17 Luglio 2026
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Autonomia differenziata, l’affondo di Caruso: “La battaglia non si esaurisce, evitare sanzioni e penalizzazioni per la Calabria”

Il sindaco di Cosenza interviene dopo il vertice delle Commissioni parlamentari sulle intese preliminari tra Governo e Regioni settentrionali. Monito sulla difesa dei Lep e delle infrastrutture, richiamando alla vigilanza anche sul fronte dell'Alta Velocità e della sanità.

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Il dibattito sull’attuazione dell’Autonomia differenziata si arricchisce di un nuovo, fermo capitolo nel panorama politico. A seguito della riunione congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato incentrata sulle intese preliminari tra l’esecutivo nazionale e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha tracciato una linea di netta vigilanza istituzionale, commentando anche le recenti evoluzioni del confronto interno alla delegazione parlamentare della regione.

Le dichiarazioni ultime del senatore Mario Occhiuto confermano che sul tema dell’Autonomia differenziata esistono approcci diversi anche all’interno della rappresentanza politica calabrese. Prendo atto della sua posizione, ma continuo a ritenere che il dovere delle istituzioni della nostra regione sia quello di vigilare affinché l’attuazione della riforma non produca nuove e più profonde diseguaglianze”, ha dichiarato apertamente il primo cittadino, ponendo l’accento sulla necessità di non abbassare la guardia di fronte ai possibili squilibri territoriali.

Il bilancio della mobilitazione e la centralità dei Lep

Il percorso di opposizione sociale e istituzionale all’impianto della riforma viene rivendicato dal capo dell’amministrazione cosentina come un passaggio democratico fondamentale per rimettere al centro dell’agenda nazionale i diritti del Mezzogiorno. Una mobilitazione che, secondo la leadership municipale, ha costretto i tavoli tecnici e politici a fare i conti con i nodi strutturali storicamente irrisolti del Paese.

“Negli ultimi anni – prosegue Franz Caruso – insieme a tanti sindaci, amministratori, associazioni, organizzazioni sindacali, forze politiche e cittadini, abbiamo condotto una battaglia convinta contro un impianto di riforma che abbiamo sempre ritenuto critico per il Mezzogiorno e per la Calabria. È stata una mobilitazione ampia, fondata non su contrapposizioni ideologiche, ma sulla difesa dei principi di solidarietà, coesione nazionale e uguaglianza sostanziale sanciti dalla Costituzione. Quella battaglia non è stata inutile. Ha contribuito a mantenere alta l’attenzione del Paese su una riforma destinata ad incidere profondamente sull’organizzazione dello Stato e ha posto al centro del confronto temi che oggi nessuno può più ignorare: il finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni, il superamento della spesa storica e la necessità di garantire pari diritti ai cittadini, indipendentemente dal territorio in cui vivono”.

Dal nodo dell’Alta Velocità alle reali priorità dello sviluppo locale

L’analisi del sindaco si sposta poi parallelamente sulle grandi scelte infrastrutturali, istituendo un parallelismo tra la gestione del regionalismo asimmetrico e il rischio di un isolamento nei collegamenti ferroviari ad alta capacità, una vertenza che nelle ultime settimane ha registrato convergenze inaspettate anche tra i diversi vertici della politica calabrese.

“Lo stesso principio deve valere per tutte le grandi questioni strategiche che riguardano il futuro della Calabria. È quanto è accaduto anche sul tema dell’Alta Velocità ferroviaria, sul quale abbiamo denunciato con forza il rischio che la nostra regione venisse ancora una volta penalizzata nelle scelte infrastrutturali nazionali. Oggi quello scenario è riconosciuto anche da chi, come il presidente della Regione Roberto Occhiuto, ha preso atto delle criticità e del concreto rischio di uno scippo ai danni della Calabria. Questo dimostra che quando si difendono gli interessi del territorio con determinazione e senso delle istituzioni non si fanno battaglie di parte, ma si contribuisce a far emergere questioni reali che meritano risposte concrete. Per questo continuo a guardare con preoccupazione ad ogni scelta che possa essere interpretata come un’accelerazione priva delle necessarie garanzie. La Calabria non ha bisogno di rincorrere modelli istituzionali, ma di ottenere ciò che le spetta: una sanità pubblica efficiente, infrastrutture moderne, investimenti, servizi adeguati e politiche capaci di contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo delle aree interne”.

L’emergenza della sanità e la critica ai tagli storici

In conclusione, l’attenzione viene focalizzata sulla gestione della sanità pubblica, indicata come il vero banco di prova per misurare l’efficacia dell’azione dello Stato e della Regione, indipendentemente dai nuovi assetti legislativi legati al federalismo.

“Le difficoltà della sanità calabrese – conclude il sindaco Franz Caruso – dalla carenza di medici alle criticità dei servizi territoriali, non sono riconducibili all’assenza di autonomia, ma sono il frutto di anni di sottofinanziamento, del commissariamento e di scelte che hanno indebolito il sistema sanitario regionalizzato. È su queste emergenze che occorre concentrare ogni sforzo”.

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