29 Luglio 2026
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La Calabria perde 329 milioni per curare i suoi pazienti altrove. Corte dei Conti: “Dubbi sui bilanci e sul Pnrr Salute”

Il giudizio sul Rendiconto 2025 fotografa una Regione con conti in miglioramento, ma ancora attraversata da pesanti criticità. Dati sanitari tardivi e incompleti, fondi Pnrr non pienamente rendicontati e incognite sulla gestione di partecipate ed enti strumentali

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Il risultato di amministrazione migliora, ma dietro il dato positivo restano residui attivi, conti sanitari ancora poco trasparenti e una mobilità passiva che supera i 329 milioni di euro. È il quadro tracciato dalla Corte dei Conti in occasione del giudizio di parifica del Rendiconto 2025 della Regione Calabria. A illustrare le principali criticità è stato il procuratore regionale facente funzioni Giovanni Di Pietro. La valutazione parte da alcuni elementi favorevoli, ma si concentra soprattutto sui nodi ancora irrisolti: dalla sanità al Pnrr, passando per i programmi comunitari, le società partecipate e gli enti strumentali.

Il miglioramento dei conti e il peso dei residui attivi

“Ci sono aspetti positivi, soprattutto per quanto riguarda il risultato di amministrazione, che migliora rispetto al precedente esercizio”, ha spiegato Di Pietro. Sul risultato finale, tuttavia, incide la conservazione in bilancio dei residui attivi, cioè somme che la Regione ritiene di dover ancora riscuotere. La loro permanenza contribuisce a migliorare il dato rendicontato, ma pone il problema della loro effettiva esigibilità. È uno degli aspetti sui quali la magistratura contabile mantiene alta l’attenzione, perché un credito iscritto nel bilancio produce effetti positivi sui conti soltanto se può essere realmente recuperato.

La sanità continua a perdere pazienti e risorse

La principale emergenza resta quella della sanità calabrese. Il saldo della mobilità sanitaria passiva ha superato i 329 milioni di euro. È la differenza negativa tra le somme pagate dalla Calabria alle altre regioni per i propri pazienti e quelle incassate per le prestazioni offerte a cittadini provenienti da fuori. “Significa che molti cittadini calabresi continuano a curarsi fuori regione perché la sanità calabrese non riesce a essere sufficientemente attrattiva”, ha sottolineato il procuratore regionale. Un dato che misura non soltanto l’impatto sui conti pubblici, ma anche la persistente sfiducia dei pazienti e la difficoltà del sistema regionale nel garantire tempestivamente alcune prestazioni e specialistiche.

Bilanci sanitari arrivati in ritardo

La Corte dei Conti ha evidenziato criticità anche nella gestione contabile delle aziende sanitarie e ospedaliere. L’analisi è stata effettuata prevalentemente sui dati del consuntivo del quarto trimestre, trasmessi soltanto nella fase finale dell’istruttoria. Dal materiale esaminato emergono alcuni segnali positivi, ma anche informazioni giudicate parziali e non sufficientemente approfondite. “Sull’attendibilità di alcuni dati contabili permangono dubbi che dovranno essere verificati”, ha affermato Di Pietro. Per la Procura contabile, infatti, non basta conoscere il risultato numerico: occorre ricostruire il modo in cui le aziende sono arrivate a quei dati e valutare la qualità complessiva della gestione. Su questo fronte restano “molte perplessità”, anche alla luce delle numerose denunce riguardanti la gestione delle aziende sanitarie provinciali.

Pnrr Salute, informazioni insufficienti sugli obiettivi

Un altro capitolo particolarmente delicato riguarda la rendicontazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per alcuni obiettivi i risultati programmati risultano raggiunti, mentre per altri la Regione non avrebbe fornito dati abbastanza completi da consentire una valutazione definitiva. Le criticità interessano soprattutto il Pnrr Salute, ma coinvolgono anche altri interventi finanziati attraverso il Piano. “Si tratta di risorse ingenti che avrebbero potuto consentire il raggiungimento di obiettivi importanti per la sanità e per altri settori della Regione”, ha ricordato il procuratore. Il giudizio conclusivo potrà essere espresso soltanto con la rendicontazione finale del Piano. Nel frattempo, però, la Corte dei Conti segnala dubbi e perplessità sul raggiungimento di alcuni obiettivi.

Fondi europei, chiuso il ciclo 2014-2020 ma il nuovo programma è lento

Dal controllo emerge una valutazione positiva sulla chiusura dei programmi comunitari relativi al ciclo 2014-2020. Più problematica appare invece l’attuazione della programmazione europea 2021-2027, che procede ancora lentamente. Una difficoltà che rischia di ridurre l’efficacia delle risorse disponibili e di concentrare negli ultimi anni del ciclo una parte rilevante della spesa.

Partecipate ed enti strumentali, resta alto l’intervento della Regione

Per le società partecipate il quadro viene definito sostanzialmente stabile. Rimane, però, il rilevante apporto finanziario assicurato dalla Regione tanto alle partecipate quanto agli enti strumentali. Tra le situazioni ancora da definire figura quella di Ferrovie della Calabria. Sul versante degli enti strumentali, Calabria Verde non avrebbe ancora presentato il bilancio, mentre per Afor si registrano numerose azioni di pignoramento nei confronti della Regione, chiamata in causa come terzo pignorato.

Particolarmente delicata anche la posizione di Aterp. L’elevato ammontare dei residui attivi, contrapposto a riscossioni molto limitate, alimenta secondo la Corte dei Conti dubbi sulla sana gestione finanziaria dell’ente. Il Rendiconto 2025 consegna quindi l’immagine di una Calabria con alcuni indicatori contabili in miglioramento, ma ancora costretta a fare i conti con problemi strutturali: una sanità che perde pazienti e centinaia di milioni, una rendicontazione incompleta dei fondi Pnrr e una galassia di enti e partecipate che continua a richiedere un consistente sostegno finanziario regionale.

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