16 Ottobre 2026
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Occhiuto sbarra la strada a Vannacci: “Mai insieme, neanche dopo il voto”. E apre a Calenda e Marattin

Il governatore calabrese detta la linea per il centrodestra: fuori Futuro Nazionale, dentro liberali e riformisti. Poi lancia la proposta per la manovra: niente Irpef per i giovani fino a 35 anni. E difende la nuova legge elettorale: “Non vedo difetti”

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Roberto Occhiuto chiude la porta a Roberto Vannacci e la spalanca a Carlo Calenda e Luigi Marattin. Non è soltanto una questione di alleanze elettorali, ma di identità politica e di quale centrodestra debba presentarsi agli italiani alle prossime elezioni. Il presidente della Regione Calabria, vicepresidente nazionale di Forza Italia, sceglie un’intervista a L’Espresso per tracciare un confine netto tra la coalizione di governo e la destra populista rappresentata dall’ex generale. E non lascia margini neppure all’ipotesi di un accordo successivo al voto.

Nella stessa intervista il governatore rilancia una proposta destinata ad alimentare il confronto sulla prossima legge di Bilancio: azzerare l’Irpef per i giovani fino a 35 anni, così da rendere più conveniente lavorare e restare in Italia. Una misura che, nelle intenzioni di Occhiuto, dovrebbe diventare una delle nuove bandiere politiche del centrodestra.

Vannacci fuori dal centrodestra: “Con lui sarebbe complicato governare”

La posizione nei confronti del leader di Futuro Nazionale è categorica. “Vannacci non c’entra nulla con noi. Rappresenta la destra populista che non indica soluzioni. Il centrodestra, invece, si è sempre caratterizzato come una coalizione che indicava soluzioni”, afferma Occhiuto. Il governatore contesta anche il ragionamento secondo il quale un’intesa con l’ex generale potrebbe garantire alla coalizione maggiori possibilità di successo elettorale. “Vannacci è distante dal centrodestra e in politica non sempre valgono le regole dell’aritmetica. Non aggiungerebbe molti voti alla nostra coalizione che ne prenderebbe molti di più se si aprisse con maggiore determinazione ai liberali e ai riformisti. Con Vannacci sarebbe davvero complicato governare”.

Il passaggio politicamente più significativo arriva quando gli viene chiesto se escluderebbe un accordo con Vannacci anche dopo le elezioni, qualora i voti di Futuro Nazionale risultassero indispensabili per formare una maggioranza. La risposta è di appena due parole: “Assolutamente sì”. Una chiusura che va oltre le convenienze del momento e che conferma la contrapposizione tra il presidente calabrese e l’ex generale, già emersa con particolare evidenza durante le recenti elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria-Locri.

La nuova geografia del centrodestra: “Spero arrivino Calenda e Marattin”

Se Vannacci rappresenta l’alleato da tenere fuori, Carlo Calenda e Luigi Marattin sono invece gli interlocutori ai quali Occhiuto guarda per allargare la coalizione. “Io mi auguro invece che Calenda e Marattin possano far parte della parte liberale e riformista di un centrodestra che valorizzi di più quest’area”, sostiene il governatore. Non un accordo già raggiunto, dunque, ma un’indicazione politica precisa. Nella visione di Occhiuto, il centrodestra dovrebbe cercare nuovi consensi soprattutto tra gli elettori liberali, moderati e riformisti, anziché inseguire le posizioni della destra populista. La questione assume un peso particolare alla luce della nuova legge elettorale, che prevede una soglia del 42% per l’attribuzione del premio di maggioranza. Il problema delle alleanze diventa così anche quello di individuare con quali forze politiche costruire una coalizione capace di governare.

La proposta per i giovani: “Via l’Irpef fino a 35 anni”

Ma l’intervista non si esaurisce nella politica delle alleanze. Occhiuto interviene anche sulla prossima manovra economica, chiedendo al centrodestra di tornare a proporre misure fortemente riconoscibili dagli elettori. “Berlusconi aboliva intere tasse, non interveniva sulle percentuali. Io propongo di togliere l’Irpef, cioè le tasse, per tutti i giovani fino a 35 anni”.

L’obiettivo dichiarato è contrastare la fuga dei giovani italiani verso Paesi che offrono condizioni economiche più vantaggiose. “Molti giovani oggi scappano non più solo dalla Calabria o dalla Sicilia, ma anche dalla Lombardia e dal Veneto per andare dove vengono meglio remunerati. Tratteniamoli, incidendo sulla leva fiscale”, osserva il presidente della Regione. L’idea è introdurre una no tax area sull’Irpef fino al compimento dei 35 anni, utilizzando il risparmio fiscale come incentivo economico per i lavoratori più giovani.

Occhiuto riconosce tuttavia il problema delle coperture finanziarie e indica una possibile soluzione meno onerosa. “Nelle ultime leggi di bilancio sono state fatte due manovre sull’Irpef che sono costate 7 miliardi all’anno, 35 miliardi in una legislatura. Se non si può fare la no tax area fino a 35 anni per problemi di risorse, proviamo a farla almeno fino a 30 anni, ma diamo un segnale ai giovani. Diciamo che questo Paese vuole investire su di loro”. Per il momento si tratta di una proposta politica, non di una misura approvata. Restano da definire la platea dei beneficiari, le condizioni di accesso, il costo complessivo e le risorse necessarie per finanziarla.

Burocrazia, l’affondo sulle autorizzazioni: “Diciotto per fermare l’erosione costiera”

Nel ragionamento del governatore trova spazio anche la semplificazione amministrativa, considerata una condizione essenziale per favorire investimenti e interventi pubblici. Occhiuto cita un esempio particolarmente vicino alla Calabria: i lavori per contrastare l’erosione costiera. “Ci sono alcuni ambiti, per esempio i lavori per contrastare l’erosione costiera, dove in Italia servono 18 autorizzazioni preventive. Il ministro Zangrillo ha fatto molto, ma bisogna fare ancora di più”. Il riferimento è alla complessità delle procedure che possono rallentare la realizzazione degli interventi, anche quando riguardano la protezione del territorio.

Legge elettorale, la difesa di Occhiuto: “Garantisce governabilità e rappresentanza”

Il presidente calabrese promuove senza riserve anche la nuova legge elettorale, che introduce un sistema proporzionale con un eventuale premio di maggioranza per la lista o coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti alle condizioni previste dalla normativa. “Ci sono diversi pregi: innanzitutto la possibilità per i cittadini di sapere in anticipo chi sarà candidato che potrà diventare premier”, afferma Occhiuto.

Secondo il governatore, il meccanismo individuato consentirebbe di conciliare la stabilità degli esecutivi con il rispetto della rappresentanza parlamentare. “C’è un premio di maggioranza che assicura la governabilità ma che non distorce la rappresentanza, perché se non si ha il 42% il sistema diventa proporzionale puro”.

Occhiuto sottolinea inoltre la possibilità di votare fuori sede, una novità che considera particolarmente importante per i giovani e per contrastare le difficoltà di partecipazione elettorale. “E questo è importante soprattutto in un periodo nel quale abbiamo l’affluenza sempre più bassa”. Nessuna obiezione, dunque, al nuovo impianto normativo: “Non vedo difetti in questa legge elettorale. È chiaro che poi non bastano le leggi elettorali per vincere le elezioni. Occorrono i voti”.

Il messaggio politico: cambiare il centrodestra senza cambiare campo

Le dichiarazioni del governatore calabrese delineano una strategia che tiene insieme tre obiettivi: delimitare i confini politici della coalizione, rafforzarne la componente liberale e costruire nuove proposte economiche per conquistare consenso. Il rifiuto di Vannacci e l’apertura a Calenda e Marattin costituiscono i due lati della stessa impostazione. Occhiuto non propone di spostare Forza Italia fuori dal centrodestra, ma di orientare maggiormente la coalizione verso l’area liberale e riformista. La proposta fiscale per gli under 35 completa il disegno: offrire agli elettori una misura concreta e facilmente riconoscibile, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni.

Resta da capire quanto questa linea sia condivisa dagli altri partiti della maggioranza e se l’apertura ai riformisti possa tradursi in un’intesa politica. Su un punto, però, Occhiuto non lascia spazio a interpretazioni: nella coalizione che immagina per il futuro, per Vannacci non c’è posto.

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