Il boom dei prezzi dell’energia e la crisi del settore agricolo accendono lo scontro parlamentare. Durante il Question Time alla Camera, il deputato Domenico Furgiuele (Futuro Nazionale con Vannacci) ha espresso forte insoddisfazione per la replica del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, accusandolo di non fornire risposte concrete su caro-gasolio e concorrenza sleale dei prodotti esteri.
L’affondo sui carburanti e la proposta sulla Russia
Secondo il parlamentare, l’aumento vertiginoso dei costi energetici sta affossando i comparti produttivi e le famiglie, mentre le direttive comunitarie penalizzano le imprese italiane rispetto agli scenari internazionali.
“Il caro carburante sta mettendo in ginocchio famiglie, lavoratori, imprese, agricoltori, autotrasportatori e chi opera nella pesca. Mentre gli Stati Uniti di Trump stringono accordi con Putin per far entrare nel mercato un contingente importante di gasolio e abbattere i prezzi, noi paghiamo il conto delle sanzioni e delle politiche energetiche europee che vanno contro il nostro sistema produttivo. Ho chiesto se non sia venuto il momento di aprire un negoziato con la Federazione russa per un equilibrio negli approvvigionamenti e per l’abbattimento del caro carburanti. Il ministro Urso, purtroppo, non entra nel merito e continua a parlare di soccorsi altrui” ha affermato Furgiuele.
“Trump e Putin hanno stretto un accordo sul gasolio; se basta in quella percentuale agli Stati Uniti, in Italia basterebbe ancora di più. Noi invece inseguiamo ancora il buon cuore di altri Stati” ha incalzato il deputato, richiamando la rabbia dei manifestanti scesi in piazza da Falerna a Vibo Valentia, dal Pollino al Gargano.
Olio estero e tutele per il Made in Italy
Oltre al nodo energetico, l’intervento si è concentrato sull’impatto delle importazioni di olio d’oliva dai mercati nordafricani, che finiscono per svalutare l’eccellenza produttiva del Sud Italia.
“Il ministro del made in Italy dovrebbe spiegare perché l’olio di oliva italiano deve sottostare a vincoli, limiti e costi europei, mentre nello stesso mercato viene iniettato un contingente di 58mila tonnellate di olio tunisino e marocchino che abbatte le nostre produzioni. Il made in Italy non si difende con slogan e viaggi: si difende tutelando chi produce, chi lavora e chi coltiva la nostra terra. Più gasolio a basso costo nei serbatoi dei trattori, degli agricoltori e dei pescatori, e meno armi nei bilanci dello Stato” ha concluso Furgiuele.














