Il dibattito sul futuro dei grandi eventi musicali a Catanzaro riaccende una polemica che affonda le radici nel passato. A intervenire è Ruggero Pegna, storico promoter calabrese, che contesta la narrazione secondo cui il capoluogo dovrebbe conquistare soltanto oggi uno spazio di rilievo nel panorama della musica dal vivo.
“Sto leggendo molti interventi a proposito dei grandi eventi musicali a Catanzaro, in particolare di politici che, evidentemente, ignorano la storia della loro Città”, afferma Pegna, riferendosi agli appelli che negli ultimi giorni hanno sottolineato la necessità di restituire al capoluogo un ruolo centrale nell’organizzazione dei concerti.
Secondo il promoter, il problema principale sarebbe soprattutto la perdita della memoria storica rispetto a una stagione nella quale Catanzaro rappresentava già un punto di riferimento per i grandi spettacoli.
L’Arena Magna Graecia e la stagione dei grandi eventi
Pegna parte dall’Arena Magna Graecia di Catanzaro Lido, struttura che considera uno dei simboli della stagione d’oro degli eventi musicali nel capoluogo. “Catanzaro è stata per anni anche il Capoluogo dei grandi eventi, grazie in particolare a quel gioiellino che era l’Arena Magna Graecia voluta da Michele Traversa e Wanda Ferro, inaugurata nel 2000″, ricorda il promoter.
La struttura ospitò diverse edizioni di “Catanzaro, una Città per Cantare”, rassegna che nel corso degli anni portò sul palco numerosi artisti di primo piano della musica italiana e internazionale. Pegna cita tra gli altri Simply Red, James Brown, Eros Ramazzotti, Renato Zero, Pino Daniele e Claudio Baglioni, come testimonianza del livello raggiunto dagli appuntamenti organizzati in città.
“Chi ha lasciato l’Arena nell’abbandono?”
È proprio sul destino delle strutture che si concentra la parte più dura dell’intervento del promoter. Pegna contesta il progressivo abbandono dell’Arena Magna Graecia e pone una domanda sulla gestione dell’impianto negli anni successivi. “Chi l’ha lasciata nell’abbandono totale, chi poi l’ha trasformata in un’altra cosa, invece di completarla con altre tribune e arredi?”, chiede.
Il promoter racconta anche un episodio personale legato a uno degli ultimi concerti organizzati nell’Arena. “Nell’ultimo concerto che ho fatto lì, apro i camerini e trovo famiglie di migranti che dormivano beati!”, racconta, descrivendo una situazione nella quale, a suo dire, impianti elettrici, caldaie, bagni e biglietteria erano stati vandalizzati.
Una situazione che, secondo Pegna, rappresenta il simbolo di come una struttura nata per ospitare grandi manifestazioni sia stata progressivamente privata della propria funzione.
Dallo stadio Ceravolo al Palacorvo
Il ragionamento non riguarda però soltanto l’Arena Magna Graecia. Pegna ricorda infatti anche la lunga stagione dei concerti allo stadio Ceravolo, altra struttura che ha ospitato appuntamenti di grande richiamo. “Dagli Spandau a Tina Turner, dai Simple Minds a Vasco e Ligabue”, sottolinea il promoter, ricordando alcuni dei nomi passati dal capoluogo.
Anche in questo caso, secondo Pegna, sarebbero mancate nel tempo scelte infrastrutturali capaci di consentire alla struttura di adeguarsi alle nuove esigenze e alle normative per i grandi eventi. Nel suo intervento viene citato anche il Palacorvo, teatro di concerti di artisti come Guccini e Pooh, e oggi richiamato come un’altra delle strutture che avrebbero perso progressivamente centralità.
Dai concerti nelle piazze a Vasco a Germaneto
La storia degli eventi musicali catanzaresi, nella ricostruzione di Pegna, passa anche dalle location all’aperto. Il promoter ricorda i grandi concerti organizzati in Piazza Prefettura, quelli al Parco e l’appuntamento con Vasco Rossi a Germaneto, inserendoli in una tradizione cittadina che per anni avrebbe garantito a Catanzaro una posizione importante nel circuito della musica dal vivo.
È proprio questa eredità che, secondo Pegna, dovrebbe essere recuperata prima ancora di parlare di una nuova stagione dei grandi eventi.
Il riferimento al concerto di Sting del 1993
Nel suo intervento Pegna richiama anche un episodio risalente al 1993, quando un concerto di Sting a Catanzaro fu interessato dal divieto del questore. Il promoter chiama in causa anche l’allora sindaco della città, ricordando di aver ricevuto come risposta, di fronte alla vicenda, “ho altro a cui pensare”.
Un episodio che Pegna utilizza per evidenziare quello che considera un problema storico: la difficoltà della politica locale nel riconoscere alla musica dal vivo un valore non soltanto culturale, ma anche economico e turistico.
“I grandi live si sono spostati altrove”
Il punto centrale della critica riguarda infatti le conseguenze delle scelte compiute negli anni. “Solo per la miopia di chi dava alla musica dal vivo scarsa importanza, ignorando tutte le sue ricadute, i grandi live si sono spostati altrove!”, sostiene Pegna.
Il promoter riconosce al sindaco Nicola Fiorita l’impegno sul fronte della musica dal vivo, ma ritiene necessario accompagnare questa volontà con una maggiore conoscenza della storia e delle infrastrutture che Catanzaro ha avuto a disposizione.
Il messaggio finale è dunque rivolto alla classe politica: prima di immaginare il ritorno dei grandi eventi, occorrerebbe comprendere perché Catanzaro abbia perso negli anni quella centralità che aveva conquistato attraverso strutture, rassegne e concerti di livello nazionale e internazionale.












