× Sponsor
31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
spot_img

Due giornate di studio sul botulismo a Cosenza: confronto tra esperti nazionali su diagnosi e gestione

L'Azienda Ospedaliera di Cosenza promuove per il 26 e 27 novembre un convegno scientifico che riunisce esperti per affrontare la gestione clinica e la prevenzione di questa patologia rara e insidiosa.

spot_img

Il 26 e 27 novembre, all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cosenza, si terrà un workshop dedicato al “Botulino: il veleno che ferma il respiro – Il valore della tradizione, l’importanza della prevenzione”. L’iniziativa, promossa dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza con il patrocinio della Regione Calabria, dell’Università della Calabria, dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e degli ordini professionali sanitari territoriali, è dedicata al botulismo, una patologia considerata rara ma insidiosa.

Le ragioni del confronto scientifico

Il professor Andrea Bruni, promotore dell’assise congressuale, ha specificato che l’iniziativa è nata all’indomani della gestione del cluster da intossicazione botulinica verificatosi lo scorso agosto in provincia di Cosenza. Bruni ha evidenziato che, nonostante la sua rarità, il botulismo costituisce una “vera emergenza sanitaria per la rapidità con cui può compromettere la funzione respiratoria e per la complessità della gestione clinica“.

L’obiettivo del confronto con la comunità scientifica è affrontare temi cruciali quali la diagnosi precoce, la disponibilità dell’antitossina, la gestione ventilatoria del paziente critico e il supporto nutrizionale. Saranno trattati anche temi divulgativi, come la sicurezza alimentare e la necessità di “coniugare la tradizione gastronomica calabrese con la prevenzione“.

Focus logistico e clinico nella prima giornata

La prima giornata di lavori si aprirà con la testimonianza di Gaia Vitiello, vittima di intossicazione botulinica, che interverrà per sensibilizzare sul tema.

Seguiranno due contributi dedicati alla gestione logistica dell’emergenza: il Tenente Generale Carlo Catalano, Ispettore Generale della Sanità Militare e Capo del Corpo sanitario dell’Esercito, presenterà “La filiera del soccorso militare nell’emergenza sanitaria“. La dottoressa Francesca Zaffini, Direttore dell’Ufficio Gestione Sanitaria dell’Emergenza del Ministero della Salute, illustrerà la “Procedura di autorizzazione alla mobilizzazione dell’antitossina botulinica dalla Scorta Nazionale Antidoti e Farmaci“.

Al centro della giornata ci sarà anche la Lectio Magistralis di Carlo Locatelli sul tema “Intossicazione botulinica: dalla diagnosi clinica al trattamento” introdotta dalla Prof.ssa Franca Melfi, e una tavola rotonda intitolata “Invisibile e letale: il percorso clinico del botulismo“.

Diagnosi, rischio alimentare e prospettive future

La seconda giornata sarà suddivisa in due sessioni tematiche. La prima sessione, “Intossicazione da botulino: diagnosi e gestione delle complicanze cliniche”, ospiterà tra gli altri l’intervento di Fabrizio Anniballi, responsabile del Centro di riferimento nazionale per il botulismo, che affronterà la sintomatologia e la diagnosi laboratoristica.

La seconda sessione, “Botulismo e gestione dell’emergenza: stato attuale e programmazione futura”, approfondirà il rischio nell’agroalimentare, la pianificazione dell’emergenza per afflusso massiccio, la gestione dei cluster e le prospettive future. In questa sezione è prevista una relazione del Direttore Generale Vitaliano De Salazar.

Di particolare rilievo sarà la Lectio Magistralis del professor Paolo Navalesi, docente di Anestesiologia all’Università di Padova, sul tema “La gestione ventilatoria del paziente con botulismo” introdotta da Eugenio Garofalo.

Obiettivi interdisciplinari del convegno

Nel corso delle due giornate saranno trattati anche gli aspetti epidemiologici, tossicologici e laboratoristici del botulismo, con un’attenzione specifica alle emergenze alimentari e alla preparazione dei sistemi sanitari in caso di eventi biologici.

Il programma prevede tavole rotonde, sessioni di discussione e momenti di confronto interdisciplinare che coinvolgeranno diverse figure professionali: medici, biologi, farmacisti, infermieri e operatori dell’emergenza. Il duplice obiettivo è migliorare la capacità di diagnosi e intervento e promuovere una cultura della sicurezza alimentare e sanitaria, perseguendo un approccio scientifico aggiornato nel rispetto delle tradizioni.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img