3 Luglio 2026
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Procuratori dei minori di Catanzaro e Reggio contro il Ministero: “Uffici lasciati senza rinforzi”

La protesta formata da 26 procuratori minorili italiani: “Esclusi dalle nuove assegnazioni di personale, scelta sconcertante e incomprensibile”

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Ventisei procuratori della Repubblica dei Tribunali per i minorenni hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, alla Direzione Generale del Personale e della Formazione e al Capo di Gabinetto del Ministro, con copia al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, per contestare la distribuzione delle nuove risorse di personale destinate agli uffici giudiziari.

Tra i firmatari figurano anche il procuratore per i minorenni di Catanzaro, Michele Sessa, e quello di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, insieme ai responsabili degli uffici requirenti minorili di tutta Italia.

“Ennesimo segnale di disinteresse verso la giustizia minorile”

Nel documento i magistrati esprimono forte preoccupazione per la distribuzione dei tecnici amministrativi e degli Addetti all’Ufficio per il Processo (AUPP), resa nota attraverso la lista di assegnazione diffusa il 29 giugno.

Secondo i procuratori, “l’assegnazione ministeriale dei tecnici amministrativi e degli AUPP (…) rappresenta l’ennesimo segnale del disinteresse istituzionale rispetto al lavoro ed alle funzioni delle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni e, più in generale, rispetto alla giustizia minorile”.

Nella lettera viene ricordato come le Procure minorili svolgano un ruolo fondamentale sia nell’azione penale sia nell’attività civile di tutela dei minori, rappresentando “essenziali e decisivi momenti di impulso ed iniziativa”.

I numeri contestati

I magistrati evidenziano come, a fronte di 712 tecnici amministrativi e 6.919 AUPP disponibili a livello nazionale, le Procure minorili abbiano ricevuto un’assegnazione ritenuta del tutto insufficiente.

Nel dettaglio, sono stati destinati agli uffici requirenti minorili appena 29 tecnici amministrativi, distribuiti tra sole sette Procure per i minorenni, mentre nessun AUPP è stato assegnato a questi uffici.

Una scelta che i procuratori definiscono incomprensibile

“Considerato che non è dato comprenderne le ragioni, la scelta di escludere le Procure per i Minorenni dal prezioso impiego di queste nuove risorse professionali (diversamente da quanto ritenuto per tutti gli altri uffici giudiziari), ci lascia sconcertati ed allibiti”, si legge nella lettera.

“Organici inadeguati davanti a fenomeni sempre più complessi”

I firmatari ricordano di avere già segnalato in passato la situazione degli organici.

“Da tempo abbiamo (invano) denunciato l’allarmante inadeguatezza degli organici degli uffici requirenti minorili, chiamati ad affrontare fenomeni di disagio e criminalità di crescenti dimensioni quantitative e qualitative”, scrivono.

Secondo i procuratori, tale situazione è dimostrata “non solo dal forte incremento dei dati statistici dei procedimenti, ma anche dall’attenzione sociale e dalla rilevanza mediatica di questi temi”.

La richiesta al Ministero

Nella parte finale del documento viene rivolto un appello diretto al Ministero della Giustizia affinché venga spiegata la scelta adottata.

I magistrati affermano infatti che “la decisione riguardante l’assegnazione dei tecnici amministrativi e degli AUPP purtroppo ci conferma come gli interventi giurisdizionali riguardanti i minori costituiscano argomenti di interesse in convegni, dibattiti pubblici o trasmissioni televisive, ma non assumono alcun effettivo rilievo (e conseguente interesse) nelle sedi istituzionali deputate alla gestione delle risorse pubbliche destinate alla Giustizia”.

Da qui la richiesta conclusiva: “Chiediamo che coloro che hanno adottato il provvedimento chiariscano i motivi della scelta e se ne assumano la responsabilità. È una risposta che deve essere fornita a tutti coloro (magistrati e personale amministrativo) che quotidianamente contribuiscono, con enormi sacrifici personali e con elevato senso di responsabilità, a garantire il funzionamento degli uffici requirenti minorili”.

Chi firma la lettera

La lettera è sottoscritta dai 26 procuratori della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni di Palermo, Milano, Roma, Napoli, Bari, Firenze, Taranto, Potenza, Lecce, L’Aquila, Catanzaro, Reggio Calabria, Trieste, Cagliari, Perugia, Ancona, Salerno, Messina, Bolzano, Campobasso, Caltanissetta, Brescia, Sassari, Trento, Catania e Genova, a testimonianza di una presa di posizione unitaria degli uffici requirenti minorili italiani.

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