16 Ottobre 2026
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Calabria senza carburante, spiraglio dopo i blocchi a Taranto. Faib: “Se si sblocca Vibo, in pochi giorni torna la normalità”

Distributori a secco e rifornimenti a singhiozzo in tutta la regione. Concolino (Faib Confesercenti): "Alcune compagnie sono riuscite a consegnare, ma le autocisterne Eni sono ancora ferme a Vibo". Trattative con la Prefettura per garantire il trasporto del carburante

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La fine dei blocchi alla raffineria Eni di Taranto apre uno spiraglio nella crisi dei carburanti che sta mettendo in difficoltà la Calabria, ma per riportare la situazione alla normalità bisogna risolvere un altro nodo fondamentale: consentire alle autocisterne di lasciare il deposito petrolifero di Vibo Valentia e raggiungere i distributori. Dopo giorni di impianti rimasti a secco, rifornimenti irregolari e automobilisti costretti a cercare gasolio e benzina da una stazione di servizio all’altra, arriva un primo segnale incoraggiante. La soluzione, però, non è ancora dietro l’angolo. A fare il punto è Domenico Concolino, referente provinciale di Catanzaro e componente nazionale di Faib Confesercenti, che all’Ansa descrive una situazione ancora delicata ma potenzialmente destinata a migliorare nei prossimi giorni. “Sono moderatamente ottimista poiché alcune compagnie petrolifere sono riuscite a consegnare. Penso quindi che anche le altre alla fine ci riescano”, afferma il rappresentante dei gestori.

Taranto si sblocca, ma il problema adesso è Vibo Valentia

La rimozione, nella mattinata di venerdì 16 ottobre, dei blocchi organizzati dai lavoratori ex Ilva alla raffineria Eni di Taranto rappresenta un primo passaggio per ripristinare la regolarità delle forniture. “La fine dei blocchi a Taranto è un’ottima notizia”, osserva Concolino, che richiama però l’attenzione su quanto accaduto nel deposito fiscale di Vibo Valentia, uno degli snodi strategici per l’approvvigionamento regionale.

Nei giorni scorsi, spiega il rappresentante Faib, il carburante era venuto a mancare anche nel deposito vibonese, interrompendo di fatto parte della catena distributiva. Il prodotto è arrivato soltanto nella mattinata di giovedì 15 ottobre e le operazioni di trasporto sono potute riprendere nel primo pomeriggio. Le autocisterne hanno quindi ricominciato a rifornire alcuni impianti, ma senza riuscire a raggiungere in maniera uniforme tutto il territorio. Una distribuzione, per usare l’espressione di Concolino, “a macchia di leopardo”, con alcune stazioni tornate operative e altre ancora prive di carburante.

Autocisterne ferme, trattative con la Prefettura

Proprio quando sembravano esserci le condizioni per una graduale ripresa, nella mattinata di venerdì è emerso un nuovo ostacolo. Secondo quanto riferito da Concolino, un nuovo blocco sta impedendo alle autobotti Eni di uscire dal deposito di Vibo Valentia, per il timore che non riescano a raggiungere regolarmente le destinazioni previste. Il rappresentante Faib riferisce inoltre di trattative in corso con il prefetto per garantire la sicurezza del trasporto e consentire alle autocisterne di raggiungere gli impianti di distribuzione. È su questo passaggio che si concentra adesso una parte importante delle prospettive di soluzione della crisi. Non basta, infatti, che il carburante sia disponibile nei depositi: deve poter essere caricato, trasportato e consegnato ai distributori.

“Se i blocchi finiscono, situazione normale in qualche giorno”

La previsione di Concolino è condizionata proprio alla possibilità di ripristinare la regolarità delle consegne. “Se la situazione dovesse stabilizzarsi con il carburante che arriva a destinazione, nel giro di qualche giorno la situazione si andrà a normalizzare”, spiega. Uno scenario che potrebbe quindi portare a un miglioramento in tempi relativamente brevi. Ma esiste anche l’ipotesi opposta, quella di una prosecuzione delle difficoltà nei trasporti. “Se invece i blocchi dovessero permanere, la rete non riuscirà a soddisfare la richiesta degli automobilisti”, avverte il rappresentante dei gestori. La differenza tra i due scenari dipende dunque dalla continuità degli approvvigionamenti, che resta la condizione indispensabile per riportare benzina e gasolio in tutte le stazioni di servizio.

La protesta dei Tir e il rischio di aggravare la crisi

A complicare ulteriormente il quadro c’è il fermo regionale degli autotrasportatori, scattato alla mezzanotte del 16 ottobre e programmato fino a martedì 20. I presìdi si sono moltiplicati lungo le principali arterie calabresi, dall’A2 alla Statale 106, interessando anche i nodi logistici più importanti. Secondo Concolino, tuttavia, non è la semplice presenza dei camion in protesta a determinare necessariamente l’interruzione delle forniture. Il problema nasce quando un blocco fisico impedisce concretamente il passaggio delle autocisterne. “Alcune compagnie stamattina comunque hanno consegnato e scaricato presso i punti vendita”, precisa il rappresentante Faib, evidenziando come in diverse situazioni la manifestazione si sia svolta pacificamente, senza ostacolare il trasporto del carburante.

Diversa sarebbe la situazione qualora i presìdi impedissero anche il transito delle autobotti: in quel caso, avverte Concolino, la crisi degli approvvigionamenti potrebbe non soltanto proseguire, ma aggravarsi. La Calabria si trova così davanti a un passaggio decisivo. Il blocco di Taranto è stato rimosso, alcune compagnie hanno ripreso le consegne e il carburante è tornato disponibile in parte della rete. Ma per uscire dall’emergenza sarà necessario garantire la partenza delle autocisterne da Vibo Valentia e la distribuzione regolare in tutte le province. La prospettiva di tornare alla normalità nel giro di qualche giorno esiste. A condizione che il carburante, finalmente, possa tornare a viaggiare.

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