14 Ottobre 2026
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Olio extravergine, Calabria e Puglia chiedono lo stato di crisi: interrogazione del Pd all’Unione Europea

Nardella e i dem incalzano la Commissione Ue sul crollo dei prezzi e il rincaro dei costi: "Intervenire prima che la crisi diventi irreversibile"

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Il settore olivicolo del Mezzogiorno è a un passo dal baracollo economico. La Calabria e la Puglia hanno richiesto ufficialmente il riconoscimento dello stato di crisi a causa del vertiginoso crollo dei prezzi all’origine dell’olio extravergine d’oliva. La vertenza è sbarcata direttamente all’Europarlamento attraverso un’interrogazione urgente indirizzata alla Commissione europea.

Il crollo dei prezzi e l’allarme per la produzione calabrese

A farsi promotore dell’iniziativa a Bruxelles è l’eurodeputato del Pd Dario Nardella, insieme ai colleghi Stefano Bonaccini, Camilla Laureti e Georgia Tramacere.
“Puglia e Calabria hanno chiesto il riconoscimento dello stato di crisi per il crollo dei prezzi all’origine dell’olio extravergine. Bisogna intervenire con tempestività per sostenere il settore olivicolo italiano, prima che la crisi comprometta la prossima campagna” si legge nel testo dell’interrogazione parlamentare.
L’impatto economico sui produttori locali è devastante: le quotazioni dell’olio italiano registrano flessioni drastiche, mentre i costi di gestione delle aziende continuano a salire.
“Dalla fine del 2025 i prezzi all’origine dell’olio extravergine di oliva italiano sono in forte calo, con flessioni superiori al 50% in alcune aree produttive. A fronte di quotazioni in discesa, i costi di energia e fertilizzanti restano elevati. Le giacenze di oli di oliva in Italia, secondo i dati Icqrf, al 31 luglio 2026 erano pari a circa 233 mila tonnellate, oltre il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In alcune aree si profila inoltre il rischio concreto che una parte delle olive non venga raccolta” evidenziano gli eurodeputati del Partito Democratico.

L’affondo a Bruxelles: sbloccare la riserva agricola UE

Di fronte a un quadriennio di difficoltà, le delegazioni chiedono un cambio di rotta immediato nelle valutazioni di Bruxelles, affinché vengano attivati gli strumenti finanziari straordinari previsti per le emergenze di mercato.
Gli eurodeputati chiedono infatti all’esecutivo comunitario “su quali elementi si basa la valutazione secondo cui la situazione del settore non configurerebbe ancora uno squilibrio tale da giustificare l’attivazione della riserva agricola”.
“Quali misure intenda adottare, e con quale calendario, per intervenire in modo tempestivo prima dell’avvio della campagna 2026/27, evitando che si arrivi a un deterioramento tale da rendere qualsiasi intervento tardivo o inefficace” concludono gli esponenti del Pd.

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