Confrontando la convocazione originaria del 3 luglio con quella modificata, trasmessa il 7 luglio, emerge una differenza sostanziale: i primi cinque punti restano identici, mentre compare un sesto punto che nella versione iniziale non è presente.
La convocazione del 3 luglio, firmata digitalmente dal segretario generale Tommaso Calabrò alle 15.52.25, riporta infatti cinque punti all’ordine del giorno. Quella aggiornata, firmata alle 11,01,16 del 7 luglio, ne contiene sei. La seduta del Consiglio regionale è convocata per le 11 nella sede di via Cardinale Portanova.
La circostanza è rilevante sul piano procedurale: la modifica dell’ordine del giorno risulta perfezionata un minuto dopo l’orario fissato per l’apertura dei lavori, lasciando ai consiglieri e agli organi di informazione un margine pressoché inesistente per prendere visione del nuovo punto.
Il contenuto del nuovo punto
L’integrazione riguarda la Proposta di legge n. 96/13, sottoscritta dai consiglieri Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto e Pitaro, con relatore Giannetta, dal titolo “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”.
Dal solo titolo emerge che il provvedimento è finalizzato ad adeguare la normativa regionale a rilievi formulati dal Governo. La convocazione, però, non contiene alcun riferimento al contenuto della proposta né alle disposizioni interessate. Senza il testo integrale non è quindi possibile stabilire quali leggi regionali siano oggetto delle modifiche né quale sia la portata dell’intervento.
Un iter già utilizzato in passato
La tipologia di provvedimento non rappresenta, di per sé, una novità.
Quando il Governo rileva possibili profili di illegittimità in una legge regionale, la Regione può intervenire con un correttivo prima che venga promossa l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione. Si tratta di uno strumento che consente di recepire le osservazioni formulate dallo Stato evitando l’apertura del contenzioso costituzionale.
Negli ultimi mesi il Consiglio regionale ha già approvato provvedimenti analoghi.
A febbraio è stata approvata una legge che modificava la disciplina del referendum sullo Statuto regionale, mentre poche settimane prima era stato licenziato un altro intervento dello stesso tipo. In entrambi i casi ricorrevano la medesima formula normativa e alcuni degli stessi firmatari.
L’elemento che distingue la seduta odierna non è quindi la natura della proposta di legge, quanto il momento in cui è stata inserita nell’ordine del giorno, già trasmesso ai consiglieri e agli altri destinatari istituzionali.
Il contenuto resta da verificare
Alla luce delle recenti vicende relative alla legge regionale sui sottosegretari, è naturale chiedersi se il provvedimento possa riguardare anche quella materia.
Al momento, però, si tratta soltanto di un’ipotesi. In assenza del testo della Proposta di legge n. 96/13 non esistono elementi per collegare con certezza il nuovo punto all’ordine del giorno a quello specifico tema. Qualsiasi ricostruzione in questo senso richiede la consultazione del fascicolo depositato presso il Consiglio regionale.
La procedura diventa la notizia
Anche senza conoscere il contenuto del provvedimento, resta un dato oggettivo: l’inserimento del sesto punto è stato formalizzato quando la seduta avrebbe già dovuto essere iniziata.
Una tempistica che, di fatto, azzera il tempo a disposizione dei consiglieri per esaminare il nuovo atto e limita anche la possibilità, per gli organi di informazione, di valutarne tempestivamente contenuti ed effetti.










