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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Erosione a Bocale, vertice in Regione: Milia e Zimbalatti sollecitano interventi per la costa Sud di Reggio

Riunione tecnica al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Richiesta progettazione e programmazione da parte del Comune e della Città Metropolitana

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Si è svolta nella giornata odierna, presso il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, a Catanzaro, una riunione operativa dedicata alla tutela della costa Sud di Reggio Calabria, con particolare attenzione al tratto di Bocale, da tempo interessato da un marcato fenomeno di erosione.

L’incontro è stato richiesto dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Federico Milia, e dal consigliere metropolitano e comunale Antonino Zimbalatti, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione e valutare possibili soluzioni per la salvaguardia del litorale.

Il tavolo tecnico e i partecipanti

Alla riunione hanno preso parte il direttore generale del Dipartimento Ambiente, ingegner Francesco Tarsia, e il funzionario delegato alla Difesa del Suolo, ingegner Pierluigi Mancuso. In collegamento esterno sono intervenuti anche l’ingegner Francesco Siclari per la Città Metropolitana, affiancato dall’ingegner Catalfamo.

Le dichiarazioni dei consiglieri

“È stata una riunione molto fruttuosa e operativa” dichiarano in una nota congiunta Milia e Zimbalatti, che ringraziano “l’intera Giunta regionale e, in particolare, il vicepresidente con delega alla Difesa del suolo, Filippo Mancuso, per l’attenzione costante alle criticità del territorio”.

I due esponenti di Forza Italia sottolineano però come “la Regione Calabria non possa intervenire direttamente scavalcando le competenze territoriali”, chiarendo che la progettazione degli interventi e il loro sollecito rientrano nelle prerogative del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana.

Le criticità e le richieste

Secondo Milia e Zimbalatti, “negli ultimi anni dal Comune non è arrivato alcun sollecito concreto, né una programmazione efficace per quest’area”. Da qui la decisione di portare la questione in Commissione Ambiente, con la richiesta di programmare “uno studio tecnico approfondito per la posa di nuovi tratti di frangiflutti nelle zone non ancora protette” e, parallelamente, l’efficientamento delle opere già esistenti.

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