“Sì, no… e perché?”. È la domanda diretta che dà il titolo all’iniziativa promossa dal Consiglio comunale dei Giovani di Cosenza, in programma lunedì 23 febbraio alle 11.30 nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria. Al centro del dibattito, il tema del referendum sulla giustizia, affrontato in un’ottica di approfondimento e pluralismo, con voci provenienti dal mondo politico, accademico e forense, come quelli del presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte ed il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè.
L’obiettivo è offrire agli studenti e alla cittadinanza strumenti utili per comprendere contenuti, implicazioni e scenari legati alla consultazione referendaria, favorendo un confronto basato su argomentazioni e dati.
Ospiti di rilievo nazionale
A intervenire saranno Conte e Mulè, due protagonisti di primo piano del dibattito politico nazionale. Accanto a loro, la professoressa Donatella Loprieno, associata di Diritto costituzionale e pubblico, e l’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera Penale di Cosenza, chiamati a offrire un contributo tecnico e giuridico sui quesiti referendari e sulle possibili ricadute sul sistema giudiziario.
Ad aprire i lavori saranno i saluti di Francesca Molinari, presidente dell’Unione Studentesca, mentre l’introduzione sarà affidata a Salvatore Giordano, presidente del Consiglio comunale dei Giovani di Cosenza.
A moderare l’incontro sarà la giornalista Maria Francesca Fortunato, de L’Altravoce – Il Quotidiano, che guiderà il confronto tra le diverse posizioni in campo.
L’Università come spazio di partecipazione
La scelta dell’Università della Calabria come sede dell’evento sottolinea la volontà di coinvolgere attivamente il mondo accademico e le nuove generazioni su un tema cruciale per la democrazia e l’assetto istituzionale del Paese.
Il dibattito si propone come un momento di partecipazione consapevole, in cui il “sì” e il “no” non siano semplici etichette, ma il punto di arrivo di un percorso di informazione e confronto. Un’occasione per riportare al centro del discorso pubblico la cultura costituzionale e il valore del voto, con uno sguardo attento alle ricadute concrete delle scelte referendarie sul sistema giustizia.












