3 Luglio 2026
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Lamezia, Bevilacqua replica a Ionà: “Da Forza Italia lagnanze gratuite. L’incoerenza è la loro sui “vannacciani” in Giunta”

Il consigliere regionale della Lega risponde all’intervista rilasciata dall'esponente azzurro a Calabria7: "Noi sempre coerenti, loro criticano il sindaco Murone dopo averlo scelto e tollerano in città ciò che Roma e Catanzaro vietano"

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Il clima politico a Lamezia Terme si fa rovente e l’asse del centrodestra regionale subisce scossoni che si ripercuotono direttamente sugli equilibri locali. A riaccendere la miccia è il consigliere regionale della Lega, Gianpaolo Bevilacqua, che ha deciso di replicare punto su punto, e con toni tutt’altro che dimessi, alle dichiarazioni rilasciate da Emanuele Iona, esponente di spicco di Forza Italia, in una recente e discussa intervista alla testata regionale Calabria7.
Ionà aveva sollevato il tema di una presunta “discrasia” nella linea politica del Carroccio, accusato di sostenere il governatore Roberto Occhiuto a Catanzaro ma di muoversi all’opposizione (o comunque in una posizione di distacco) nel consiglio comunale lametino. Una critica che Bevilacqua rispedisce al mittente senza giri di parole, definendola “gratuita e ingenerosa”.

“La mia storia parla di coerenza

“Credo, senza voler alimentare alcuna sterile polemica, che questa lagnanza sia davvero fuori bersaglio”, attacca il consigliere regionale della Lega. “Posso fare ammenda su tante cose, ma il mio percorso politico-istituzionale è sempre stato improntato alla massima coerenza, sia nella scelta di candidarmi a sindaco, sia in quella di correre per il Consiglio Regionale”.
Bevilacqua riavvolge il nastro della memoria politica recente per spiegare la genesi delle sue scelte, rivendicando il coraggio di essersi proposto alla guida della città proprio per rompere logiche di spartizione che non condivideva: “Ho offerto alla città la mia candidatura a sindaco proprio perché vedevo il centrodestra avviluppato in trattative e meccanismi di selezione assolutamente discutibili.
Da una parte si stava candidando un egregio professionista che pare fosse stato selezionato persino nel centrosinistra; dall’altra, si optava per una figura che — pur essendo uno stimato professionista — era del tutto priva di quell’esperienza politica necessaria per guidare una delle città più importanti della Calabria. Una valutazione, quest’ultima, che sul piano dei principi sembrava condivisa da tutti nel centrodestra, salvo poi, al momento del voto, veder prevalere le solite camarille politiche”.
Una scelta, quella di Bevilacqua, che a suo dire ha trovato la validazione più importante: “Per me parla la risposta dei cittadini di Lamezia, che hanno ampiamente premiato il mio impegno sul territorio e lo spirito di servizio“.

Il contropiede sui “vannacciani” e il caso Giunta

Ma è sul terreno della coerenza complessiva che il consigliere della Lega sferra il contrattacco più duro nei confronti dei vertici di Forza Italia, evidenziando quello che definisce un vero e proprio corto circuito politico.
“È davvero curioso – evidenzia il consigliere regionale – che i vertici azzurri, dopo essere stati determinanti nella scelta dell’Avv. Murone, oggi a distanza di solo un anno ne mettano pesantemente in discussione l’operato. Ma l’incoerenza più macroscopica e politicamente imbarazzante è un’altra”.
Il riferimento è alla linea geopolitica dei partiti: “Mentre a livello nazionale e regionale Forza Italia erige barricate e pronuncia un ‘no’ categorico e intransigente nei confronti del movimento di Vannacci, a livello locale e cittadino assistiamo a uno scenario diametralmente opposto. Ad oggi, infatti, i forzisti lametini non hanno ancora risolto il nodo dei Vannacciani che siedono comodamente in Giunta. Com’è possibile tollerare a Lamezia ciò che a Roma e a Catanzaro viene considerato politicamente impraticabile?”.

Distanti dalla “stanza dei bottoni”, ma non disattenti

Bevilacqua risponde poi con una punta di ironia alle accuse di chi lo vorrebbe “distante” dalle sorti amministrative solo perché privo di postazioni di governo: “Ci si duole bizzarramente del fatto che io sia rimasto coerentemente fuori dalla gestione del Comune di Lamezia, senza appetiti di potere e nonostante le inevitabili sollecitazioni. Trovo davvero temeraria la critica per essere rimasti lontani dalla ‘stanza dei bottoni’. Questo non significa affatto che io sia disattento rispetto alle sorti della mia città, o che non mi impegni quotidianamente attraverso il mio ruolo istituzionale in Regione per sostenerla”.
La porta a un confronto futuro non viene sbarrata, ma a patto che si cambi radicalmente registro: “In futuro non escludo di partecipare a un tavolo di discussione ma, come al solito, quando si passa dalle parole ai fatti, ogni buona intenzione sembra evaporare. Io resto disponibile a discutere di temi e contenuti. Ove si dovesse realizzare un nuovo paradigma programmatico e gestionale, non mancherà un’approfondita valutazione della Lega sul prosieguo della legislatura al Comune“.

La stoccata finale sul piano di riequilibrio

Il finale dell’intervento di Bevilacqua è una domanda retorica che assomiglia molto a un guanto di sfida lanciato al gruppo consiliare di Forza Italia, proprio alla luce delle crepe aperte dalle dichiarazioni di Ionà su Calabria7: “Adesso che i vertici di Forza Italia si sono espressi così negativamente riguardo al piano di riequilibrio, i consiglieri comunali del partito seguiranno compatti queste indicazioni?“.
La palla passa ora ai forzisti. Il Risiko della politica lametina è appena iniziato.

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