2 Agosto 2026
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Roccelletta, la rivolta dei social travolge il sindaco di Borgia: “Altro che canne, il vero degrado è chi amministra” (VIDEO)

Da una denuncia sulle canne in spiaggia emerge un fiume di testimonianze: strade dissestate, pineta, servizi, fogne e turismo. La replica del Comune non spegne la polemica, anzi la alimenta

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La politica ha un problema enorme quando smette di discutere con i giornalisti e comincia a litigare con i cittadini. Perché con un giornalista puoi sempre dire che è fazioso. Puoi accusarlo di sensazionalismo. Puoi parlare di strumentalizzazione. Ma quando a parlare sono centinaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia, residenti, turisti, emigrati che tornano d’estate, allora il problema cambia nome. Si chiama realtà.

L’articolo di Calabria7 sulla spiaggia di Roccelletta doveva raccontare una vicenda precisa: canne, detriti e materiale spiaggiato in un tratto dell’arenile. La replica del sindaco Elisabeth Sacco ha spostato il dibattito sulle dune, sull’Oasi di Scolacium, sulla Caretta caretta e sull’importanza dell’ecosistema. Una discussione legittima. Peccato che, nel frattempo, siano stati proprio i cittadini a demolire quella narrazione. Non con slogan. Con esperienze. Con nomi e cognomi. Con rabbia.

Da una spiaggia si è aperto un vaso di Pandora

Pensavamo di raccontare una spiaggia. Abbiamo scoperto un territorio. Perché leggendo centinaia di commenti si comprende una cosa: il problema non sono più le canne. Le canne sono soltanto la punta dell’iceberg. Sotto c’è un malessere molto più profondo. Linda Fabiano scrive senza tanti giri di parole: “Fosse solo la spiaggia. Roccelletta è abbandonata a se stessa e dovrebbe essere un fiore all’occhiello”. In una frase c’è il fallimento di un’intera idea di amministrazione. Perché Roccelletta dovrebbe essere il fiore all’occhiello. Ed è proprio quel “dovrebbe” a fare male.

La strada, la fogna, la pineta: i cittadini raccontano un’altra storia

Il Comune risponde parlando delle dune. I cittadini rispondono parlando delle strade. Mariaelena Costa: “Per non parlare della strada di Roccelletta. Piena di buche e fogna che fuoriesce da settimane”. Nicolina Capicotto aggiunge: “La strada per le spiagge è tutta dissestata e piena di buche”. Piera rincara:”Detriti di ogni genere in spiaggia, buche ovunque, puzza di fogna, perdite d’acqua continue e la pineta è diventata una discarica”. Qui le tartarughe non c’entrano. Le dune neppure. Qui si parla di ordinaria amministrazione. Quella che non richiede un biologo marino. Richiede un sindaco.

“Non sono le canne il problema”

Tra i commenti ce n’è uno che probabilmente sintetizza meglio di tutti il punto della vicenda. Lo scrive Enrico Malatesta, che racconta di essere stato sul posto proprio il giorno prima. “Non sono le canne il problema, è la tonnellata di plastica nel mezzo, il trave di cemento di una struttura abusiva degli anni ’70. Se vedi lo schifo nella pineta non ne parliamo neanche”. E ancora: “Quell’ingresso è in corrispondenza di un campeggio, un residence e due complessi di case. È il biglietto da visita del turismo”. Ecco. Il biglietto da visita. Perché il turismo non entra in Comune. Entra dalla spiaggia.

Il commento che fa più male

Tra le decine di interventi ce n’è uno che dovrebbe far riflettere più di tutti. Lo firma Carlo Venturini, che scrive da Torino. “Sono 53 anni che vengo a Roccelletta. Posso dire che la situazione sta peggiorando di anno in anno”. Cinquantatré anni. Non è il commento di un hater. È il giudizio di chi quel posto lo ama da oltre mezzo secolo. Ed è forse il passaggio più duro di tutta questa vicenda. Perché quando chi ti conosce da una vita dice che stai peggiorando, la politica dovrebbe smettere di offendersi e iniziare ad ascoltare.

“Ci sono sindaci che…”

Tra i commenti emerge anche un confronto impietoso. Piraino Vincenzo elenca ciò che, secondo lui, fanno altri amministratori. Pulizia degli arenili già a maggio. Controlli. Ordinanze. Verifiche. Analisi delle acque. Poi conclude con un sarcasmo che vale più di un editoriale. “Saranno sicuramente dei pazzi questi sindaci”. Una battuta. Ma anche una domanda. Perché altrove certe cose si fanno?

L’atto di accusa più duro

Poi c’è Gregorio Canino. Il suo non è un commento. È un atto notarile sul declino. Parla di una Roccelletta che “meritava un futuro che non avrà mai più”. Descrive cantieri, degrado, servizi scomparsi, assenza di visione. E conclude definendo Roccelletta “un esperimento fallito”. Si può non condividere. Ma liquidarlo come “sensazionalismo” diventa difficile.

L’opposizione affonda

Sul tema interviene anche l’ex candidato sindaco Giovanni Maiuolo, oggi consigliere comunale di opposizione. La sua critica è politica. Durissima. Sostiene che il degrado non riguardi soltanto l’area SIC, ma l’intero litorale di Roccelletta, parlando di fogne, pedane mancanti, pineta, pontile mai installato, servizi inesistenti e assenza di una visione urbanistica. Poi arriva la frase destinata a far discutere. “Il turismo si fa con strutture ricettive, servizi e pulizia. Non basta un cantante al tramonto”. È una posizione politica. Come tale resta. Ma contribuisce ad alimentare una polemica che ormai va ben oltre la questione delle canne.

E Calabria7 scopre altro

Nel frattempo è successo un fatto che dovrebbe interessare soprattutto il Comune. Mentre sui social arrivavano centinaia di commenti, alla redazione di Calabria7 sono arrivate anche numerose segnalazioni via mail. Alcune riguardano situazioni che, se confermate, sarebbero ben più gravi della presenza del materiale spiaggiato. Per correttezza giornalistica non le pubblichiamo oggi. Perché Calabria7 ha un’abitudine piuttosto noiosa. Prima verifica. Poi scrive. Ma una cosa possiamo anticiparla. Il nostro team investigativo ha già iniziato gli approfondimenti. Perché il sospetto è che quella delle canne fosse soltanto la porta d’ingresso. Dietro potrebbe esserci molto altro.

La Puntura

C’è un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi comunicato stampa lo stato delle cose. Mentre il sindaco spiega perché le canne fanno parte dell’ecosistema, c’è persino qualche consigliere comunale che invita i cittadini a ripulire la spiaggia. È un’immagine perfetta. Il Comune amministra. I cittadini pagano le tasse. E alla fine dovrebbero essere i villeggianti a presentarsi con rastrello e sacchetto. Più che partecipazione civica sembra una nuova forma di volontariato istituzionale. Poi ci si chiede perché i commenti siano così duri. La verità è che nessuno si è indignato per quattro canne. I cittadini si sono indignati per qualcosa di molto più serio. Per l’impressione che Roccelletta, uno dei luoghi più belli della Calabria, sia stata lasciata a cavarsela da sola. Ed è forse questo il giudizio più pesante per un’amministrazione. Non quello di Calabria7. Quello dei suoi cittadini. Perché un giornale può essere accusato di fare opposizione. Quando invece l’opposizione la fanno i commenti sotto Facebook, il problema non è più il giornale. È chi governa.

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