22 Settembre 2026
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Stasi rilancia sui Comuni: “Dopo il Pnrr vengano dati ai territori i fondi bloccati da decenni”

Il sindaco di Corigliano-Rossano alla Festa regionale dell'Unità: "Non disperdere il know-how maturato negli uffici comunali"

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Il dopo PNRR deve trasformare l’esperienza maturata dai Comuni italiani in un nuovo modello di gestione delle risorse pubbliche. È la proposta lanciata dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, intervenuto alla Festa regionale dell’Unità del Partito Democratico, svoltasi a Lamezia Terme il 18 e 19 settembre. L’iniziativa ha previsto anche un confronto dedicato a Pnrr, autonomia differenziata ed enti locali.

Stasi ha partecipato al panel insieme, tra gli altri, ai sindaci Franz Caruso, Mariateresa Fragomeni ed Enzo Romeo, al consigliere regionale Ernesto Alecci e al senatore Alessandro Alfieri. Al centro del suo intervento il futuro della programmazione pubblica dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza e, soprattutto, la necessità di evitare che risorse già disponibili continuino a rimanere ferme per anni.

“Il Pnrr non doveva rallentare la programmazione ordinaria”

Secondo Stasi, il Pnrr avrebbe dovuto rappresentare uno strumento straordinario per accompagnare la ripresa dopo la pandemia, senza però rallentare l’utilizzo ordinario dei fondi europei e di coesione.

Il sindaco di Corigliano-Rossano punta in particolare il dito sui ritardi accumulati in Calabria nell’attuazione della programmazione regionale. Tra gli esempi citati c’è Agenda Urbana, che coinvolge i principali poli urbani della regione: Stasi parla di convenzioni per gli interventi sottoscritte con quattro anni di ritardo e di interlocuzioni sulla programmazione 2021-2027 che, a suo dire, non sarebbero ancora entrate nella fase operativa.

Il tema, dunque, non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma la capacità della pubblica amministrazione di trasformarle rapidamente in progetti, gare, cantieri e servizi.

La sfida affrontata dai Comuni

Nel suo intervento Stasi richiama i dati relativi alla capacità amministrativa dimostrata dagli enti locali durante la stagione del PNRR. Secondo i numeri citati dal sindaco, al 17 maggio 2026 risultavano 89.175 progetti Pnrr attuati direttamente dai Comuni e dalle loro forme associative, per circa 25,5 miliardi di euro di risorse PNRR. Considerando l’insieme delle fonti pubbliche di finanziamento, la cifra salirebbe a 34,5 miliardi.

Ancora più significativo, nella lettura proposta da Stasi, sarebbe l’andamento della spesa in conto capitale dei Comuni: tra il 2019 e il 2025 sarebbe più che raddoppiata, passando da 10,7 a circa 25 miliardi di euro.

Da qui la proposta di non disperdere il know-how amministrativo sviluppato negli ultimi anni. “Non disperdere il know-how maturato negli uffici comunali grazie al PNRR, ma trasformarlo in un modello stabile”, è la direzione indicata dal sindaco, utilizzando l’esperienza acquisita per affrontare anche quei procedimenti rimasti per anni impantanati.

Dissesto idrogeologico, 505 milioni ancora da trasformare in cantieri

Uno dei settori indicati da Stasi è quello del dissesto idrogeologico. In Calabria, secondo i dati richiamati nel suo intervento, ci sarebbero circa 505 milioni di euro tra interventi e risorse che attendono da anni di essere trasformati concretamente in cantieri nell’ambito della programmazione affidata alla struttura commissariale.

La questione assume un peso particolare alla luce della situazione del territorio. Secondo ISPRA, 7.463 Comuni italiani, pari al 94,5% del totale, sono interessati da aree a pericolosità per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. La Calabria rientra tra le regioni nelle quali la quota dei Comuni interessati arriva al 100%.

Lo stesso quadro nazionale evidenzia inoltre che le aree classificate a maggiore pericolosità per frane e alluvioni rappresentano il 19,2% del territorio italiano.

Dalla depurazione alle reti idriche: “Non si può parlare ancora di emergenza”

La proposta del sindaco riguarda anche altri settori nei quali, secondo la sua analisi, i tempi di attuazione continuano a essere particolarmente lunghi.

Tra questi c’è la depurazione, con l’Italia ancora interessata da procedure europee relative a collettamento, fognatura e trattamento delle acque reflue. A queste problematiche si aggiungono, nel quadro delineato da Stasi, l’ingegnerizzazione delle reti idriche, l’erosione costiera, la messa in sicurezza del territorio e altri programmi di investimento.

Il punto politico-amministrativo sollevato dal sindaco è il rapporto tra la natura “straordinaria” degli interventi e la loro durata effettiva: quando emergenze e procedure commissariali si protraggono per anni, fino ad attraversare più decenni, diventa necessario interrogarsi sui meccanismi che impediscono alle risorse di trasformarsi in opere.

La proposta: usare le risorse già disponibili

Stasi chiarisce che la proposta non consiste nella richiesta di nuovi trasferimenti ai Comuni, ma nell’utilizzo più rapido ed efficace delle risorse già disponibili. “Il Pnrr ha dimostrato che, affidando ai Comuni risorse, obiettivi, scadenze e responsabilità precise, gli enti locali sono in grado di realizzare una mole straordinaria di investimenti”, sostiene il sindaco di Corigliano-Rossano.

Il modello indicato prevede quindi il trasferimento ai territori di risorse che da troppo tempo non riescono a trasformarsi in opere, mantenendo però controlli rigorosi, obiettivi verificabili, cronoprogrammi stringenti e responsabilità precise.

Per Stasi, il Pnrr ha rappresentato una sorta di “palestra amministrativa” per i Comuni italiani. Il passaggio successivo, nella sua proposta, dovrebbe consistere nell’utilizzare le competenze e i meccanismi organizzativi sviluppati durante quella fase per sbloccare anche gli interventi rimasti fermi nella programmazione ordinaria.

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