Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra, ha affrontato il tema della riforma sulla differenziazione regionale, affermando che il Governo è impegnato a “rafforzare l’unità nazionale e la coesione territoriale“. Parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Catanzaro, Sbarra ha ricordato che il tema della differenziazione istituzionale è stato introdotto con la riforma del Titolo V della Costituzione e che “intese preliminari… erano già state concordate e definite nel 2018 col governo Gentiloni” con le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
La questione dei Livelli Essenziali di Prestazione
Sbarra ha evidenziato un punto ritenuto cruciale per il Mezzogiorno e per l’intero Paese: “l’inserimento, negli articoli 1 e 4 della legge di riforma, del principio secondo cui prima di definire intese importanti sui diritti civili e sociali, vanno definiti e finanziati i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)“.
Secondo il Sottosegretario, i diritti civili e sociali devono essere “garantiti ad ogni latitudine“. Ha sostenuto che, in quest’ottica, la differenziazione “non sottrae nulla al Mezzogiorno, ma invece determina un processo di vera responsabilizzazione delle classi dirigenti e un’efficienza e un’efficacia nella gestione delle risorse“.
Commento alla Legge di Stabilità
Sbarra ha quindi rivolto l’attenzione alla Manovra di Governo, descrivendola come una Legge di Stabilità che “coniuga da un lato principi di sostenibilità e di rigore nel controllo dei conti pubblici, dall’altro libera risorse importanti per favorire la crescita“.
Il Sottosegretario ha messo in risalto diversi stanziamenti: circa 3 miliardi di euro per la riduzione delle tasse al ceto medio, risorse che si aggiungono ai 18 miliardi di eurodeliberati negli anni passati dal Governo per il taglio del cuneo fiscale. Risorse per sostenere il rinnovo dei contratti attraverso forme di detassazione. Risorse liberate per il Fondo Sanitario nazionale e la sanità pubblica. Risorse significative per sostenere il sistema delle imprese, a partire dalla ZES (Zona Economica Speciale).
Sbarra ha concluso affermando di vedere una Legge di Stabilità con un “profilo sociale, ma attenta a come teniamo sotto controllo i conti pubblici“. Ha espresso la convinzione che l’obiettivo di centrare il 3% per uscire dalle procedure di infrazione imposte dall’Europa sia ormai raggiungibile, liberando così “ulteriori risorse“.









