27 Settembre 2026
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Mancuso (ancora) non si candida, ma avverte il centrodestra: “Il sindaco lo scelgano i partiti, basta esperimenti con i civici”

Il leader della Lega dopo la convention di Catanzaro: “Non decido autonomamente la mia candidatura”. L’affondo sull’esperienza Fiorita, la fedeltà a Salvini e il nodo della Giunta regionale: “Il patto sul secondo assessorato non è cambiato”

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Non è ancora una candidatura ma non è neppure un passo indietro. Filippo Mancuso respinge l’idea che la convention organizzata a Catanzaro sia servita a lanciare ufficialmente la sua corsa a sindaco, ma detta le condizioni sulle quali il centrodestra dovrà costruire la sfida per riconquistare Palazzo De Nobili.

La scelta dovrà spettare ai partiti e non potrà ripetersi l’esperimento di cinque anni fa, quando la coalizione allargò le proprie liste alla società civile. Mancuso rivendica inoltre la sua fedeltà alla Lega e a Matteo Salvini, indica nel radicamento territoriale la strada per rilanciare il partito in Calabria e conferma l’esistenza di interlocuzioni con il presidente Roberto Occhiuto sul secondo posto rivendicato dal Carroccio nella Giunta regionale.

Questa convention può essere considerata il lancio della tua candidatura a sindaco di Catanzaro?

“Assolutamente no. Era dalle elezioni regionali che non riunivo il gruppo, gli elettori e, quindi, i cittadini. Ho organizzato questo evento per relazionare sullo stato dell’arte di tutti i progetti: quello che c’è, ciò che è stato fatto e quello che abbiamo intenzione di fare. Niente di tutto questo.”

I tuoi sostenitori, però, ti hanno chiesto un impegno diretto?

“Me lo hanno chiesto, certo. Mi hanno domandato se ci sarà o meno una candidatura. Ma ho detto che non posso decidere autonomamente la mia candidatura, come magari si fa di solito. Io sono strumentale al progetto del centrodestra e, quindi, aspetto che si tengano le dovute riunioni del centrodestra e dei partiti. È anche vero che molti auspicano una candidatura strettamente politica, perché, se allarghiamo un po’ troppo le maglie della società civile, rischiano di entrarci persone che non hanno nulla a che fare con il centrodestra. Su questo non c’è dubbio.”

È una critica alle scelte compiute dal centrodestra cinque anni fa?

“Veniamo dall’esperienza di cinque anni fa, quando abbiamo voluto aprire un po’ a tutti: alla società civile, a chi non era iscritto ai partiti e a chi non rappresentava i partiti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Auspico, quindi, che siano veramente i partiti a decidere consapevolmente e che venga candidato chi ha maggiori possibilità di essere eletto e può garantire anche una buona amministrazione. Auspichiamo che la città venga governata da chi sappia governare.”

Sappiamo dello stretto rapporto tra te e Salvini, ulteriormente consolidato negli ultimi giorni. Il segretario è interessato alla prospettiva elettorale di Catanzaro?

“No, non ho avuto alcuna interlocuzione. Ieri ho ribadito, a chi mi chiedeva – perché me lo domandano sempre – perché non cambio partito, che ricopro le posizioni che ricopro grazie al mio partito. Essendo una persona molto leale e riconoscente, penso che non ci siano i presupposti per lasciare un partito che mi ha dato tanto. Questo a prescindere dai consensi: che il partito sia all’8, al 5 o al 3 per cento. Non si lascia un partito perché diminuiscono i consensi.”

Qual è la ricetta per rilanciare la Lega in Calabria, considerando l’avvicinarsi delle elezioni nazionali e la necessità di tornare competitivi?

“Io ritengo che non si rilancino i partiti. Penso che i partiti, a livello regionale, locale e territoriale, siano rappresentati dagli uomini. Se il partito sarà rappresentato da uomini e donne che dialogano con il territorio, allora potrà crescere. Se dobbiamo andare in giro soltanto con le bandiere dei partiti, penso che siamo destinati tutti a essere criticati. Non possiamo essere soltanto la faccia dei partiti. Dobbiamo interessarci dei problemi e cercare di risolvere le tante difficoltà che ci sono. I consensi dei partiti sono legati all’attività svolta sul territorio dai loro uomini.”

Sono maturi i tempi per un congresso vero e democratico della Lega anche in Calabria?

“Questo non lo so. Tu sai che sono stato commissario del partito fino a poco tempo fa e non ne vedevo i presupposti. Mi auguro che ci sia una riorganizzazione che parta, però, da situazioni e analisi meritocratiche e non soltanto da rapporti o convenienze. Auspico sempre una meritocrazia applicata a tutti i livelli della società civile.”

Il patto che prevedeva per la Lega due postazioni nella Giunta regionale è ancora valido? Che cosa accadrà con il secondo assessorato?

“So che sono in corso delle interlocuzioni tra i vertici del partito e il presidente Roberto Occhiuto. Penso che tutto sia stato bloccato soltanto temporaneamente a causa della bocciatura della legge che modificava lo Statuto. C’è ancora un ricorso al Consiglio di Stato, mi pare. Si aspetta l’esito del ricorso oppure bisognerà modificare la legge. Voglio dire, però, che i patti iniziali non penso siano stati modificati. Siamo a un anno dalle elezioni e ci sono ancora quattro anni di legislatura.”

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