10 Luglio 2026
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LIVE Comunali a San Giovanni in Fiore, sarà ballottaggio tra Marco Ambrogio e Antonio Barile

Dopo poco più di 4500 voti scrutinati sui 10.516 complessivi, il quadro dei consensi indica Ambrogio al 45,11%, seguito da Barile che raccoglie il 26,95%

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A San Giovanni in Fiore il voto amministrativo non consegna, almeno per ora, un vincitore al primo turno. Dopo una campagna elettorale infuocata e una corsa che da cinque candidati si è trasformata in una sfida a quattro, il risultato provvisorio indica un quadro chiaro: Marco Ambrogio è nettamente avanti, ma sotto la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. Il candidato del centrodestra, marito dell’ex sindaca Rosaria Succurro, si attesta al 45,86%. Alle sue spalle c’è Antonio Barile, candidato civico, con il 26,33%. Saranno loro due a contendersi la guida del Comune al secondo turno.

Ambrogio avanti, ma senza il colpo del primo turno

La coalizione di Marco Ambrogio si era presentata con una struttura molto ampia: dieci liste a sostegno e l’obiettivo politico dichiarato di chiudere la partita già al primo turno. Il dato dello scrutinio, però, al momento racconta una vittoria parziale: Ambrogio è primo con un margine significativo sugli avversari, ma non abbastanza per superare la soglia del 50% più uno. La partita del dopo Succurro resta dunque aperta.

Barile secondo e in corsa per il ballottaggio

La sorpresa politica della serata è il risultato di Antonio Barile, dottore commercialista, sostenuto da una lista e noto in città per le sue posizioni decise e battagliere. Barile si colloca al secondo posto con il 26,33%, davanti al candidato del centrosinistra. Il suo risultato lo proietta, al momento, verso il ballottaggio contro Ambrogio. Una sfida che, se confermata, potrebbe riaprire completamente la partita, soprattutto alla luce del voto degli elettori che al primo turno hanno scelto gli altri candidati.

Candelise terzo, Belcastro più staccato

Al terzo posto c’è Luigi Candelise, sostenuto da Pd, Sinistra Italiana e Rifondazione comunista, con 1.301 voti, pari al 20,51%. Un risultato che lo lascia fuori dal secondo turno. Più distante Giuseppe “Pino” Belcastro, ex sindaco, sostenuto dal Comitato 18 Gennaio e appoggiato anche dall’ex governatore Mario Oliverio. Belcastro raccoglie 464 voti, pari al 7,31%. Sulla sua candidatura era confluito anche l’appoggio di Stefania Fratto, rimasta fuori dalla competizione dopo l’esclusione delle liste a lei collegate.

18.45 Si va verso il ballottaggio Ambrogio-Barile

Lo spoglio per le elezioni comunali di San Giovanni in Fiore ha superato la fase iniziale, arrivando a circa il 40% delle schede totali. Con 4.145 voti scrutinati sui 10.516 complessivi, il quadro dei consensi offre oggi le prime significative indicazioni sull’orientamento degli elettori.
Al momento Ambrogio si attesta al 45,11% con 1.870 voti, seguito da Barile che raccoglie il 26,95% con 1.117 preferenze. Più indietro Candalise, che ottiene il 20,87% pari a 875 voti, e Belcastro, che si ferma al 7,07% con 293 voti.
Saranno le prossime ore a chiarire se il trend attuale si consoliderà o se i rapporti di forza tra le liste subiranno variazioni significative.

18.10 Quasi 3mila schede scrutinate, Ambrogio al 46%

Quasi 3000 le schede scrutinate a San Giovanni in Fiore. Ambrogio conta al momento 1303 preferenze (46,17%), Barile 737 (poco più del 26%); Candalise 584 (20,69%), Belcastro 198 (7%). Hanno votato poco più di 10500 elettori.

16.58 Prime schede scrutinate, Ambrogio avanti

Poco più di un migliaio le schede scrutinate a San Giovanni in Fiore: avanti Ambrogio con 750, seguito da Barile (418), Candalise (325) e Belcastro (100)

Dalle 14:30 il live di Calabria7

Calabria7 seguirà in diretta lo spoglio delle Comunali di San Giovanni in Fiore con un live blog aggiornato a partire dalle 14:30. Dopo la chiusura dei seggi, prevista per le 15, arriveranno i primi dati dalle sezioni e poi il quadro progressivo dei risultati. La domanda politica è netta: San Giovanni in Fiore confermerà la linea Succurro-Ambrogio o sceglierà una nuova fase amministrativa? Il verdetto arriverà dalle urne.

Ambrogio e il passaggio di consegne dopo Succurro

Il candidato più osservato è Marco Ambrogio, sostenuto dal centrodestra e da una coalizione molto ampia. Ambrogio si presenta con dieci liste e 160 candidati, con l’obiettivo dichiarato di chiudere la partita già al primo turno. La sua candidatura arriva dopo un passaggio politico che ha acceso il dibattito cittadino. Dopo la decadenza di Rosaria Succurro, la sindaca facente funzioni Claudia Loria ha nominato assessore proprio Ambrogio, suo marito, affidandogli deleghe centrali come Lavori Pubblici, Urbanistica, Bilancio e Personale.

Si tratta degli stessi settori che Succurro aveva seguito direttamente durante la fase più intensa del proprio mandato. La candidatura di Ambrogio è stata poi ufficializzata nel corso di un’assemblea cittadina di Forza Italia, presieduta dalla stessa Succurro, oggi commissario azzurro del partito. Da tempo Ambrogio veniva indicato in città come uno dei principali riferimenti politici dell’amministrazione, pur senza avere mai ricoperto incarichi elettivi. Una circostanza che ha spinto parte dell’opposizione a leggere la sua candidatura come il tentativo di garantire continuità politica attraverso una figura interna alla stessa cerchia familiare.

Il centrodestra punta al primo turno

La coalizione a sostegno di Ambrogio parte da una posizione di forza numerica. Dieci liste e 160 candidati rappresentano una macchina elettorale significativa, costruita per provare a chiudere la partita senza passare dal ballottaggio. Nel comizio di lancio, lo stesso Ambrogio ha anche anticipato pubblicamente il possibile ingresso di Rosaria Succurro nella giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, come rivelato da Calabria7. Un elemento che rafforza il peso politico della partita sangiovannese, destinata a incidere anche sugli equilibri interni al centrodestra calabrese.

Candalise guida il centrosinistra

Sul fronte opposto il centrosinistra schiera Luigi Candalise, 35 anni, imprenditore laureato in Economia. È sostenuto da Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi e Sinistra e dal movimento civico Spontaneamente. La sua candidatura prova a rappresentare l’alternativa progressista all’amministrazione uscente e al blocco politico costruito attorno a Succurro e Ambrogio. Per Candalise la sfida è doppia: tenere insieme il campo del centrosinistra e intercettare il voto di chi chiede una discontinuità nella gestione del Comune.

Belcastro torna in campo

Tra gli sfidanti c’è anche Giuseppe Belcastro, 67 anni, già sindaco di San Giovanni in Fiore dal 2015 al 2020 e storico sindacalista della Cisl. Belcastro torna in campo con il Comitato Civico 18 Gennaio, sostenuto dall’ex governatore Mario Oliverio, e con una sola lista. La sua candidatura punta soprattutto sul radicamento nel mondo della forestazione e del lavoro precario, terreno politico e sociale sul quale Belcastro ha costruito una parte importante della sua esperienza pubblica. Nel 2020 il Partito Democratico gli preferì Domenico Lacava alle primarie, aprendo una frattura politica mai completamente ricomposta. Anche per questo il suo ritorno in campo rappresenta uno degli elementi più significativi della competizione.

Barile corre da civico autonomo

Il quarto candidato è Antonio Barile, commercialista ed ex sindaco per due mandati. Barile corre con una lista civica autonoma, puntando sulla propria esperienza amministrativa e su un profilo indipendente rispetto agli schieramenti principali. La sua presenza rende ancora più articolato il quadro elettorale e può pesare nella distribuzione del consenso, soprattutto se la sfida non dovesse chiudersi al primo turno.

Il caso Fratto e la sfida rimasta a quattro

Inizialmente la competizione prevedeva anche una quinta candidatura, quella di Stefania Fratto. Le sue liste, però, sono state ricusate dalla Commissione elettorale circondariale di Cosenza. La sfida è rimasta così a quattro candidati. Il centrodestra parte con il vantaggio della coalizione più ampia, ma sul voto pesano anche le polemiche legate al passaggio di consegne dopo la decadenza di Succurro e le accuse politiche di continuità familiare sollevate da parte dell’opposizione.

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