Marina Berlusconi affida allo zio Paolo il tentativo di ricucire Forza Italia, mentre Antonio Tajani e Roberto Occhiuto restano su posizioni distanti. È il quadro tracciato da Ilario Lombardo sulla Stampa, in un retroscena ripreso da Dagospia che racconta incontri riservati, pressioni per il rinnovamento e una mediazione ancora senza un approdo certo.
La partita riguarda la leadership, ma anche l’identità del partito: quanto spazio concedere a una linea liberale sui diritti, come distinguersi dagli alleati e quale rapporto tenere con la destra di Roberto Vannacci. Questioni che in Calabria hanno già prodotto una frattura concreta, con l’uscita di Domenico Giannetta dagli azzurri. Ed è proprio da quella rottura che riparte il riassetto degli incarichi deciso dal coordinamento regionale.
Paolo Berlusconi, la mediazione per conto di Marina
Secondo la ricostruzione della Stampa, a metà settembre Paolo Berlusconi avrebbe incontrato a Roma Stefania Craxi, Paolo Zangrillo e Gianni Letta, muovendosi per conto della famiglia. Un’attività discreta per favorire il rinnovamento senza esporre direttamente Marina, mentre nel partito si accumulano tensioni sulla gestione e sulla prospettiva politica.
Il significato della missione sarebbe emerso anche nelle parole pronunciate dal fratello del fondatore durante la cerimonia per l’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi: il riconoscimento a Tajani per aver garantito la continuità del movimento, accompagnato dall’invito a coinvolgere maggiormente le forze più giovani. Una richiesta di apertura che tocca il modo stesso di guidare Forza Italia. Nel racconto del quotidiano, il possibile ritorno di Paolo Berlusconi nella Capitale confermerebbe la necessità di proseguire la mediazione.
Tajani tiene il partito, Occhiuto insiste sul cambiamento
Il passaggio più delicato riguarda il confronto tra Tajani e Occhiuto nell’ufficio romano di Gianni Letta. Secondo Lombardo, l’incontro non avrebbe ricomposto le distanze. Il presidente della Regione Calabria continua a porre il problema del rinnovamento della comunicazione, della capacità di attrarre nuovi elettori e delle aperture sui diritti. Tajani, nella ricostruzione della Stampa, conserva invece una presa forte sull’organizzazione territoriale e si prepara a esercitare un ruolo decisivo nella formazione delle candidature. Qui si misura il peso della sfida del governatore: trasformare le sue proposte in una linea capace di raccogliere consenso dentro il partito. Resta però incerto, sottolinea il retroscena, fino a dove la famiglia Berlusconi intenda accompagnarne l’iniziativa. La richiesta di rinnovamento non equivale automaticamente a un mandato per cambiare segretario.
Il nodo Vannacci divide la prospettiva azzurra
Sullo scontro interno pesa la direzione del centrodestra. La Stampa descrive una Marina insoddisfatta per alcuni degli ultimi passaggi politici, dalla legge elettorale al prelievo sulle banche, e una coalizione spinta a presidiare sempre più il terreno della destra per contenere Vannacci. Per Forza Italia si apre dunque una questione di riconoscibilità: quale spazio occupare e quali elettori cercare, mentre cresce la concorrenza sul versante più radicale della coalizione. In Calabria questa tensione ha già avuto conseguenze negli assetti consiliari. L’adesione di Domenico Giannetta a Futuro Nazionale è stata seguita dall’uscita dal gruppo di Forza Italia e dal passaggio al Misto, comunicato in Consiglio regionale il 5 ottobre. Una separazione politica diventata anche istituzionale.
Dopo Giannetta, il riassetto passa da Lamezia
È in questo scenario che si è riunito a Lamezia Terme il coordinamento regionale di Forza Italia, presieduto dal segretario calabrese Francesco Cannizzaro. Dal tavolo sono arrivate tre indicazioni unanimi: Pierluigi Caputo nuovo capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Emanuele Ionà alla guida di “Occhiuto Presidente” e Rosaria Succurro alla presidenza della Quinta Commissione consiliare. Si tratta delle designazioni condivise dal partito per il nuovo assetto.
La nota del coordinamento insiste sulla convergenza politica, sul raccordo tra Giunta e Consiglio e sulla piena condivisione degli obiettivi del governo Occhiuto. Annuncia inoltre un programma di iniziative territoriali, da definire nei prossimi giorni. Dopo lo strappo di Giannetta, gli azzurri calabresi cercano così di consolidare la propria organizzazione e distribuire le responsabilità. Cannizzaro tiene insieme il tavolo regionale mentre Occhiuto continua a intervenire nella discussione nazionale. Le designazioni di Lamezia danno una risposta agli equilibri consiliari; il confronto sulla guida e sulla direzione di Forza Italia resta aperto.














