La vertenza del precariato storico nell’amministrazione pubblica calabrese torna al centro del dibattito politico e sociale,ponendo l’accento sulla tutela dei servizi essenziali legati alla fruizione dei beni culturali. Dopo i percorsi avviati per altre categorie di lavoratori della pubblica amministrazione e per gli ex tirocinanti ministeriali del comparto Giustizia, la partita istituzionale si sposta ora sulla platea dei lavoratori impiegati nei musei, nei parchi archeologici e negli istituti culturali della regione. A richiamare la politica regionale e nazionale a un’assunzione di responsabilità diretta è Antonello Talerico, componente della Segreteria regionale di Forza Italia Calabria, che sollecita un’iniziativa legislativa unitaria e strutturata in grado di superare le recenti bocciature emendative e garantire la continuità occupazionale a centinaia di famiglie.
“La politica ha dimostrato che, quando esiste una volontà concreta, è possibile trovare soluzioni per i lavoratori precari della pubblica amministrazione. È accaduto anche per gli ex tirocinanti ministeriali, in particolare per quelli impiegati nel settore della Giustizia, per i quali è stato previsto un percorso di stabilizzazione. Un risultato importante, che va riconosciuto a chi ha lavorato per raggiungerlo. Tra tutti, ritengo doveroso sottolineare il ruolo svolto dal coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, che ha seguito concretamente la vicenda degli ex tirocinanti,contribuendo anche alla proroga dei contratti del personale del Ministero della Cultura. Ma adesso occorre completare il lavoro avviato. Sarebbe incomprensibile fermarsi proprio davanti a lavoratori che provengono da percorsi sostanzialmente analoghi, lasciando irrisolta una vertenza che riguarda centinaia di persone e le loro famiglie”, evidenzia Talerico.
Risorse, dignità del lavoro e sinergia parlamentare
L’esponente politico evidenzia la contraddizione tra gli investimenti destinati alla promozione turistico-culturale della regione e il rischio di depauperamento del capitale umano addetto all’apertura e alla gestione dei siti archeologici e museali. Con la recente inammissibilità dell’emendamento presentato alla Camera per la stabilizzazione del personale del Mic, la proposta guarda ora alla Legge di Bilancio come sede naturale per definire coperture e requisiti di legge,accogliendo le sollecitazioni delle sigle sindacali e della FLP.
“Parliamo di lavoratori, molti dei quali impiegati nei musei, nei parchi archeologici e negli istituti culturali della Calabria,che hanno affrontato percorsi formativi, superato selezioni, maturato competenze e garantito servizi pubblici per anni,spesso con contratti part-time e retribuzioni modeste. Lo Stato li ha formati, selezionati e utilizzati. Non può adesso disperdere queste professionalità senza aver compiuto ogni sforzo per individuare una soluzione. Non sostengo che situazioni giuridiche differenti debbano necessariamente ricevere lo stesso trattamento, ma che percorsi comparabili meritino la medesima attenzione e un impegno istituzionale altrettanto determinato. Nessuno deve essere lasciato indietro,né le prospettive occupazionali possono dipendere dalle stagioni politico-elettorali, dalla maggiore visibilità di una vertenza o dalla convenienza del momento. L’emendamento presentato alla Camera per la stabilizzazione del personale del Ministero della Cultura, recentemente dichiarato inammissibile, dimostra che il problema è stato posto, ma non ancora risolto. Occorre individuare una disposizione legislativa concretamente praticabile, verificare le risorse disponibili e costruire un percorso di stabilizzazione rispettoso dei requisiti di legge e delle esigenze delle amministrazioni. Meritano attenzione le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, che chiedono di affrontare la questione nella Legge di Bilancio e di garantire continuità occupazionale. Voglio ricordare anche l’impegno di Nino Nasone e della FLP, che hanno promosso iniziative pubbliche sul precariato e sostenuto la necessità di percorsi di stabilizzazione. Un contributo che conferma l’importanza di coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni. C’è poi un ulteriore aspetto: questi lavoratori rappresentano una risorsa per la Calabria. La loro perdita rischierebbe di compromettere il funzionamento di musei e siti archeologici, proprio mentre si continuano a investire risorse nella promozione turistica e culturale della nostra regione. Che senso ha spendere per promuovere il patrimonio culturale se poi non si garantisce il personale necessario per mantenerlo aperto e accessibile?”, incalza l’esponente di Forza Italia.
Da qui la formulazione dell’appello rivolto ai rappresentanti istituzionali del territorio e al governatore Roberto Occhiuto per addivenire a una soluzione tecnica che scongiuri l’interruzione dei contratti in essere.
“Per questo rivolgo un appello a tutti i parlamentari calabresi, di maggioranza e di opposizione, affinché lavorino insieme per completare un percorso che ha già prodotto risultati per altre categorie di lavoratori. Chiedo anche al presidente Roberto Occhiuto e al Consiglio regionale di sostenere questa iniziativa attraverso un confronto con il Governo e i Ministeri competenti. L’obiettivo deve essere concreto: verificare il numero dei lavoratori interessati, i requisiti maturati, i posti disponibili e le coperture finanziarie, individuando una soluzione legislativa per la stabilizzazione e, nel frattempo,evitando nei limiti consentiti dalla legge l’interruzione dei rapporti di lavoro. A chi si è già impegnato, a cominciare da Cannizzaro, chiediamo di completare il lavoro avviato. Agli altri chiediamo di contribuire con atti e iniziative concrete.Perché su questioni come questa non è sufficiente essere presenti alle manifestazioni, partecipare alle passerelle istituzionali o ricordarsi dei lavoratori quando arriva il momento di chiedere consenso e voti. Questi lavoratori non chiedono privilegi né scorciatoie. Chiedono che la loro esperienza e le loro competenze siano riconosciute e che venga valutata fino in fondo la possibilità di offrire loro un futuro lavorativo stabile. Se per altri precari sono state individuate soluzioni, abbiamo il dovere di compiere lo stesso sforzo anche per loro. Non per fare un favore a qualcuno, ma per una questione di equità , buona amministrazione e rispetto della dignità del lavoro. La credibilità della politica si misura sulla capacità di trasformare gli impegni in risultati, non sulla quantità delle dichiarazioni o delle promesse elettorali. E completare il lavoro avviato, senza lasciare indietro questi lavoratori, sarebbe la dimostrazione più concreta di questa responsabilità ”, conclude Antonello Talerico.













