6 Ottobre 2026
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Occhiuto corteggia i riformisti, Magorno porta i sindaci: le mosse calabresi per allargare il centrodestra

Il governatore della Calabria e l’ex segretario del Pd calabrese nella corsa ai consensi moderati. L’apertura a Boschi e Calenda, il nuovo partito degli amministratori e il peso delle piccole sigle

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Roberto Occhiuto guarda ai riformisti, Ernesto Magorno compare alla guida del nuovo partito dei sindaci. Due percorsi diversi che il Corriere della Sera inserisce nelle manovre per allargare il centrodestra e recuperare gli elettori moderati. Nel retroscena firmato da Tommaso Labate, la Calabria entra nel cantiere politico nazionale attraverso il presidente della Regione e l’ex segretario regionale del Pd. L’obiettivo raccontato dal quotidiano è ampliare il consenso della coalizione guidata da Giorgia Meloni. Anche il contributo delle formazioni più piccole può acquistare peso nel confronto elettorale, soprattutto alla luce del premio di maggioranza previsto dalla riforma ancora in discussione.

L’apertura di Occhiuto a Boschi e Calenda

Nel quadro descritto dal Corriere, Occhiuto è uno degli esponenti di Forza Italia impegnati ad attrarre consensi esterni al perimetro tradizionale del centrodestra. Labate richiama un dibattito televisivo con Galeazzo Bignami e Maria Elena Boschi, durante il quale il governatore ha espresso il desiderio di vedere Boschi nella coalizione, estendendo l’apertura a Carlo Calenda e ad altri riformisti. Il senso politico dell’intervento è il tentativo di rendere il centrodestra una destinazione possibile anche per esponenti e votanti provenienti da altre esperienze.

Magorno e il nuovo partito degli amministratori

Nello stesso articolo compare Ernesto Magorno, indicato nel riquadro dei protagonisti come presidente di Sindaci d’Italia. Il Corriere colloca la nascita della formazione ad Assisi e la inserisce nell’area del centrodestra. Labate richiama il passato di Magorno nel mondo progressista: la segreteria regionale del Pd, l’esperienza parlamentare e il legame con Diamante. La sua presenza dà rilievo al tentativo di raccogliere amministratori con provenienze differenti. Il retroscena colloca i due calabresi dentro altrettante iniziative che convergono nella ricerca di un elettorato moderato più ampio.

I delusi diventano un obiettivo elettorale

Il retroscena dà spazio anche a Maurizio Lupi, che indica nei moderati delusi una componente dell’astensione da riconquistare. La strategia di Noi Moderati punta quindi a riportare al voto persone che non si riconoscono necessariamente nelle proposte più radicali. Accanto a Lupi, il quotidiano racconta il ruolo di Gianfranco Rotondi e i possibili movimenti di Cateno De Luca. Le percentuali delle singole sigle sono contenute, ma il loro contributo può risultare importante in una competizione ravvicinata.

È in questa ricerca di voti aggiuntivi che il Corriere inserisce Occhiuto e Magorno. Il primo tenta di aprire un dialogo con i riformisti; il secondo compare nel progetto degli amministratori. Le provenienze calabresi diventano parte di una partita nazionale, mentre gli eventuali accordi restano da costruire.

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