6 Novembre 2026
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Cosenza, 75 milioni per l’housing sociale in Calabria: individuate le aree. Alimena: “Il centro storico deve restare ai residenti”

Il Comune di Cosenza approva una prima individuazione delle zone in cui recuperare immobili pubblici e privati per realizzare alloggi a canone agevolato

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Settantacinque milioni di euro per affrontare l’emergenza abitativa in Calabria, recuperare edifici abbandonati e trasformarli in alloggi a canone agevolato. Un’opportunità che potrebbe cambiare il volto di alcuni quartieri di Cosenza, a partire dal suo centro storico. Ma con un rischio da evitare: che la rigenerazione urbana finisca per favorire nuovi investimenti immobiliari senza rispondere ai bisogni di chi già abita in quelle zone.

È il tema sollevato da Francesco Alimena, capogruppo del Partito Democratico al Comune di Cosenza, dopo l’approvazione, da parte dell’amministrazione comunale, dell’individuazione preliminare delle aree nelle quali ricadono immobili pubblici e privati potenzialmente destinabili a progetti di edilizia abitativa sostenibile.

Il provvedimento costituisce un primo passaggio verso la partecipazione al programma di housing sociale promosso dalla Regione Calabria, che dispone di una dotazione complessiva di 75 milioni di euro. Una cifra importante, ma sulla quale resta un interrogativo: quanto di questo finanziamento arriverà effettivamente a Cosenza? Al momento, come evidenzia lo stesso Alimena, la quota riservata alla città non è ancora conosciuta.

Housing sociale a Cosenza, cosa prevede il piano da 75 milioni di euro

L’obiettivo del programma regionale è duplice: contrastare il disagio abitativo e favorire la rigenerazione urbana, recuperando immobili pubblici e privati dismessi per trasformarli in abitazioni destinate alle fasce intermedie della popolazione, con canoni di locazione agevolati.

Il piano contempla anche il coinvolgimento di investitori privati, chiamati a contribuire alla realizzazione degli interventi. Non si tratta, quindi, soltanto di mettere a disposizione nuovi alloggi, ma anche di valorizzare porzioni di territorio attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente.

I progetti dovranno rispettare precisi criteri di sostenibilità ambientale ed energetica, in conformità alle normative europee e al principio secondo cui gli investimenti non devono arrecare danni significativi all’ambiente. Tra gli elementi da considerare figurano inoltre il contrasto allo spopolamento e alla carenza di servizi.

L’individuazione delle aree non comporta ancora l’assegnazione delle risorse né l’avvio automatico dei cantieri: rappresenta una fase preliminare per identificare gli immobili potenzialmente candidabili.

Santa Lucia e Arenella, gli edifici già recuperati con Agenda Urbana

Nella definizione delle zone da prendere in considerazione, Francesco Alimena ha proposto di privilegiare alcune aree di Cosenza Vecchia dove sono già stati avviati interventi pubblici di recupero e riqualificazione.

Tra queste figurano Santa Lucia e Arenella, dove si trovano due immobili espropriati e ristrutturati attraverso i finanziamenti destinati al social housing di Agenda Urbana 1: Edificio 5 e Palazzo Marino Serra.

Il Rione Santa Lucia, inoltre, è già interessato dal Contratto di Quartiere, che prevede una significativa destinazione dell’area a interventi di edilizia sociale.

Secondo Alimena, concentrare ulteriori risorse in queste zone permetterebbe di rafforzare progetti già esistenti, evitando interventi isolati e favorendo un processo di recupero più organico del centro storico.

Via Campagna e Giostra Vecchia: dagli edifici a rischio crollo al Palazzo Bombini-Longo

Un’altra area indicata è Via Campagna, dove sono in corso gli interventi di accessibilità previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo (CIS).

In questa zona, secondo quanto riferito dal capogruppo dem, sono interessati da lavori di messa in sicurezza quattro dei dieci edifici privati abbandonati e a rischio crollo.

L’eventuale inserimento dell’area nel programma di housing sociale potrebbe rappresentare un ulteriore passaggio nel recupero di una parte del patrimonio immobiliare degradato.

Tra le proposte compare anche Giostra Vecchia, dove si trova Palazzo Bombini-Longo, immobile per il quale si attende l’avvio del cantiere ATERP.

La logica sostenuta da Alimena è quella di collegare i nuovi investimenti alle opere già programmate, creando continuità tra sicurezza degli edifici, recupero urbano e diritto all’abitare.

Palazzo Ferrari potrebbe diventare uno studentato universitario a canone agevolato

Tra le ipotesi avanzate emerge anche quella di trasformare Palazzo Ferrari, in Via Sertorio Quattromani, in una struttura destinata agli studenti universitari.

L’edificio, di proprietà comunale e attualmente inutilizzato, viene indicato da Francesco Alimena come un possibile candidato alla realizzazione di uno studentato pubblico o con tariffe agevolate in base all’ISEE.

La proposta è collegata alla presenza dell’Università della Calabria nel complesso di San Domenico, che potrebbe rendere particolarmente utile una struttura abitativa rivolta agli studenti.

Si tratta, al momento, di una possibilità prospettata dal capogruppo del Pd e non di un progetto già finanziato o approvato.

Portapiana, tra le aree indicate anche l’ex scuola Don Milani occupata

La ricognizione proposta da Alimena non riguarda esclusivamente gli immobili già interessati da finanziamenti pubblici.

Tra le zone segnalate figura anche Via Vittorio Emanuele, a Portapiana, dove si trova l’ex scuola Don Milani, attualmente occupata.

La scelta assume un significato anche politico. Per il capogruppo dem, il tema delle occupazioni degli edifici pubblici non può essere affrontato separatamente da quello dell’emergenza abitativa.

Alimena critica chi, a suo giudizio, si limita a condannare l’occupazione di immobili abbandonati senza affrontare le condizioni che spingono alcune persone a rivendicare il diritto a una casa.

Allo stesso tempo richiama l’attenzione sul ruolo dei grandi investimenti immobiliari e sui possibili effetti delle trasformazioni urbane sulla vita dei quartieri.

Alimena mette in guardia dalla gentrificazione: “Non sostituire i residenti con chi può pagare di più”

Il punto centrale dell’intervento di Francesco Alimena riguarda il rischio di gentrificazione, cioè quel processo attraverso il quale la riqualificazione di un quartiere può determinare un aumento dei costi abitativi e la progressiva sostituzione dei residenti con popolazioni economicamente più abbienti.

Una possibilità che, secondo il capogruppo del Pd, deve essere attentamente valutata anche nell’attuazione del programma regionale.

L’obiettivo, sostiene Alimena, non dovrebbe essere soltanto recuperare gli edifici e attrarre investimenti, ma garantire che i benefici della rigenerazione urbana ricadano sulle comunità già presenti.

Da qui la richiesta di mantenere gli interventi in linea con i progetti avviati dall’amministrazione comunale per il centro storico e con le iniziative promosse direttamente dai cittadini.

Per Alimena, il coinvolgimento dei privati e la valorizzazione immobiliare non devono tradursi in un aumento delle disuguaglianze o nella perdita dell’identità sociale di Cosenza Vecchia.

“Nel centro storico abbiamo costruito resilienza, non gentrificazione”

Nella parte conclusiva del suo intervento, Francesco Alimena rivendica il lavoro portato avanti negli ultimi anni per il recupero del centro storico attraverso il CIS, Agenda Urbana 1 e il Contratto di Quartiere Santa Lucia.

Un percorso che, secondo il consigliere comunale, ha puntato sulla capacità del territorio di reagire al degrado e allo spopolamento, anche grazie al contributo delle associazioni e dei residenti.

“Finora qui al Centro Storico non abbiamo cercato la gentrificazione ma abbiamo sviluppato resilienza”, afferma Alimena, sottolineando il ruolo delle cosentine e dei cosentini che hanno sostenuto i progetti di riqualificazione.

Il messaggio politico è chiaro: utilizzare i nuovi finanziamenti per restituire case, servizi e opportunità ai quartieri, senza trasformare la rigenerazione urbana in un’operazione immobiliare distante dai bisogni sociali.

La partita, però, è ancora tutta da giocare. Dopo la prima individuazione delle aree, bisognerà capire quali immobili saranno effettivamente selezionati, quanti fondi arriveranno a Cosenza e quali progetti potranno essere realizzati.

Ed è su queste scelte che si misurerà la capacità del programma regionale di trasformare i 75 milioni destinati all’housing sociale in Calabria in un’occasione concreta per il futuro del centro storico cosentino.

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