× Sponsor
16 Maggio 2026
16 Maggio 2026
spot_img

Il parco della vergogna di Vibo, l’indifferenza del potere e l’arte (tutta politica) di girarsi dall’altra parte

Il simbolo della memoria cittadina ridotto a una discarica. L’assessore Marco Miceli osserva in silenzio, mentre l’incuria diventa norma e l’ambiente muore sotto gli occhi di tutti

spot_img

C’è un luogo a Vibo Valentia che riassume perfettamente la traiettoria di certa politica: il Parco delle Rimembranze. Una volta simbolo di civiltà e rispetto, oggi discarica a cielo aperto, regno dell’abbandono, scenario postbellico che neanche Sarajevo nel ’95. E in mezzo a questo scempio, lui: Marco Miceli, assessore comunale a 5 Stelle. Un nome, una garanzia. Di inerzia in questo caso.

Il custode che non c’è

Miceli dovrebbe essere il custode del verde pubblico, il garante della dignità urbana, il responsabile di ciò che chiamiamo “bene comune”. Invece è il protagonista di un’assenza tanto rumorosa quanto vergognosa. Il Parco cade a pezzi da mesi – da gennaio, per l’esattezza – ma l’assessore tace, latita, scompare. Un silenzio che sa di menefreghismo istituzionale.

L’assessore dell’immobilismo

Dov’è l’assessore? Forse a contemplare i rami secchi dell’azione politica? Forse intento a redigere l’ennesimo comunicato autocelebrativo sul nulla? I cittadini aspettano risposte, ma da Miceli arriva per adesso solo lo stesso ritornello stonato: “faremo, valuteremo, stiamo monitorando”. La realtà, però, è che non si muove una foglia.

Il fallimento ambientale

La verità è che l’assessore all’Ambiente si sta dimostrando nel caso specifico l’assente all’ambiente. Un fantasma con delega, una firma senza presenza. I ruderi del Parco delle Rimembranze sono la sua firma in calce sulla cartolina del fallimento. Ogni tettoia sfondata è una dichiarazione d’incompetenza, ogni cartaccia abbandonata è una denuncia morale.

Dai 5 Stelle al vuoto politico

E dire che Miceli è stato eletto tra le file dei 5 Stelle, quelli della rivoluzione, della pulizia, della partecipazione. Ma evidentemente l’unica pulizia che lo interessa è quella dei like sotto i post. Per il resto, lo stato del Parco dice tutto: incuria, sciatteria, disinteresse. E un disprezzo silenzioso per la memoria collettiva.

Un simbolo della deriva grillina

Il grillino vibonese è ormai il simbolo perfetto di un Movimento che si è liquefatto nel trasformismo, ridotto a comparsa muta e passiva. Una meteora politica che prometteva tempeste e ha portato solo bonaccia. Ma tranquilli, il parco aspetta. Aspetta che qualcuno cada e si rompa una gamba, magari. O che un tetto crolli in testa a un ragazzino. Allora sì, forse, anche Miceli batterà un colpo. O più probabilmente no.

Memoria calpestata, cittadini dimenticati

L’assessore all’Ambiente è riuscito nel capolavoro di trasformare un luogo sacro in una discarica urbana. Un tempo lì si ricordavano i caduti. Oggi si contano i rifiuti. Nel frattempo, i cittadini ricordino: non basta votare “onesti”. Bisogna votare presenti. E soprattutto capaci. Perché di statue immobili, il parco è già pieno. Ma almeno quelle un tempo avevano un senso.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img