25 Agosto 2026
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Irto contro Occhiuto: “Sulle rinnovabili dice tutto e il contrario di tutto. Sulle poltrone il centrodestra va a braccetto”

Il segretario regionale del Pd a Borgia per parlare di transizione ambientale, crisi idrica e alta velocità. Poi l’affondo sulla maggioranza: “Per le liste d’attesa non si trova un milione, ma si spendono risorse per aumentare le poltrone”

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La Calabria dispone di acqua, sole e vento, ma continua a non trasformare le proprie risorse naturali in sviluppo, occupazione e servizi efficienti. È il paradosso denunciato dal senatore Nicola Irto, segretario regionale del Partito democratico, intervenuto a Borgia durante l’iniziativa “Acqua, Aria, Terra. Le sfide della transizione ambientale ed energetica in Calabria per una nuova qualità della vita”. Una riflessione sulle potenzialità ambientali della regione che si è rapidamente trasformata in un duro attacco politico al presidente della Regione Roberto Occhiuto, accusato di assumere posizioni contraddittorie sulle rinnovabili, sull’alta velocità, sull’autonomia differenziata e sull’aumento degli incarichi nella macchina regionale.

“Una regione ricca d’acqua, ma intere città restano a secco”

Il primo tema affrontato da Irto è stato quello della crisi idrica, che continua a colpire diverse zone della Calabria nonostante la disponibilità di sorgenti e infrastrutture. “Il sole e il vento si utilizzano bene, non come l’acqua, per esempio. Abbiamo un sistema idrico in Calabria che purtroppo non funziona bene in tutti i luoghi della nostra regione”, ha affermato il segretario del Pd. “Ci sono intere città che soffrono una crisi idrica ed è paradossale per una regione ricca di acqua, che ha anche importanti infrastrutture e una montagna ricca di acqua. Nonostante questo, in Calabria abbiamo luoghi, penso al Crotonese e al Reggino, dove c’è una gigantesca crisi idrica”. Una condizione che non riguarda soltanto il settore agricolo, ma incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie. “C’è una crisi idrica civile, non soltanto nel comparto agricolo. Nelle case di molti reggini, per esempio, a un certo orario non c’è l’acqua”.

“Le rinnovabili devono produrre lavoro e abbassare le bollette”

Secondo Irto, lo stesso principio deve valere per gli investimenti nel fotovoltaico e nell’eolico. La Calabria non può limitarsi a mettere a disposizione il proprio territorio senza ricevere benefici concreti. “Anche sul tema del sole e del vento, quindi della possibilità di investire sul fotovoltaico e sull’eolico, bisogna fare in modo che tutto questo porti qualcosa anche alla Calabria, in termini lavorativi e in termini di contenimento del costo dell’energia per i calabresi”. La posizione geografica e le condizioni naturali, ha sottolineato il senatore, offrono alla regione una possibilità straordinaria. “La Calabria, per geografia e per eredità naturale, ha una straordinaria potenzialità sul piano dell’esposizione e quindi degli investimenti sulle rinnovabili. Tutto questo, però, deve produrre ricchezza e opportunità per questa regione, cosa che fino ad ora non abbiamo visto”.

Alla questione economica si aggiunge quella della burocrazia, considerata ancora uno dei principali ostacoli alla realizzazione degli investimenti. “C’è poi il gigantesco tema della transizione e del rapporto con la pubblica amministrazione, quindi della semplificazione amministrativa e burocratica, che ancora, a questi livelli, purtroppo non c’è”. L’obiettivo dell’iniziativa di Borgia, ha spiegato Irto, è formulare proposte da sottoporre ai rappresentanti istituzionali e agli amministratori locali. “Ci interroghiamo per fare delle proposte concrete e per dare il senso di una proposta politica da parte del Partito democratico”.

L’attacco a Occhiuto: “Dice tutto e il contrario di tutto”

Il confronto si è poi spostato sulle scelte della Regione. Da una parte la spinta verso le rinnovabili, dall’altra la richiesta rivolta al Governo per il rigassificatore di Gioia Tauro. Per Irto si tratta dell’ennesima contraddizione politica del governatore. “Il presidente Occhiuto è abituato a dire tutto e il contrario di tutto. Lo sta facendo anche in questo caso e lo stiamo vedendo sull’alta velocità, dove mancavano le risorse da anni e c’era il silenzio”.

Il segretario del Pd ha quindi richiamato le recenti dichiarazioni del presidente della Regione sulla mancanza dei finanziamenti necessari per realizzare l’alta velocità ferroviaria in Calabria. “Oggi scopre che mancano le risorse e dice che non ci sono i fondi per l’alta velocità. Allo stesso tempo risponde la Lega, però risponde a me e al Partito democratico, dicendo: ‘Tranquillizziamo il Pd, le risorse ci sono’”.

“La Lega deve rispondere a Occhiuto, non al Pd”

Irto ha invitato gli esponenti della maggioranza nazionale e regionale a chiarire pubblicamente le proprie posizioni. “Io chiedo alla Lega di rispondere a Occhiuto, perché Occhiuto ha detto che le risorse non ci sono, dopo quattro anni di governo Meloni e quattro anni di ministro Salvini. La Lega non deve rispondere a Irto, non deve rispondere al Pd. La Lega deve rispondere a Occhiuto, perché Occhiuto ha detto che le risorse non ci sono”.

Da qui l’affondo politico contro i partiti del centrodestra calabrese. “Si mettano d’accordo. Capisco che sulle poltrone sono d’accordo: hanno fatto i sottosegretari, gli assessori e i consiglieri supplenti. Sulle poltrone le forze politiche in Calabria vanno a braccetto, sono straordinarie. Sulla ciccia, sulle cose vere che riguardano lo sviluppo di questa terra, uno dice bianco e l’altro dice nero”.

Alta velocità e autonomia, “le piroette del governatore”

Le contraddizioni, secondo Irto, emergerebbero anche sul tema dell’autonomia differenziata. “Occhiuto prima ha detto sì, ha accolto il 2 gennaio Calderoli alla Cittadella regionale spiegando l’importanza dell’autonomia differenziata. Quando un anno dopo, con la raccolta firme grazie al Pd, il vento è cambiato e si è manifestata una forte opposizione, abbiamo assistito alla piroetta”.

Per il segretario regionale dei dem, il governatore orienterebbe le proprie scelte seguendo soprattutto gli umori dell’opinione pubblica. “Le contraddizioni sono ormai note. Il governatore segue più il sentimento social che il sentimento della società calabrese”.

“Sottosegretari, un costo che la Calabria non può permettersi”

Irto ha poi rivendicato l’azione del centrosinistra in Consiglio regionale contro l’istituzione dei sottosegretari regionali, definendola uno dei primi risultati concreti ottenuti dall’opposizione durante la legislatura. “Togliere i sottosegretari per loro è un colpo micidiale per la maggioranza di centrodestra. Noi pensiamo invece che l’attività fatta dal centrosinistra in Consiglio regionale sia stata un primo vero gol dell’opposizione in questa legislatura”.

Il senatore ha collegato il tema dei nuovi incarichi alle emergenze quotidiane della sanità calabrese. “Quando si dice poltrone non lo si fa per populismo. Questa mattina a Vibo hanno dovuto annullare tutti gli interventi programmati. Abbiamo liste d’attesa infinite, facciamo emendamenti per avere un milione di euro per le liste d’attesa e ci viene detto di no. Poi, però, si investono risorse per aumentare una poltrona”.

“Non è questa la priorità della Calabria”

Per Irto, l’aumento degli incarichi si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalla crescita del numero degli assessori e dall’introduzione dei consiglieri supplenti. “C’è un tempo per ogni cosa. Questo è il tempo in cui abbiamo bisogno di responsabilità, di chiarezza e di investimenti. I sottosegretari sono l’ennesima scelta dopo l’aumento degli assessori in questa legislatura. È stato introdotto il consigliere supplente, aumentando i posti e i costi, perché ci sono più consiglieri regionali che suppliscono chi è diventato assessore. Se tutte queste cose si mettono insieme, emerge un quadro di spesa di risorse dei calabresi enorme”. La conclusione è una sentenza: “Probabilmente tutti noi pensiamo, e tutti i calabresi pensano, che non sia questa la priorità per la nostra regione”.

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