettare il discredito sulla propria figura.

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