In un periodo in cui il dibattito pubblico relativo ai privilegi dei politici è al centro dell’attenzione, Raffaele Mammoliti, l’ex consigliere regionale del Partito Democratico, sceglie di distinguersi con un gesto concreto.
Con una nota ufficiale, l’esponente dem annuncia la rinuncia al “mini-vitalizio” e al trattamento di fine mandato (TFM), ribadendo che l’impegno politico non si misura con i benefici economici, ma con la passione e la coerenza.
Una scelta basata sui fatti
Mammoliti non si limita a contestare le polemiche, ma traduce le parole in azione concreta: “Intendo precisare che non percepirò né il trattamento di fine mandato né il mini-vitalizio, semplicemente perché ho RINUNCIATO a questi benefici“, ha dichiarato con fermezza.
Il consigliere sottolinea come questa decisione non sia una novità, ma il frutto di un percorso costante per contenere la spesa pubblica. Già nella scorsa legislatura, Mammoliti aveva presentato una proposta di legge per ridurre i costi della politica, evidenziando che la credibilità di un rappresentante delle istituzioni si misura dalla capacità di trasformare le parole in azioni concrete.
Politica come missione e non come profitto
Il messaggio centrale dell’intervento di Mammoliti riguarda l’etica del servizio pubblico. Secondo il consigliere, l’impegno politico non può ridursi a indennità o rimborsi, ma deve nascere da una motivazione ideale.
“La politica si fa prima di tutto per PASSIONE”, afferma Mammoliti. “La militanza, il senso di appartenenza e la consapevolezza della missione non sono beni acquistabili. Senza questa vocazione, l’attività politica rischia di provocare danni irreparabili”.
Un segnale per colleghi e cittadini
Le parole del consigliere assumono valore anche come monito per i colleghi e come messaggio all’elettorato sempre più disilluso. Rivendicando la propria storia di militanza, Mammoliti ribadisce che la politica deve essere percepita come un servizio alla comunità, e non come una mera opportunità di guadagno. La vocazione ideale resta, per lui, l’unico vero argine contro il degrado delle istituzioni.













