Corigliano-Rossano è sospesa tra la vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco Flavio Stasi e un futuro politico tutto da scrivere. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, la terza città della Calabria si interroga su tenuta del consiglio, prospettive amministrative e su un tema più ampio che riguarda l’intero alto Jonio: la sicurezza e la capacità del territorio di restare attrattivo. Su questi nodi abbiamo sentito il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani.
State già preparando il dopo Stasi a Corigliano-Rossano?
“Dal giorno successivo all’elezione di Stasi abbiamo iniziato a lavorare per individuare una figura da poter candidare a Sindaco della città di Corigliano Rossano”
L’altra volta con alcuni colleghi registravamo più solidarietà dal centrodestra all’attuale sindaco che da altri partiti suoi alleati..
“Purtroppo nella vita quando inciampi i migliori amici sono i primi a prendere le distanze perché molto probabilmente per loro non sei più utile alla causa dimenticando che siamo esseri umani ed il rispetto non dovrebbe mai venire meno”
Auspicando che Stasi possa dimostrare la propria innocenza, la percezione è che in consiglio comunale, già a partire dalla attuale maggioranza, nulla sarà come prima. Lei che pensa in merito?
“Nel momento in cui Stasi riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti secondo me tutto potrebbe ritornare nella norma, auspico non come prima perché da quello che si legge e si sente in giro qualcuno usa la cosa pubblica come se fosse cosa propria. La Politica è un’arte nobile ed il Politico dovrebbe essere al servizio della collettività e non dovrebbe servirsi della politica per farsi i fatti propri”
Senatore, al di là delle inchieste giudiziarie in corso, l’alto Jonio comincia a preoccupare per i tanti crimini che lo stanno indebolendo e ne stanno fiaccando anche l’immagine insieme alla possibilità di attrarre capitali e imprenditori. È preoccupato?
“Ho sempre espresso preoccupazioni, anche solo dopo aver appreso di un atto intimidatorio quale potrebbe essere l’incendio di un mezzo piuttosto che il danneggiamento di un bene. È proprio per questo che mi sono speso ed ho seguito la pratica fino all’emissione del decreto del ministro degli interni, che ringrazio, per l’innalzamento a primo dirigente del commissariato. Così come ho sempre proposto di aderire al progetto strade sicure ed utilizzare i militari a supporto delle forze dell’ordine considerato che siamo in un territorio vasto e tutti riconosciamo la carenza di personale e purtroppo non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Così come ancora, con l’ausilio del ministro della difesa, sto sollecitando l’elevazione a gruppo del Comando territoriale dei carabinieri”.













