Se l’indiscrezione, che giunge da ambienti qualificati del centrodestra, trovasse conferma, la Calabria si ritroverebbe di fatto con un “ministro alla sanità” tutto per sé. Il nome è quello di Vitaliano De Salazar, attualmente a capo della sanità cosentina tra Asp e Azienda Ospedaliera. Il dirigente sarebbe tra i candidati più autorevoli a ricoprire il ruolo di direttore esecutivo per la realizzazione dei nuovi ospedali calabresi.
La regia della sfida più difficile di Occhiuto
Di fatto un incarico con poteri di indirizzo e coordinamento pari almeno a quelli di un assessore regionale al ramo, per peso e capacità di incidenza sugli esiti della sfida più complicata del governo Occhiuto: il risollevamento della sanità regionale. Una postazione che significherebbe mettere nelle sue valide mani la regia tecnica e politica di investimenti, progettazione e tempi di attuazione di strutture destinate a cambiare il volto dell’assistenza in Calabria.
Il nodo del metodo e gli alleati non coinvolti
Il problema, spiegano fonti di maggioranza, è il metodo. Quando si decide di affidare un incarico così importante e ingombrante, un minimo di coinvolgimento delle segreterie alleate sarebbe opportuno propiziarlo. Invece, stando alle lamentele che circolano a Palazzo, pare che anche questa volta si procederà di imperio. A far sentire di più il disappunto sarebbero soprattutto gli ambienti vicini alla Lega, ma il malcontento attraversa trasversalmente parte del centrodestra.
Le tensioni alla vigilia della campagna elettorale
Una scelta che rischia di creare qualche frizione interna proprio alla vigilia dell’imminente avvio di una lunghissima campagna elettorale per le parlamentari. Una campagna alla quale anche Fratelli d’Italia e Lega intendono presentarsi con l’abito buono di chi conta davvero, anche nel sottogoverno, a tutti i livelli.
Il precedente della nomina di Vigna alla Sacal
Nessuna ufficialità è ancora arrivata dalla Regione, ma se la regia dei nuovi ospedali dovesse essere affidata davvero a De Salazar, gli equilibri interni alla coalizione potrebbero subire i rigori di un rinculo partito, a dire il vero, già con l’operazione Luciano Vigna a presidente del consiglio di amministrazione della Sacal.











