14 Settembre 2026
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Presidi salvavita per minori disabili, Alecci incalza Occhiuto: “Famiglie abbandonate tra burocrazia e ritardi”

Il capogruppo Pd presenta un’interrogazione al presidente della Regione Calabria sui continui disagi nella fornitura di dispositivi sanitari essenziali per bambini e ragazzi con gravi disabilità

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Persistono criticità e disagi nella fornitura di presidi sanitari salvavita destinati a bambini e ragazzi con disabilità gravi in Calabria. Una situazione che, secondo il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, continua a gravare in modo insostenibile sulle famiglie, costrette a muoversi tra ostacoli burocratici, ritardi e spese aggiuntive. Per questo motivo Alecci ha presentato una nuova interrogazione al presidente della Regione Roberto Occhiuto, chiedendo chiarimenti e interventi immediati.

Famiglie lasciate sole davanti alla burocrazia

Alecci parla di una condizione umanamente e istituzionalmente inaccettabile. “Non si può neanche immaginare quanto possa essere umiliante per un padre e una madre – afferma – dover lottare ogni volta per vedersi riconosciuti diritti che la legge già garantisce ai propri figli con gravi disabilità. Eppure, in Calabria, questo continua ad accadere”.

Il riferimento è anche a casi concreti, come quello di una famiglia di Monasterace, costretta a presentare esposti a due procure prima di ottenere un presidio salvavita indispensabile per un bambino di 11 anni con una disabilità gravissima. Un dispositivo necessario sia per la nutrizione sia per la somministrazione di farmaci essenziali alla sua sopravvivenza, che il minore utilizza da anni ma che, ogni volta, diventa oggetto di una vera e propria battaglia con l’Asp di riferimento.

Dotazioni insufficienti e spese a carico delle famiglie

Secondo il capogruppo Pd, le segnalazioni da parte dei cittadini sono ormai quotidiane. Famiglie stanche, esasperate, che denunciano ritardi nelle forniture, dotazioni non sufficienti a coprire il fabbisogno mensile e la conseguente necessità di anticipare spese economiche anche rilevanti per garantire cure e assistenza ai propri figli.

“È una situazione vergognosa – sottolinea Alecci – che va avanti nonostante siamo nel quinto anno di governo regionale di centrodestra guidato da Roberto Occhiuto. La nascita di Azienda Zero, presentata quattro anni fa come la più grande riforma della sanità calabrese, non ha prodotto i risultati annunciati e, anzi, sembra aver ulteriormente appesantito la macchina burocratica, sottraendo risorse ai territori”.

L’interrogazione: procedure da semplificare e controlli costanti

Con l’atto ispettivo depositato in Consiglio regionale, Alecci chiarisce di non voler individuare responsabilità personali, ma di puntare a una riforma concreta delle procedure. L’obiettivo è capire come rendere omogenei e standardizzati gli iter burocratici nei diversi distretti territoriali, semplificando i passaggi, riducendo i tempi di risposta delle Asp e garantendo un supporto reale alle famiglie.

Tra i quesiti posti al presidente della Regione anche la possibilità di predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale, che verifichi in modo costante le forniture, le prese in carico pediatriche e il rispetto delle tempistiche previste.

“Risposte chiare, nette e immediate”

“La tutela della salute – conclude Alecci – non può essere affidata alla forza o alla resistenza delle famiglie. Questi bambini calabresi e i loro genitori meritano risposte chiare, nette e immediate, perché il diritto alla salute non è negoziabile ed è il più importante di tutti”.

Un appello che riporta al centro del dibattito regionale il tema dell’assistenza ai minori con disabilità e della reale capacità del sistema sanitario calabrese di garantire diritti fondamentali senza costringere i cittadini a ricorrere a denunce o azioni estreme.

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