21 Agosto 2026
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“I fiumi sono il vero tesoro”: De Cicco accende i riflettori sul rischio idrogeologico a Cosenza

Nuova denuncia del consigliere regionale sulle condizioni di Crati, Busento e Campagnano: "La Regione Calabria è stata informata delle criticità"

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“Il vero tesoro sono i fiumi, ma dobbiamo tenerli puliti”. Parte da queste parole il nuovo video-denuncia di Francesco De Cicco, consigliere regionale e presidente del gruppo Democratici Progressisti Meridionalisti, che torna a sollevare il tema della sicurezza idrogeologica a Cosenza. Al centro della contestazione ci sono le condizioni del Crati, del Busento e del Campagnano, per i quali De Cicco chiede interventi urgenti di manutenzione e pulizia.

Nel mirino finiscono il presidente della Regione Roberto Occhiuto e l’assessore all’Agricoltura e Forestazione Gianluca Gallo. Secondo il consigliere, la questione non sarebbe più riconducibile soltanto a ritardi amministrativi, ma riguarderebbe direttamente la tutela dell’incolumità pubblica.

“La Regione era già stata informata”

De Cicco ricorda di avere segnalato formalmente le criticità già nei mesi scorsi. “Caro Presidente Occhiuto, caro Assessore Gallo, i fiumi Crati, Busento e Campagnano hanno bisogno urgente di manutenzione e pulizia”, afferma il consigliere, ricordando che la richiesta sarebbe stata presentata per iscritto l’8 febbraio e successivamente sollecitata il 4 agosto.

“La stagione delle piogge è in arrivo e lo scorso anno abbiamo sfiorato la tragedia”, aggiunge De Cicco, richiamando il rischio legato alle condizioni dei corsi d’acqua e alla possibile intensificazione degli eventi meteorologici. Secondo il capogruppo Dpm, le comunicazioni inviate agli uffici competenti dimostrerebbero che la Regione Calabria era stata formalmente informata delle criticità.

“Non si parli di evento imprevisto”

È su questo punto che la denuncia politica si fa più dura. De Cicco sostiene che eventuali conseguenze non potrebbero essere considerate imprevedibili, proprio perché le criticità sarebbero già state segnalate. “Con le diffide e i solleciti scritti inoltrati agli uffici competenti a febbraio e ad agosto, la Regione Calabria è stata messa formalmente a conoscenza delle criticità”, afferma.

Da qui l’avvertimento: “Nessuno, domani, potrà alzare le mani e parlare di ‘evento imprevisto’ o di calamità eccezionale”. Per De Cicco, il protrarsi dell’assenza di interventi trasformerebbe un problema amministrativo in una questione di responsabilità nella gestione della sicurezza del territorio.

Il rischio di spendere milioni dopo l’emergenza

Nel suo intervento il consigliere regionale richiama anche il tema dell’utilizzo delle risorse pubbliche. “Gli operai ci sono e sono bravissimi, i mezzi ci sono pure… che vogliamo fare? Aspettiamo un altro po’?”, domanda De Cicco, sostenendo che gli interventi di manutenzione preventiva avrebbero costi inferiori rispetto alle operazioni necessarie dopo un eventuale evento calamitoso.

Secondo il presidente del gruppo DPM, rinviare la manutenzione ordinaria potrebbe significare dover ricorrere successivamente a interventi in regime di somma urgenza, con una spesa pubblica potenzialmente molto più elevata. “Spendere risorse pubbliche per tamponare emergenze che si sarebbero potute evitare con una corretta programmazione configura un’irresponsabile gestione delle casse regionali”, sostiene.

L’affondo sulle priorità della Regione

La parte finale dell’intervento assume un carattere prettamente politico. De Cicco contesta quelle che considera le priorità dell’attuale Giunta regionale. “Fa specie constatare come, mentre i territori rischiano l’isolamento e i fiumi versano in uno stato di totale abbandono, l’attenzione della Giunta regionale sembri concentrarsi esclusivamente su inaugurazioni, sagre e passerelle estive”, afferma.

Il consigliere chiede quindi che la Regione concentri l’attenzione sulla sicurezza del territorio e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. “I cittadini di Cosenza meritano risposte sulla sicurezza e sulla tutela del proprio futuro, non distrazioni istituzionali”, conclude De Cicco.

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