11 Ottobre 2026
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Pale eoliche, la protesta arriva in Regione: “La Calabria non può diventare una colonia energetica”

Dopo il presidio davanti alla Cittadella, cittadini, sindaci e associazioni incontrano il vicepresidente Filippo Mancuso. Sul tavolo la tutela del paesaggio, il Piano energia e il futuro del Parco delle Serre

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Si è conclusa con un confronto istituzionale la giornata di mobilitazione organizzata il 9 ottobre davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro dal Coordinamento regionale Controvento, insieme al Movimento Terra e Libertà Calabria, Italia Nostra Soverato Guardavalle, Kalabria Eco Ets e Associazione Il Brigante Serra San Bruno. Al centro della protesta la richiesta di una maggiore tutela del territorio calabrese e del paesaggio, contro quella che i promotori definiscono una crescente speculazione legata agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La denuncia: “La Calabria paga il prezzo della speculazione energetica”

Nel documento diffuso al termine della manifestazione, i promotori sostengono che negli ultimi trent’anni le politiche energetiche nazionali, anche sotto la spinta dell’Unione Europea, abbiano privilegiato gli interessi economici dei grandi gruppi dell’energia rispetto alla tutela dei territori.

Secondo le associazioni, il ricorso a provvedimenti normativi, incentivi pubblici, privatizzazioni e procedure accelerate avrebbe favorito la realizzazione di impianti industriali sempre più estesi, senza un adeguato equilibrio tra sviluppo energetico e salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico.

Nel comunicato vengono richiamati anche i dati contenuti in una nota della Soprintendenza Speciale per il PNRR, secondo cui le richieste di connessione alla rete nazionale per nuovi impianti da fonti rinnovabili avrebbero raggiunto complessivamente circa 328 GW, a fronte di un obiettivo nazionale fissato a 70 GW entro il 2030.

Il presidio davanti alla Cittadella regionale

La manifestazione ha visto la partecipazione, secondo gli organizzatori, di oltre 200 cittadini, insieme ad artisti, professionisti, amministratori locali, consiglieri regionali e una dozzina di sindaci provenienti in prevalenza dall’area delle Serre, ma anche dalle province di Cosenza, Reggio Calabria e Crotone.

La protesta si è svolta attraverso interventi pubblici, momenti musicali e iniziative simboliche, con l’obiettivo di sensibilizzare la Regione sulla necessità di una diversa pianificazione energetica.

Il confronto con il vicepresidente Filippo Mancuso

Una delegazione composta dai rappresentanti delle associazioni promotrici e dai sindaci presenti ha incontrato il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso.

Durante il confronto sono state avanzate diverse richieste, tra cui l’approvazione di una legge regionale sulle aree idonee, la predisposizione di un Piano integrato energia e clima che escluda ulteriore consumo di suolo per nuovi impianti da fonti rinnovabili e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Regione, amministrazioni comunali e associazioni.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre chiesta la presentazione dell’appello contro la sentenza del Tar di Catanzaro relativa al progetto dell’impianto eolico previsto nell’area di San Vito, ritenuto incompatibile con il percorso del Trekking Coast to Coast e con il relativo indotto turistico.

Le associazioni hanno infine illustrato altri casi ritenuti particolarmente critici, riguardanti i territori di Scilla, Scandale, Acri, Squillace, Borgia e Agnana.

Le aperture del vicepresidente della Regione

Secondo quanto riferito nel comunicato, Filippo Mancuso avrebbe espresso la propria contrarietà alla proliferazione indiscriminata delle pale eoliche e all’idea di una Calabria trasformata in una “zona di sacrificio” destinata alla monocultura energetica.

Il vicepresidente avrebbe inoltre ricordato il lavoro svolto dalla Regione per l’istituzione di riserve naturali e aree protette, assicurando il proprio impegno affinché la Giunta possa valutare favorevolmente le richieste avanzate durante l’incontro, compresa la riperimetrazione del Parco regionale delle Serre.

La bellezza della Calabria come risorsa da difendere

Nella parte conclusiva del documento, i promotori sottolineano come la promozione turistica della Calabria continui a puntare sulle immagini di un territorio incontaminato, mentre, a loro giudizio, la diffusione di grandi impianti industriali rischia di comprometterne l’identità paesaggistica.

Per le associazioni, la bellezza del territorio rappresenta una risorsa non soltanto ambientale e culturale, ma anche economica, capace di generare sviluppo attraverso il turismo e la valorizzazione delle aree interne.

Il Coordinamento regionale Controvento, il Movimento Terra e Libertà Calabria, Italia Nostra Soverato Guardavalle, Kalabria Eco Ets e l’Associazione Il Brigante Serra San Bruno evidenziano infine come l’incontro con la Regione rappresenti un primo passo di dialogo, sottolineando che saranno i prossimi provvedimenti a dimostrare se agli impegni assunti seguiranno scelte concrete a tutela del paesaggio, del territorio e delle comunità locali.

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