2 Novembre 2026
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Supermercati nel mirino degli hacker, frigoriferi manomessi anche in Italia: indaga la Polizia postale

Dopo gli attacchi ai sistemi di refrigerazione in Sicilia, il governo convoca l'Agenzia per la Cybersicurezza. In Europa a rischio tonnellate di alimenti

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Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati si estendono anche all’Italia e spingono il governo ad attivare un confronto con i vertici della sicurezza nazionale. Dopo le anomalie riscontrate in alcuni punti vendita in Sicilia, a Palazzo Chigi è stato convocato un vertice per fare il punto sulla situazione e valutare la portata del fenomeno. L’incontro si terrà martedì 3 novembre alle 11.30, sotto il coordinamento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Parteciperanno il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e i responsabili delle agenzie di intelligence.

I casi in Sicilia: refrigeratori manomessi in quattro supermercati

A segnalare gli episodi italiani è stato Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop. Secondo quanto riferito, gli attacchi avrebbero interessato almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo. Gli hacker sarebbero riusciti a intervenire sui sistemi di refrigerazione, modificando da remoto i parametri delle temperature e provocando il surriscaldamento dei banchi alimentari. Una manomissione che avrebbe compromesso parte dei prodotti conservati, con danni ancora in fase di quantificazione.

L’attacco, secondo la ricostruzione fornita da Spadaro, sarebbe avvenuto intorno alle 4 del mattino. In alcuni negozi la situazione è stata risolta, mentre per gli altri sono in corso le verifiche. Il gruppo ha già contattato l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e attivato i protocolli necessari per approfondire l’accaduto. La Polizia postale sta lavorando per individuare la provenienza degli attacchi, determinarne l’estensione e verificare eventuali collegamenti con gli episodi registrati negli altri Paesi europei.

Dal Belgio alla Svezia, l’emergenza attraversa l’Europa

Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Segnalazioni di anomalie ai sistemi di refrigerazione sono arrivate anche da Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda, seguendo una dinamica già osservata in Francia il 12 ottobre. In diversi punti vendita, frigoriferi e congelatori sarebbero stati attivati a distanza in modalità di sbrinamento, facendo salire le temperature ben oltre i livelli consentiti per la conservazione degli alimenti. In alcuni casi, secondo le segnalazioni raccolte, i termometri avrebbero raggiunto anche i 50 gradi.

In Svezia, i responsabili dei negozi coinvolti si sono trovati costretti a svuotare i congelatori, con gran parte delle merci ormai compromesse. “Stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare”, ha raccontato Dennis Vidal, responsabile di uno dei punti vendita colpiti nel sud del Paese. Anche dopo il ripristino del raffreddamento, ha spiegato, i prodotti erano ormai inutilizzabili.

In Belgio gli incidenti hanno coinvolto catene della grande distribuzione come Delhaize, Carrefour, Intermarché e Spar, con segnalazioni sia nelle Fiandre sia in Vallonia. La procura federale ha avviato un’indagine, mentre il Centro per la Sicurezza Informatica belga ha espresso preoccupazione per l’aumento degli episodi.

L’ipotesi di una strategia coordinata e il ruolo dell’intelligenza artificiale

Al momento nessuno ha rivendicato gli attacchi. Le autorità stanno cercando di ricostruire le modalità operative e gli eventuali collegamenti tra i diversi episodi. La Commissione europea ha definito la situazione «altamente preoccupante», sottolineando come gli attacchi informatici possano compromettere servizi essenziali, danneggiare le imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha parlato di un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori, annunciando l’intenzione di sollevare la questione con gli altri commissari. Tra gli aspetti al vaglio c’è anche l’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale per rendere più efficaci le intrusioni. Il Centro per la Sicurezza Informatica del Belgio ha segnalato una crescita degli incidenti informatici e un ricorso sempre più mirato a queste tecnologie.

Nel mirino i sistemi di refrigerazione più datati

Un altro elemento riguarda la sicurezza delle apparecchiature. Le prime valutazioni suggeriscono che a essere maggiormente esposti potrebbero essere gli impianti più vecchi o privi di adeguate protezioni informatiche. Il gruppo belga di refrigerazione industriale Sabcobel ha spiegato di aver avviato verifiche e interventi di messa in sicurezza dopo l’attacco registrato in Francia il 12 ottobre. Tuttavia, circa il 10% dei macchinari non era ancora stato sottoposto a revisione e alcuni si trovavano proprio nei negozi interessati dagli ultimi episodi.

Anche il produttore danese Danfoss, dopo i fatti francesi, aveva evidenziato come molte delle apparecchiature coinvolte fossero ormai obsolete e incapaci di ricevere aggiornamenti software o di sicurezza. La possibile compromissione di questi sistemi apre uno scenario che va oltre il danno economico per le singole catene commerciali: la manomissione dei refrigeratori può infatti mettere a rischio la conservazione di grandi quantità di alimenti e incidere sulla sicurezza della filiera. È anche su questo fronte che si concentreranno gli approfondimenti delle autorità italiane ed europee.

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