Il 3 luglio 1975 rimane una data indelebile nella storia della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Quel giorno, il giudice Francesco Ferlaino veniva brutalmente assassinato da alcuni sicari, colpito a morte da colpi di fucile. Ferlaino non era solo un magistrato, ma un uomo che aveva scelto di dedicare la propria vita e la propria carriera al contrasto coraggioso e inflessibile dei clan della ‘ndrangheta, pagando il prezzo più alto per il suo impegno a favore della legalità.
L’omaggio di Ignazio La Russa
Oggi, a cinquantuno anni di distanza da quel tragico evento, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha voluto onorare la memoria del giudice attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social.
“Il suo esempio di rigore e dedizione alla giustizia è ancora forte”, ha sottolineato La Russa, ricordando come il coraggio dimostrato da Ferlaino nel contrastare le organizzazioni criminali rappresenti ancora oggi un punto di riferimento fondamentale per le istituzioni e per l’intero Paese. Il Presidente del Senato ha poi concluso il suo pensiero esprimendo profondo cordoglio e vicinanza ai familiari del magistrato, rinnovando il deferente omaggio delle istituzioni a un servitore dello Stato che ha sacrificato la propria vita per la giustizia.










