8 Luglio 2026
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Tempesta al vertice Nato di Ankara. Trump attacca gli alleati europei, rottura con la Spagna e affondo sull’Iran

Il Presidente statunitense scuote il summit in Turchia minacciando lo stop ai rapporti commerciali con Madrid e criticando la gestione delle basi in Italia. Sul fronte ucraino, Erdogan sposa la linea della Casa Bianca, mentre Meloni incontra Zelensky e ribadisce il sostegno di Roma

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Il vertice della Nato ad Ankara si trasforma in un terreno di fortissimo scontro diplomatico, dominato dalle dichiarazioni dirompenti del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il capo della Casa Bianca ha espresso senza filtri tutta la sua frustrazione nei confronti dei partner europei, accusati di non contribuire a sufficienza al bilancio della difesa transatlantica e di sfruttare la protezione americana. Accanto al Segretario Generale dell’Alleanza, Mark Rutte, l’inquilino di Washington ha riaperto anche il dossier geopolitico sulla Groenlandia e ha sferrato un durissimo attacco frontale contro Teheran, dichiarando di fatto concluso ogni tentativo di mediazione diplomatica.

Il Presidente statunitense ha delineato la sua posizione in conferenza stampa con parole durissime verso la Repubblica Islamica: “Queste sono persone malvagie e malate, e dobbiamo sbarazzarcene: sono un cancro. Sono un cancro. E sapete cosa bisogna fare? Bisogna estirpare il cancro sul nascere”. In merito alla ripresa delle ostilità, Trump ha aggiunto: “Sono malati. C’è qualcosa che non va in loro – ha detto ancora – Abbiamo detto loro ‘Andate a occuparvi delle vostre faccende funebri’, e invece ieri hanno iniziato a sparare razzi e navi. Quindi ieri sera li abbiamo colpiti duramente”. Il leader americano ha poi ribadito il disimpegno totale: “Non voglio più avere a che fare con loro – ha ribadito Trump – Per quanto mi riguarda, è finita. Parlerò con i nostri negoziatori, loro vogliono negoziare. Per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo occuparsi di loro”. Poco prima, Trump aveva liquidato l’Iran definendolo “malato” e “bugiardo”, sancendo che il cessate il fuoco “è finito”.

L’insoddisfazione del leader statunitense ha investito direttamente la stessa struttura della Nato: “All’ incontro parlerò delle questioni che ci stanno a cuore, la Groenlandia è un grande problema. Noi abbiamo speso più di mille miliardi in 10 anni per difendere i paesi Nato dalla Russia e in cambio siamo trattati ingiustamente. Sono molto arrabbiato con Nato, abbiamo pagato troppo”. Trump ha rincarato la dose affermando: “Sono molto arrabbiato con la Nato, perché paghiamo davvero, davvero troppo, miliardi e miliardi di dollari in più del dovuto, è ingiusto, perché siamo noi a proteggerli ma non ci sono per noi”. Secondo il Presidente, “Solo i paesi piccoli hanno offerto aiuto”. Riferendosi poi al territorio autonomo danese, ha specificato: “Non sono contento della Nato per quello che ha fatto con la Groenlandia”, concludendo che “La Groenlandia è molto importante per gli Stati Uniti, ma non per la Danimarca”. Nel corso del faccia a faccia con Rutte, il Presidente degli Stati Uniti ha riservato un passaggio critico anche a Roma, osservando che l’Italia “ha fatto molto male” nelle decisioni sulle sue basi, per poi commentare sul piano politico bilaterale: “Deluso dalla Nato, Meloni mi piace ma non ci ha aiutato”. Al contrario, un giudizio positivo è stato espresso verso Pechino: “La Cina ci ha trattato bene”, ha evidenziato Trump, lodando l’accordo su TikTok e aggiungendo: “Sono la persona numero uno su TikTok con cica 4 miliardi di visualizzazioni”.

Strappo con la Spagna e la replica formale di Madrid

Il punto di massima frizione all’interno dell’Alleanza si è registrato sull’asse Washington-Madrid. Di fronte al rifiuto della Spagna di innalzare la propria spesa militare al 5% del Prodotto Interno Lordo entro il 2035, il Presidente statunitense ha sancito una rottura drastica, definendo il Paese iberico come un partner non affidabile ed estendendo la sanzione ai canali economici e di scambio.

L’attacco di Trump è stato netto e privo di mediazioni: “La Spagna è un pessimo alleato, non voglio avere rapporti con loro, i rapporti commerciali sono finiti, sono un caso senza speranza: ci sono anche un altro paio di paesi ma La Spagna è particolarmente ostile”.

La risposta della delegazione spagnola non si è fatta attendere. Fonti ufficiali della Moncloa hanno cercato di smorzare i toni, precisando che “La Spagna riceve con tranquillità e normalità queste dichiarazioni” e che “Il nostro Paese mantiene una magnifica relazione sociale, culturale ed economica con gli Stati Uniti e la nostra intenzione è che questo non cambi”. Le medesime fonti governative hanno ricordato che “gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Spagna”, evidenziando come Madrid faccia parte di “una unione commerciale in cui non può essere individuato un singolo stato membro”. Dalla Moncloa si fa inoltre notare che “i legami económicos sono tessuti dalle imprese private, non dai governi” e che “Le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Spagna sono vantaggiose per entrambi i Paesi, sia nell’ambito commerciale che in quello della difesa”. Sul piano politico, il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha affidato alla piattaforma X il proprio messaggio, ribadendo che la sicurezza europea si costruisce dall’unità dei suoi alleati e che la Spagna continuerà a soddisfare le capacità che esige l’Alleanza senza tagliare di un centimetro il nostro stato sociale.

L’asse euro-turco e la convergenza di Erdogan sulla pace in Ucraina

In un clima di forte tensione transatlantica, il Segretario Generale Mark Rutte ha provato a riconoscere i meriti della controparte americana, sottolineando lo sforzo bellico profuso dal blocco europeo: “Dall’Europa sono partiti 5mila voli a sostegno di Epic Fury, è tantissimo, e anche la Spagna ora è al 2%, se non ci fossi stato tu non sarebbe successo, è una tua grande vittoria, prendila”. Rutte ha poi aggiunto dettagli sui dossier nordici: “Abbiamo fatto un accordo a Davos sulla Groenlandia e sarò lì a vedere che sia attuato”. Dal canto suo, il Cancelliere tedesco Merz si è mostrato ottimista al suo arrivo, dicendosi certo che da Ankara nascerà un nuovo spirito all’interno della Nato, capace di renderla più forte e più coesa.

Il quadro diplomatico si arricchisce della posizione espressa dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Aprendo i lavori del Consiglio Atlantico, il leader di Ankara ha lanciato un avvertimento ai partner dell’Unione Europea, chiedendo che “non siano intraprese azioni che indeboliscano l’integrità dell’alleanza e delle relazioni transatlantiche”. Erdogan ha precisato la sua visione rivolgendosi direttamente ai partner europei: “E qui vorrei rivolgermi in particolare ai nostri alleati che sono membri dell’Unione europea: il massimo beneficio dagli sforzi dell’Ue nel campo della sicurezza può essere ottenuto solo ed esclusivamente evitando inutili duplicazioni con la Nato, ad esclusione degli alleati che non sono membri dell’Unione”.

Successivamente, durante la sessione plenaria trasmessa dalla tv di Stato Trt, il leader turco ha espresso una forte sintonia con la presidenza USA in merito alla risoluzione della crisi tra Mosca e Kiev: “Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Trump ha un visione per la pace che condivido. Ritengo che dovrebbe essere data all’Ucraina qualunque cosa di cui ha bisogno”. Erdogan ha infine chiosato sulla duplice strategia da adottare: “Continuiamo a sostenere l’Ucraina ma dovremmo anche incoraggiare la Russia verso la pace e utilizzare i migliori canali per questo”.

Vertice Meloni-Zelensky e la diplomazia italiana ad Ankara

La seconda giornata del summit ha visto l’attiva partecipazione della delegazione italiana. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta al complesso presidenziale Bestepe di Ankara per l’avvio dei lavori, accompagnata dal Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e dall’Ambasciatore Alessandro Azzoni. A margine delle sessioni ufficiali, la premier ha avuto un lungo e importante colloquio bilaterale con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una nota ufficiale di Palazzo Chigi ha confermato il fermo impegno dell’Italia al fianco dell’Ucraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura, assicurando la prosecuzione dell’assistenza alla popolazione e il sostegno per la ricostruzione e resilienza delle infrastrutture energetiche colpite. Intercettata brevemente dai cronisti a margine dei lavori, Meloni ha liquidato la questione dei rapporti con il Presidente statunitense definendoli cordiali.

Da parte sua, il leader ucraino Zelensky ha espresso forte apprezzamento per il canale diplomatico aperto con Roma tramite un messaggio sul suo canale Telegram: “Ho incontrato il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giorgia Meloni. È stata una conversazione importante. L’ho informata della situazione in Ucraina”. Zelensky ha poi aggiunto dettagli strategici sul colloquio: “Abbiamo discusso delle prospettive di una collaborazione comune in Europa sull’antibalistiche, per rafforzare la protezione di tutti, sia dell’Ucraina che di ogni altro paese. Abbiamo parlato della necessità di missili aggiuntivi per i sistemi di difesa aerea, e contiamo molto sul loro sostegno. L’Italia ha sempre aiutato a proteggere la vita in modo principiale”. La giornata ad Ankara ha offerto spazio anche a momenti di alleggerimento, come la consueta sessione di jogging mattutino per il Presidente francese Emmanuel Macron, intercettato dai media turchi durante una corsa nel parco Seğmenler insieme alla sua scorta prima dell’inizio ufficiale dei lavori.

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