Roberto Occhiuto mette al centro la prosecuzione della legislatura e individua nelle prossime iniziative del governo la possibilità per il centrodestra di costruire alcune misure immediatamente riconoscibili dagli elettori. Intervenendo a Start su Sky TG24, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia ha detto di auspicare che la legislatura “vada fino in fondo”. Un anno, ha spiegato, può essere importante per consentire alla maggioranza di costruire quelle che definisce “bandiere”, cioè provvedimenti facilmente identificabili dai cittadini.
Tra questi Occhiuto colloca l’abolizione del bollo auto, misura che, secondo quanto dichiarato nella trasmissione, aveva già sollecitato nei mesi precedenti. L’auspicio espresso dal presidente “è che possa essere inserita nella prossima legge di Bilancio e applicata in modo generalizzato”.
La legge elettorale e il caso Vannacci
Il ragionamento di Occhiuto si sposta poi sulla legge elettorale. Il giudizio espresso dal governatore è che si “tratti di una riforma coraggiosa, perché non avrebbe l’obiettivo di escludere le forze politiche considerate populiste”.
Il riferimento diretto è a Roberto Vannacci. Secondo Occhiuto, “il nuovo sistema garantirebbe anche a lui una possibilità di rappresentanza parlamentare che, a suo giudizio, sarebbe stata molto più difficile con la precedente legge”.
La valutazione viene inserita dal vicesegretario di Forza Italia anche nel più ampio tema delle future alleanze. Il punto, nella sua lettura, sarà capire se lo stesso atteggiamento di apertura mostrato sulla rappresentanza politica verrà mantenuto quando si arriverà a definire la composizione della coalizione.
Il centrodestra e lo spazio da contendere al fronte riformista
È proprio sulla collocazione del centrodestra che Occhiuto manifesta la sua principale preoccupazione politica.
Rispondendo a una domanda sul decreto legge relativo alla scuola, il governatore ha osservato “che l’intervento legislativo rispondeva a un problema reale, pur distinguendo tra la necessità di intervenire e l’eventuale necessità di ricorrere allo strumento del decreto”.
Da qui il ragionamento più generale: secondo Occhiuto, alcune iniziative del centrodestra rischierebbero di essere pensate soprattutto per non lasciare spazio a Vannacci sul fronte destro della coalizione. La sua indicazione è invece di dedicare maggiore attenzione alla conquista dello spazio riformista, collocato sull’altro versante della coalizione.
La prospettiva indicata riguarda anche i rapporti con alcune forze del centrosinistra. Occhiuto ha citato esplicitamente Carlo Calenda e Luigi Marattin, oltre ad altri esponenti che, secondo la sua ricostruzione, hanno maturato nel centrosinistra un’esperienza politica liberale e riformista.
L’idea espressa dal governatore è che un’apertura verso quell’area potrebbe allargare il perimetro del centrodestra e, contemporaneamente, restringere quello che viene comunemente definito «campo largo».
“Nel centrodestra troppa timidezza sui diritti civili”
L’altro asse del ragionamento di Occhiuto riguarda i diritti civili. Anche su questo terreno il governatore sostiene che il centrodestra dovrebbe mostrarsi più esplicito.
Nel corso della stessa intervista a Start, Occhiuto ha parlato di una certa timidezza nel rappresentare il centrodestra come una coalizione capace di discutere liberamente di diritti civili e libertà sessuale.
Secondo il presidente calabrese, su diverse questioni esisterebbe già un «comune sentire», ma nel centrodestra sarebbe presente una sorta di condizionamento rispetto alla possibilità di affrontare apertamente questi argomenti.
Il tema viene collegato anche alla discussione sulla maternità surrogata. Occhiuto ha sostenuto che maternità e paternità non possano essere considerate diritti degli adulti destinati a prevalere sull’interesse del nascituro. Al tempo stesso ha posto l’accento sulla condizione dei bambini che vivono all’interno di coppie omogenitoriali.
Nel suo libro, ha spiegato, si è posto una domanda precisa: che cosa fare dei minori che già vivono in queste famiglie? La risposta indicata è che non dovrebbero essere i bambini a pagare le conseguenze dello scontro ideologico tra gli adulti. “È sempre il bambino a dover essere al centro dell’interesse delle istituzioni e del Parlamento”, ha affermato Occhiuto durante l’intervista.
Fine vita, la richiesta di una legge nazionale
Un capitolo distinto riguarda il fine vita. Anche in questo caso Occhiuto sostiene la necessità di un intervento del Parlamento.
La sua posizione, espressa a Sky TG24, parte dal presupposto che una disciplina sia necessaria anche alla luce degli interventi della Corte costituzionale. Il governatore considera invece problematica l’ipotesi di affidare alle singole Regioni il compito di disciplinare autonomamente la materia.
Il rischio, secondo Occhiuto, sarebbe quello di produrre una “legislazione Arlecchino“, con regole differenti a seconda del territorio. Per questo indica come preferibile una normativa nazionale, approvata dal Parlamento e applicabile in maniera uniforme in tutta Italia.
L’auspicio espresso dal governatore è che il tema possa essere affrontato all’inizio della prossima legislatura e che una disciplina sul fine vita possa entrare nel programma del centrodestra per le prossime elezioni.
Una linea che tiene insieme centrodestra e area liberale
Le dichiarazioni di Occhiuto delineano, nelle sue stesse parole, una linea che mette insieme diversi dossier: legge elettorale, rapporti con il centro riformista, diritti civili e fine vita.
Sul piano della coalizione, il governatore pone l’accento sulla necessità di non concentrare il confronto esclusivamente sulla competizione con l’area più a destra rappresentata da Vannacci. Sul piano programmatico, richiama invece alcuni temi destinati a caratterizzare il confronto politico, dall’abolizione del bollo auto alla disciplina nazionale del fine vita.













