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27 Maggio 2026
27 Maggio 2026
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Terremoto in casa Milan: la Curva Sud insorge contro Cardinale e sogna il ritorno di Maldini e Galliani

Dopo la dura contestazione ultras e il successivo azzeramento dei vertici societari e tecnici, l'inchiesta di Klaus Davi svela la rabbia della piazza. Tra insulti alla dirigenza e richieste di un ritorno al passato, i tifosi vincono la prima battaglia ma pretendono risposte.

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Il clima intorno al Milan è ufficialmente esploso in una delle contestazioni più dure della storia recente rossonera. Un vero e proprio terremoto che ha spinto il proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, a un drastico azzeramento dei quadri dirigenziali e tecnici, licenziando in tronco l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore dell’area tecnica Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l’allenatore Massimiliano Allegri. La decisione è giunta poche ore dopo la tesa sfida contro il Cagliari, preceduta da un raduno di protesta che ha incanalato mesi di frustrazione della tifoseria organizzata.

Nel mirino del tifo più acceso sono finiti fin da subito i massimi esponenti del management. Ai microfoni del giornalista Klaus Davi, accorso in Piazza Axum per documentare la mobilitazione nell’ambito del suo reportage sulle tifoserie, i sostenitori hanno espresso un totale rigetto per l’operato della vecchia dirigenza con parole durissime: “Furlani è un interista porco d…”, “Furlani non ha fatto un c…. da quando è al Milan”, “E’ un cog…..”, “Ha sbagliato gli acquisti, ha investito ma male”, “Ibrahimovic meglio torni a casa, come dirigente non funziona”, “Cardinale ci ha presi tutti per cog….., oggi al posto della maglia del Milan indosso quella della Longobarda tanto tifare Milan o Longobarda in questo momento con lui al vertice è la stessa cosa”. L’unico a ricevere una parziale assoluzione d’ufficio dalla piazza è stato l’esonerato Allegri, difeso dai tifosi con considerazioni nette: “Ha fatto quello che poteva con i giocatori che aveva”, “Il problema non è lui ma i dirigenti”.

Il toto-nomine della Curva: l’ombra di Maldini, Galliani e Pier Silvio Berlusconi

Con la società temporaneamente decapitata, tra i “curvaioli” è già scattato il dibattito sul futuro assetto del club. Interrogati sui possibili successori idonei a raccogliere l’eredità della dirigenza uscente, i tifosi invocano a gran voce un ritorno alle radici e al milanismo puro. I nomi più caldi e desiderati dalla piazza restano quelli di Paolo Maldini e Adriano Galliani, figure storiche capaci di garantire competenza calcistica e attaccamento ai colori. Tra le suggestioni per la presidenza o per un ruolo di primo piano è emerso anche il nome di Pier Silvio Berlusconi, un richiamo nostalgico all’era d’oro della presidenza paterna, mentre non sono mancate battute più goliardiche e disincantate da parte di alcuni presenti come “meglio la fi…”.

Il reportage, la cui postproduzione è stata curata da Massimo Saladino, ha immortalato la marcia dei “Banditi” da Piazza Axum fino al Secondo Anello Blu. La miccia che ha fatto precipitare gli eventi è stata un’intervista rilasciata da Gerry Cardinale a La Gazzetta dello Sport, fortemente criticata nella storica fanzine milanista distribuita allo stadio: “Cos’ha capito Cardinale dei milanisti e del milanismo? Come può un proprietario di una delle squadre più blasonate del mondo e che è mancato agli stadi per oltre un anno per paura di essere contestato, arrogarsi il diritto di dire ai tifosi che la squadra va sostenuta anche quando la tifoseria del Milan non ha mai smesso di cantare anche di fronte a prestazioni imbarazzanti?”.

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Caro biglietti e tensioni: il piano dei tifosi per l’estate

La protesta del tifo organizzato non si esaurirà con il cambio dei quadri societari. Alessandro Capelli, noto come il ‘Barone’, ha preannunciato una mobilitazione su scala nazionale contro l’impennata dei prezzi dei tagliandi, un problema che tocca da vicino il tessuto popolare degli stadi italiani: “Son sempre le squadre di alto livello che hanno prezzi improponibili, non si può pagare 120 euro un terzo anello al derby, è scandaloso per le famiglie. Viene penalizzata la tifoseria popolare ed è giusto che in tutta Italia si inizino a muovere. Non è mai troppo tardi per farlo”. Il leader della Curva ha poi lanciato un messaggio di fermezza alla proprietà, chiarendo che i tifosi eserciteranno un controllo costante: “Di noi tifosi non si libereranno, saremo sempre presenti e non molleremo mai”.

La giornata di documentazione ha registrato anche momenti di forte tensione. Klaus Davi, figura di riferimento della Comunità ebraica milanese per la comunicazione, è stato bersagliato da alcuni presenti con pesanti insulti antisemiti come “ebreo, ebreo, ebreo di merda”, espressioni deplorevoli sulle quali il cronista ha preferito sorvolare pur di portare a termine il lavoro di cronaca. Resta ora da capire come la tifoseria reagirà alle prossime mosse della proprietà: per il momento la Curva ha ottenuto la testa del management, ma la ricostruzione del Milan è appena all’inizio.

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