La questione delle Guardie mediche esplode in uno scontro frontale tra i sindaci del Vibonese e il neo commissario dell’Asp, Vittorio Sestito. Una rottura durissima, messa nero su bianco in una nota sottoscritta da 45 primi cittadini, che contestano la gestione degli accorpamenti e denunciano il mancato rispetto degli accordi assunti in sede istituzionale.
Al centro del caso c’è la delibera 176 della Commissione straordinaria, provvedimento che, secondo quanto riferiscono i sindaci, non avrebbe dovuto produrre effetti immediati. Il commissario, nelle riunioni della Conferenza dei sindaci e del Comitato ristretto, avrebbe infatti affermato pubblicamente che quella delibera sarebbe stata sottoposta a valutazione, approfondimenti e modifiche insieme ai sindaci e ai sindacati di categoria.
Gli accordi e la scelta degli incentivi
La linea condivisa, secondo la ricostruzione dei sindaci, era un’altra: non applicare subito gli accorpamenti, ma tentare prima una strada diversa, cioè introdurre incentivi immediati per favorire nuove assunzioni di medici e coprire le postazioni carenti.
Solo dopo aver verificato l’eventuale insufficienza delle adesioni, commissario e sindaci avrebbero dovuto valutare insieme le soluzioni per affrontare le emergenze dei mesi estivi. Nel frattempo, in caso di assenza dei medici, il Direttore del Distretto avrebbe dovuto comunicare ai sindaci i giorni scoperti e indicare una sede alternativa.
Gli ordini di servizio e la rottura
Secondo i primi cittadini, invece, gli uffici avrebbero proceduto in modo unilaterale, notificando a diversi medici ordini di servizio fondati sugli accorpamenti e dando così esecuzione alla delibera contestata.
Sestito, contattato per le vie brevi, avrebbe inizialmente parlato di una non corretta interpretazione degli accordi da parte degli uffici, rassicurando i sindaci sulla necessità di chiarire la vicenda. Ma la successiva nota dell’Asp, firmata anche dal Direttore sanitario e dal Direttore del Distretto, avrebbe prodotto l’effetto opposto: per i sindaci, avrebbe di fatto convalidato l’operato del Distretto.
“Presi in giro”: stop al dialogo
Da qui la presa di posizione più dura. I sindaci dichiarano di dissociarsi dalle decisioni assunte dal commissario e contestano apertamente il metodo seguito. Nella nota affermano di sentirsi “letteralmente presi in giro” e annunciano il ritiro della collaborazione e di ogni forma di dialogo con Sestito. La condizione posta è netta: il confronto potrà riprendere solo se verrà revocata esplicitamente la delibera 176 e tutti gli atti conseguenziali.
Il ricorso al Tar sullo sfondo
Lo scontro, adesso, rischia di spostarsi anche sul piano giudiziario-amministrativo. Alcuni sindaci hanno già preannunciato che, in caso di mancata revoca, proporranno ricorso al Tar contro la delibera 176.
Una frattura pesante, dunque, nel cuore della sanità territoriale vibonese: mentre si avvicina l’estate e resta aperto il problema della carenza di medici, il rapporto tra Asp e Comuni precipita in una crisi istituzionale che rischia di complicare ulteriormente la gestione delle postazioni di Guardia medica.







