31 Agosto 2026
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Doppio passo indietro all’azienda ‘Dulbecco’ di Catanzaro: annullati nomine e incarichi

Nel giro di tre mesi l'Azienda ospedaliero-universitaria ricorre due volte all'autotutela. L'ultimo stop arriva dopo un'istanza di accesso agli atti: revocate numerose nomine perché prive dei requisiti previsti dal contratto

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Nel giro di poco più di tre mesi, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro è intervenuta per ben due volte in autotutela per annullare importanti provvedimenti amministrativi. Prima gli incarichi relativi a tre Direzioni di Struttura Complessa (primariati), successivamente numerose nomine dei sostituti dei Direttori di Struttura Complessa.

L’istanza di accesso agli atti

Si tratta di vicende diverse, con presupposti giuridici differenti, ma accomunate da un elemento che non può passare inosservato: la necessità di correggere atti che la stessa Azienda ha successivamente ritenuto non conformi alla normativa vigente. L’ultimo provvedimento è contenuto nella deliberazione n. 690 del 10 luglio 2026, con la quale il Commissario Straordinario ha disposto l’annullamento parziale della deliberazione n. 169/2026 relativa all’individuazione dei sostituti dei Direttori di Struttura Complessa. Il riesame, come si legge nell’atto, è stato avviato anche a seguito di un’istanza di accesso agli atti ed è stato esteso a tutte le nomine per garantire parità di trattamento e trasparenza. L’istruttoria ha accertato che diversi dirigenti designati quali sostituti risultavano titolari di un incarico professionale iniziale di base e, pertanto, privi del requisito richiesto dall’art. 25 del CCNL Area Sanità 2019-2021 per poter svolgere tali funzioni. Le strutture interessate comprendono Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Cardiologia con Emodinamica, Malattie Infettive e Tropicali, Ortopedia e Traumatologia, Audiologia-Foniatria-Vestibologia, Farmacologia Clinica e Farmacovigilanza, Medicina Nucleare, Urologia e Chirurgia Generale. Soltanto per la U.O.C. di Fisica Sanitaria è stata confermata la nomina del sostituto, essendosi nel frattempo perfezionato il necessario iter amministrativo. Per tutte le altre strutture, invece, le funzioni di sostituzione restano temporaneamente vacanti fino all’adozione di nuove designazioni conformi alla disciplina contrattuale.

Una scelta che va riconosciuta

Solo pochi mesi prima, un altro provvedimento di autotutela aveva portato all’annullamento degli incarichi relativi a tre Direzioni di Struttura Complessa. Due episodi distinti che, letti insieme, pongono inevitabilmente alcune domande sulla qualità dei processi amministrativi. L’autotutela rappresenta uno strumento essenziale dello Stato di diritto e costituisce un atto di responsabilità quando la pubblica amministrazione riconosce un proprio errore e decide di correggerlo. Da questo punto di vista, la scelta dell’Azienda di intervenire per ripristinare la legalità merita di essere riconosciuta. Ciò non toglie, però, che resti aperto un interrogativo altrettanto importante: perché tali criticità non sono state intercettate prima dell’adozione dei provvedimenti? Se i requisiti previsti dal contratto collettivo erano chiaramente individuabili, è legittimo chiedersi se i controlli istruttori siano stati sufficientemente rigorosi. In una grande Azienda ospedaliero-universitaria, il rispetto delle procedure non può essere considerato un aspetto secondario, ma rappresenta una condizione indispensabile per garantire imparzialità, trasparenza e credibilità dell’azione amministrativa. Colpisce inoltre che l’ultimo riesame sia stato avviato anche grazie a un’istanza di accesso agli atti. È un’ulteriore dimostrazione di quanto gli strumenti di trasparenza previsti dall’ordinamento possano contribuire concretamente al controllo della legalità amministrativa. Il momento in cui maturano questi provvedimenti conferisce alla vicenda un ulteriore interesse istituzionale. L’attuale management dell’AOU “Renato Dulbecco” è infatti in attesa delle determinazioni della Regione Calabria sulla futura governance aziendale. Sarà il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a decidere se procedere alla riconferma dell’attuale direzione strategica oppure individuare un nuovo vertice. È evidente che la valutazione non potrà basarsi esclusivamente su singoli episodi.

Fiducia dei cittadini e degli operatori minati

Tuttavia, è altrettanto evidente che la correttezza amministrativa costituisce uno degli elementi attraverso i quali si misura la qualità di una governance pubblica, insieme ai risultati assistenziali, economici, organizzativi e scientifici. La sanità calabrese affronta quotidianamente sfide enormi: carenza di personale, mobilità sanitaria, liste d’attesa, sostenibilità economica e necessità di attrarre professionisti qualificati. In un contesto così delicato, ogni errore amministrativo rischia di minare la fiducia degli operatori e dei cittadini. Per questo motivo, la questione va ben oltre gli atti annullati. Il tema centrale è costruire un’amministrazione capace di prevenire gli errori prima che diventino provvedimenti da revocare.

La trasparenza non consiste soltanto nel correggere gli sbagli quando emergono, ma soprattutto nel creare procedure così solide da ridurre al minimo il rischio che quegli sbagli si verifichino. La vera sfida per il futuro dell’AOU “Renato Dulbecco” non sarà soltanto nominare nuovi sostituti o ripetere procedure amministrative. Sarà dimostrare che la cultura della legalità, della trasparenza e del merito può rappresentare il fondamento di una sanità pubblica moderna, credibile e all’altezza delle aspettative dei cittadini calabresi.

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