24 Settembre 2026
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PD Calabria contro il Governo: “Digitale utile ma senza personale non salverà gli ospedali”

La replica dei dem al sottosegretario Butti sulla telemedicina: "Inutile senza medici e servizi sul territorio". Citati i dati Gimbe sul ritardo della regione

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Innovazione tecnologica e sanità pubblica tornano al centro del dibattito politico in Calabria. Al forum Med Salute 2026, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, ha indicato nella telemedicina, nel telemonitoraggio e nell’assistenza a distanza gli strumenti chiave per spostare le cure sul territorio ed alleggerire la pressione sui presìdi ospedalieri. Immediata la presa di posizione dell’opposizione.

“La telemedicina, il telemonitoraggio, il Fascicolo sanitario elettronico e le nuove tecnologie possono migliorare l’assistenza e aiutare il Servizio sanitario regionale. Sostenere, però, che il digitale possa alleggerire gli ospedali calabresi senza affrontare la carenza di personale, le difficoltà organizzative e la debolezza dei servizi ospedalieri e territoriali vuol dire ingannare l’opinione pubblica”, lo afferma, in una nota, il Pd Calabria.

“Le tecnologie – prosegue la nota dei dem calabresi – sono utili e vanno utilizzate. Ma devono esserci i medici, gli specialisti, gli infermieri e i servizi organizzati. In Calabria, soprattutto nelle aree montane e interne, il problema è anzitutto la possibilità reale di ricevere le cure. Ci sono diversi territori che scontano carenze di unità operative, specialistica, prevenzione e assistenza territoriale. La distanza dai grandi centri ospedalieri rende queste difficoltà ancora più gravi. È su questa realtà che bisogna costruire la programmazione sanitaria regionale, partendo dalle caratteristiche e dalle criticità dei singoli territori”.

I dati sull’assistenza distrettuale

A supporto della propria analisi, il Partito Democratico evidenzia il quadro critico emerso dalle recenti rilevazioni della Fondazione Gimbe basate sui dati del Nuovo sistema di garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Sebbene la regione metta a segno un incremento nel punteggio complessivo, salito a 189 punti su 300, si conferma ultima tra le Regioni e Province autonome per adempimento nell’assistenza distrettuale, posizionandosi inoltre al 17° posto per la prevenzione e al 16° per l’assistenza ospedaliera.

“Questi dati – obietta il Pd Calabria – mostrano che il problema calabrese è strutturale. Proprio l’insufficienza dell’assistenza distrettuale dovrebbe indurre la Regione a evitare facili rappresentazioni della tecnologia come risposta alle debolezze del sistema”.

La proposta di legge sulle Aree Montane

Sul fronte delle proposte, i dem richiamano il disegno di legge incardinato a Palazzo Madama dal senatore e segretario regionale Nicola Irto insieme ad altri colleghi di partito, pensato per intervenire direttamente sul diritto alla salute nelle aree geograficamente svantaggiate.

“Quella proposta – spiegano i dem calabresi – indica una strada concreta: programmazione regionale fondata sui bisogni dei territori, garanzie sull’accesso alle prestazioni, rafforzamento dei servizi e risorse dedicate. Peraltro, il ddl istituisce un Fondo nazionale per la sanità delle zone montane e delle zone a elevato disagio territoriale da 2,4 miliardi di euro annui a partire dal 2027, aggiuntivi rispetto al fabbisogno sanitario nazionale standard e vincolati agli interventi previsti dalla legge”.

“È questa la risposta che serve anche alla Calabria. Occorre riorganizzare – insiste il Pd Calabria – la rete ospedaliera e territoriale, rafforzare gli ospedali delle aree montane e disagiate, garantire personale, specialistica, diagnostica, prevenzione e continuità delle cure. La Regione – conclude il partito – deve fare la propria parte”.

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