22 Settembre 2026
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Reggio Calabria ombelico della politica italiana: la guerra tra Meloni e Vannacci passa dalle suppletive

Cannizzaro attacca Vannacci: “Io ho paura quando lui parla” e punge Furgiuele sul suo peso politico a Lamezia. La replica: “Risposte affannate”. Si infiamma lo scontro nella destra

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Reggio Calabria diventa l’ombelico della politica italiana. Almeno per una settimana, questa che è appena iniziata e che culminerà con il voto alle urne per scegliere l’erede del neo sindaco Francesco Cannizzaro a Montecitorio. Nel collegio chiamato a eleggere un deputato si incrociano la sfida di Roberto Vannacci al centrodestra, la tenuta elettorale di Forza Italia e il tentativo di Giorgia Meloni di contenere la concorrenza alla propria destra. Sulla scheda ci sono i candidati. Attorno alle urne si prepara già la battaglia su come interpretare il risultato.

A rendere concreto lo scontro è il botta e risposta a distanza tra Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria e coordinatore regionale di Forza Italia, e Domenico Furgiuele, riferimento di Futuro nazionale in Calabria. Prima l’affondo del leader azzurro contro Vannacci e l’operazione che ha portato alla candidatura di Domenico Giannetta. Poi la replica di Furgiuele, che legge in quell’attacco il nervosismo degli avversari.

Cannizzaro attacca Vannacci: “Quando parla ho paura”. Poi affonda su Furgiuele

Cannizzaro apre lo scontro partendo da Giannetta: ricorda gli incarichi ricoperti in Forza Italia, dalla presidenza di commissione alla guida del gruppo regionale, e accusa chi ne ha favorito la candidatura con Vannacci di voler mettere in difficoltà il centrodestra reggino. Poi l’attacco diventa diretto. “A me inizialmente Vannacci mi stava anche simpatico. Poi l’ho studiato bene il fenomeno”, dice il coordinatore regionale azzurro. A dividerli, sostiene, sono le posizioni dell’ex generale sulla disabilità, sulla guerra e sull’Europa. “Io ho paura quando lui parla”, insiste Cannizzaro, contestandogli le dichiarazioni sulle classi separate per gli alunni con disabilità e un orientamento che considera favorevole alla Russia e contrario all’Ucraina. È su questi temi che il sindaco rivendica la propria distanza politica da Vannacci. Il colpo successivo è per Domenico Furgiuele: prima di puntare alla conquista di Reggio, gli rimprovera Cannizzaro, dovrebbe dimostrare di sapersi affermare nella sua Lamezia. Un affondo personale e politico che accompagna l’appello agli elettori: restare nel centrodestra unito e concentrare il consenso sul suo candidato.

Furgiuele contrattacca: “Risposte affannate”. E rivendica la scelta di Giannetta

Furgiuele non arretra e restituisce l’attacco. Quelle di Cannizzaro, sostiene, sono “risposte affannate”, “risposte in rincorsa”: per il riferimento calabrese di Futuro nazionale, il nervosismo degli azzurri dimostrerebbe che la sfida di Vannacci preoccupa davvero. La replica entra subito nel merito delle candidature. Furgiuele accusa Forza Italia di usare due pesi e due misure: denunciare le imposizioni quando arrivano dagli altri e scaricare su di lui le responsabilità delle scelte compiute a Lamezia. Rivendica i voti raccolti dal proprio gruppo e sottolinea la disparità dei mezzi a disposizione: “Non aveva il potere regionale che aveva Forza Italia”.

Alla contestazione di non aver conquistato la sua città risponde attaccando il bilancio politico degli ex alleati: “Ma questo è un ulteriore esempio di come il centrodestra ha fallito”. Il bersaglio è il sistema di decisioni e rapporti di forza che, a suo giudizio, ha condizionato le scelte lametine. La candidatura di Giannetta viene così rivendicata come una rottura con quel metodo.

Disabilità e guerra, Furgiuele difende Vannacci: “Noi parliamo di cose pratiche”

Lo scontro prosegue sui temi sollevati da Cannizzaro. “Futuro nazionale si inchina ai disabili, alla famiglia dei disabili”, afferma Furgiuele. Poi l’avvertimento: “Ma non si permetta di utilizzarlo come slogan”. Il parlamentare difende le intenzioni che attribuisce a Vannacci e sposta l’attenzione sulle condizioni degli alunni: il problema, sostiene, è garantire assistenza e strutture adeguate, evitando che l’inclusione resti soltanto una parola e che i ragazzi vengano lasciati soli nelle classi. Sull’Ucraina rivendica invece la contrarietà alla guerra e richiama il costo della vita. A Cannizzaro e a Forza Italia chiede di spiegare le proprie posizioni alle famiglie alle prese con bollette e carburanti, citando nel suo intervento il gasolio a 2,30 euro al litro. “Noi parliamo di cose pratiche”, scandisce.

Perché da Roma guardano alle urne dello Stretto

La polemica calabrese si inserisce in una partita più ampia. Due articoli pubblicati il 21 settembre ne offrono altrettante prospettive: il retroscena di Lorenzo De Cicco su Repubblica, a pagina 5, ricostruisce i calcoli attribuiti ai meloniani; il reportage di Antonio Bravetti sulla Stampa, a pagina 12, racconta la convention di Orvieto e le ambizioni di Futuro nazionale. Il punto in cui le due letture si incontrano è lo Stretto.

Secondo il retroscena di Repubblica, le suppletive reggine preoccupano soprattutto Forza Italia, impegnata a sostenere Fabio Roscioli. La presenza di Domenico Giannetta, candidato di Futuro nazionale, apre una competizione dentro il bacino elettorale della destra, mentre Pd e Movimento 5 Stelle sostengono un proprio candidato. La ricostruzione del quotidiano attribuisce a Fratelli d’Italia un ragionamento su due possibili esiti. Se Roscioli riuscisse a conquistare il seggio nonostante la concorrenza vannacciana, i meloniani potrebbero ridimensionare la forza dell’ex generale. Se invece il centrodestra perdesse, potrebbero accusare Futuro nazionale di aver agevolato la vittoria degli avversari. Sono scenari descritti dal giornale, non una strategia ufficialmente annunciata da FdI. Ma rendono evidente il valore politico attribuito al voto: il risultato reggino potrebbe diventare un argomento da spendere nella futura campagna per le elezioni politiche. Per gli azzurri, però, la questione resta molto concreta. Un’eventuale sconfitta significherebbe perdere il seggio conteso, qualunque lettura ne dessero gli alleati.

Giannetta e il debutto del simbolo di Futuro nazionale

Sul versante opposto, Vannacci punta a trasformare la candidatura di Giannetta nella prima dimostrazione elettorale della propria autonomia. La Stampa indica le suppletive calabresi come il primo appuntamento con il simbolo di Futuro nazionale sulla scheda. Il coordinatore del partito Massimiliano Simoni, citato nel reportage, riassume così la posta in gioco: “È una grande scommessa e ci giochiamo tanto del nostro futuro”.

La sfida coinvolge il centrodestra unito, il candidato sostenuto da Pd e M5S (Frank Benedetto) e quello di Democrazia sovrana e popolare (Francesco Toscano). Per Futuro nazionale si tratta di misurare quanto seguito politico possa tradursi in voti. La presenza dell’ex generale in piazza Duomo a Reggio Calabria nella giornata di domani, 23 settembre, è l’ulteriore conferma dell’investimento sulla competizione.

Da Orvieto all’AfD: la destra che Vannacci vuole costruire

Il passaggio calabrese arriva dopo la convention di Orvieto, dove il progetto vannacciano incontra il movimento Indipendenza e l’area di Gianni Alemanno. Ospite dell’iniziativa è Marc Jongen, eurodeputato dell’AfD, la formazione tedesca di estrema destra. “Siamo orgogliosi che in Italia il nostro partner sia Futuro nazionale”, dichiara Jongen nel resoconto della Stampa. Una presa di posizione che documenta la vicinanza politica tra le due formazioni, senza bastare da sola a definire i termini di un accordo formale. Dal palco emerge anche il rifiuto di ripetere il percorso della destra confluita nelle precedenti coalizioni. È Lorenzo Gasperini, indicato come ideologo di Vannacci, a pronunciare la frase: “Non moriremo come Gianfranco Fini”.

Il voto utile diventa un’arma contro gli ex alleati

È sul voto utile che lo scontro si fa più esplicito. Nel racconto della convention, Vannacci respinge l’idea che sia il suo partito a favorire la sinistra e rovescia l’accusa su chi esclude un’intesa con lui. Il messaggio politico è chiaro: Futuro nazionale vuole essere riconosciuto come un soggetto con cui fare i conti nelle future alleanze. Il risultato di Giannetta sarà uno degli elementi con cui sostenere quella richiesta oppure contestarla.

Il centrosinistra, intanto, ha davanti una possibilità che dovrà conquistare nelle urne: la divisione degli avversari non garantisce automaticamente una vittoria. Contano la capacità di mobilitare gli elettori, la credibilità della candidatura e la partecipazione al voto. Reggio concentra così tre prove diverse: la difesa del seggio per Forza Italia, il debutto elettorale per Vannacci e l’occasione per il centrosinistra. Cannizzaro e Furgiuele danno voce, sul territorio, alla frattura nazionale: il primo chiede compattezza attorno alla coalizione, il secondo rivendica il diritto di sfidarla. Il deputato eletto sarà uno. Le conseguenze politiche potranno arrivare molto più lontano dello Stretto.

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