23 Agosto 2026
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Natuzza Evolo, 102 anni fa nasceva la mistica di Paravati: pellegrini alla Villa della Gioia

Il 23 agosto 1924 veniva al mondo Fortunata Evolo, diventata per migliaia di fedeli semplicemente “Mamma Natuzza”. Due celebrazioni nel santuario di Paravati mentre prosegue il cammino verso la beatificazione

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A Paravati il 23 agosto non è una data come le altre. È il giorno in cui, 102 anni fa, nacque Fortunata Evolo, la donna che il mondo avrebbe conosciuto come Natuzza, la mistica calabrese capace di trasformare un piccolo centro del Vibonese in una destinazione di fede raggiunta da pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Oggi la Villa della Gioia torna a riempirsi di preghiere, ricordi e testimonianze. Centinaia di persone sono attese nei luoghi in cui Natuzza visse e accolse per decenni uomini e donne segnati dalla sofferenza, dalla malattia o dalla perdita di una persona cara.

Le celebrazioni a Paravati

Il momento centrale della giornata è rappresentato dalla messa delle ore 11, presieduta dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, insieme a numerosi sacerdoti. Una seconda celebrazione eucaristica è prevista alle 18.30. I fedeli potranno visitare il santuario diocesano dedicato al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, la grande chiesa immaginata e fortemente voluta da Natuzza. L’edificio religioso, consacrato il 6 agosto 2022, è stato elevato alla dignità di santuario diocesano proprio il 23 agosto 2024, in occasione del centenario della nascita della mistica.

Tra le tappe più sentite del pellegrinaggio ci sono la tomba di Natuzza e la storica abitazione di via Nazionale, davanti alla quale continuano a fermarsi devoti e visitatori. È la casa nella quale, per decenni, la donna ascoltò gratuitamente migliaia di persone, offrendo una parola di conforto e una preghiera.

La bambina poverissima diventata “Mamma Natuzza”

Natuzza nacque nel 1924 in una famiglia poverissima. Il padre era partito per l’Argentina prima della sua nascita e non sarebbe mai più tornato. La madre, rimasta sola con numerosi figli, fu costretta ad accettare i lavori più umili. Natuzza poté frequentare la scuola solo per poco tempo e già da adolescente andò a servizio presso una famiglia di Mileto. Proprio in quegli anni cominciarono a essere raccontati i primi fenomeni straordinari che avrebbero accompagnato la sua esistenza: visioni, dialoghi con persone defunte, stimmate ed emografie, ossia segni e scritte che sarebbero apparsi su bende e fazzoletti entrati in contatto con il suo sangue.

Fenomeni sui quali la Chiesa continua a mantenere la necessaria prudenza, ma che per molti fedeli rappresentano una parte essenziale del carisma di Natuzza. Lei, tuttavia, non amava essere considerata una guaritrice né una persona speciale. Si definiva semplicemente una madre e invitava chiunque bussasse alla sua porta a pregare e ad affidarsi a Dio. Sposò Pasquale Nicolace, ebbe cinque figli e trascorse l’intera vita a Paravati, senza chiedere denaro alle persone che riceveva. Morì il primo novembre 2009, nel giorno di Ognissanti.

Il cammino verso la beatificazione

Dal 2019 Natuzza Evolo è riconosciuta dalla Chiesa come Serva di Dio, il primo passaggio ufficiale del processo canonico. La causa di beatificazione prosegue attraverso l’esame dei documenti e delle testimonianze raccolte tra le persone che l’hanno conosciuta. La commissione storica è vicina alla conclusione del proprio lavoro, mentre teologi e specialisti saranno chiamati a vagliare la documentazione relativa alla vita e ai fenomeni attribuiti alla mistica.

Intanto la sua eredità continua a vivere nei Cenacoli di preghiera, nella Fondazione e nelle opere sociali che stanno crescendo intorno alla Villa della Gioia. A 102 anni dalla nascita, la bambina poverissima che non imparò quasi a leggere e scrivere continua così a parlare a migliaia di persone. Non con i libri, ma attraverso il ricordo lasciato in chi sostiene di aver trovato, davanti a lei, una porta sempre aperta e una speranza alla quale aggrapparsi.

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